Londra, ergastolo per i militari “obiettori” nei Paesi occupati

«Spiteful», spregevole. Non usano mezzi termini i pacifisti britannici per definire l’Armed Forces Bill, il disegno di legge sulle Forze Armate presentato dal governo guidato dal premier laburista Tony Blair.
Esso prevede l’introduzione dell’ergastolo per i refusenik, i soldati che si rifiutano di prestare servizio nei paesi occupati. La proposta di modifica del codice di condotta militare, discussa nei giorni scorsi in Parlamento, è rimasta pressoché ignorata da parte dei principali mezzi di informazione britannici. Il governo propone l’introduzione di un’inedita e più drastica definizione di diserzione. Nella parte più controversa della proposta, la cosiddetta section 8, si legge infatti che i soldati che intendono evitare di prestare servizio in un’«occupazione militare di un paese o territorio straniero» possono essere condannati al carcere a vita.

Dati alla mano, il numero di soldati britannici fuggiti dall’esercito è triplicato dall’invasione in Iraq. Secondo quanto riportava domenica scorsa l’“Independent on Sunday”, sarebbero almeno 380 i militari mancanti all’appello senza autorizzazione. Le cifre fornite dal Ministero della Difesa indicano un graduale aumento di Awol, Absent without leave (assente ingiustificato) nell’ultimo quinquiennio: 86 nel 2001, 118 nel 2002 e 135 nel 2003. Tuttavia, negli ultimi due anni, con l’intensificarsi dell’opposizione alla guerra e il crescente numero di morti tra i militari, i numeri sono cresciuti: 230 nel 2004 e 383 nel 2005. La modifica di legge sta destando particolare preoccupazioni tra le organizzazioni pacifiste e le associazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani. Un portavoce dell’associazione Military families against the war ha dichiarato: «Questa nuova legge è un altro spregevole atto di disperazione da parte del governo Blair. Le sue leggi draconiane aumentano mentre il sostegno alla guerra diminuisce». Altre associazioni, tra cui At Ease sostengono che la section 8 è in aperta violazione dei diritti umani dei soldati e in particolare del loro diritto all’obiezione di coscienza. Gilbert Blades, un avvocato esperto di diritto militare, ritiene che l’ampiezza del problema posto dai refusenik sia completamente camuffato. «Questa proposta di legge è il tentativo abbastanza ovvio di questo governo per impedire ai soldati di non prestare servizio in Iraq».