L’urlo di Gaza

Le drammatiche notizie che giungono da Gaza sono l’ulteriore conferma della decisione dello Stato di Israele di annientare ogni anelito di autonomia e di espressione indipendente del popolo palestinese. Il carattere di crimini di guerra – come dichiarato dall’inviato dell’ONU John Dugard – assunto da Israele contro i palestinesi, non può essere più minimamente tollerato né accettato da nessuno se non come atto di complicità. La storia del Medio Oriente ruota essenzialmente attorno a tale dato ineludibile. Ma la cronaca di questi ultimi giorni ci mostra palesemente una novità con cui è ora di iniziare a fare i politicamente i conti.

Nel mondo arabo-islamico i regimi corrotti ed asserviti all’imperialismo sono totalmente silenti – stavolta non abbiamo udito neanche i flebili ed ipocriti appelli alla cosiddetta comunità internazionale – anzi in questi paesi si perseguitano i movimenti di solidarietà con la Palestina facendo a gara, tra loro, nel mostrarsi i più subalterni possibile o agli USA o all’Unione Europea.

In Europa, tra cui in Italia, la capitolazione politica della “sinistra” punta ad annullare ogni voce di critica verso il sionismo e lo Stato d’Israele, equiparando la legittima resistenza di questo popolo all’abusata categoria del terrorismo.

Il mantenimento in vigore dell’accordo militare tra l’Italia ed Israele, il mantenimento dell’embargo contro i palestinesi di Gaza, il silenzio nei confronti dei crimini di guerra israeliani, sono passaggi concreti di una azione politica, economica e culturale che tende all’instaurazione di rapporti privilegiati ed al rafforzamento dei comuni interessi con il regime di Tel Aviv.

Del resto dove sono le roboanti dichiarazioni di quei leader della “sinistra” a favore dell’equidistanza tra aggressori ed aggrediti. In queste ore non registriamo neanche le rituali lacrime di coccodrillo all’indomani di ogni strage sionista. Tutte le priorità sono concentrate sul teatrino elettorale con le conseguenti rimostranze sulle candidature.

La Rete dei Comunisti, nel raccogliere l’urlo proveniente da Gaza, invita ad una mobilitazione, in ogni città, la più ampia e diffusa possibile.

Facciamo arrivare la nostra solidarietà al popolo palestinese, ostacoliamo gli interessi neo/colonialistici degli USA, dell’Unione Europea e dell’Italia.

Rafforziamo ed estendiamo la campagna di boicottaggio della Fiera del Libro di Torino – dedicata vergognosamente ad Israele – ad ogni interesse dell’economia di guerra israeliana.

1 marzo 2008
La Rete dei Comunisti