L’ultimo vertice dell’OCS si è svolto a Pechino all’insegna dell’integrazione energetica

Sappiamo che a Pechino sono stati trattati anche temi militari e firmati accordi che al momento non sono stati resi pubblici nemmeno ai membri osservatori dell’OCS (Mongolia,Pakistan, India, Afghanistan e Iran) che rappresentano di fatto un secondo livello di relazioni. Attorno al blocco centrale dei 6 paesi membri si posizionano questi cinque paesi che per contraddizioni interne o problematiche relative ad equilibri interni/esterni attendono sulla porta l’evoluzione degli eventi internazionali, perché se è vero da un lato che l’OCS non può permettersi di accogliere cavalli di troia è altrettanto vero che un paese come il Pakistan se non abbandona l’abbraccio mortale con l’alleato statunitense verrà inevitabilmente travolto dalla guerra civile e dalla frantumazione geografica del proprio territorio.

L’invito di Putin al primo ministro pakistano Gilani di un maggior impegno nell’OCS, e che ricordando le buone relazioni tra i due paesi sottolineava che non si riflettono negli interscambi commerciali, andava in quella direzione. L’OCS si pone come polo di attrazione dei paesi asiatici, come garanzia di autonomia per le potenze regionali emergenti e come alternativa all’arroganza dell’imperialismo statunitense, che col procedere della crisi diviene giorno dopo giorno sempre più aggressivo e pericoloso.

L’impossibilità da parte statunitense di aprire un terzo fronte bellico contro gli Ayatollah per mancanza di risorse economiche e materiali non significa che non cerchino di far combattere ad altri proprie guerre, a parte il falco sionista, gli Usa possono contare sempre e tuttora sugli intrecci internazionali di agenti destabilizzatori, in questa direzione occorre guardare per interpretare i recenti attentati accaduti in Iran che hanno colpito al cuore i “guardiani della rivoluzione” (Sepah – e- Pasdaran) nella regione sud-orientale del Balucistan a maggioranza sunnita, la capitale di questa regione è Gwadar in Pakistan, porto militare e commerciale di primaria importanza, la “perla più importante della collana energetica cinese”.

Fonte: Oltre Confine n.34 – Newsletter settimanale del Dipartimento Esteri del PdCI – www.comunisti-italiani.it