L’offensiva neonazista preoccupa i tedeschi

Tra gennaio e agosto di quest’anno, l’ufficio criminale federale tedesco ha registrato circa 8 mila delitti di matrice neonazista. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando furono segnalati 6605 atti criminali, c’è stato un incremento del 20%. Il dato non è inatteso: già il 2005 aveva evidenziato una crescita. Rispetto ai 5127 crimini del 2004, l’aumento per il 2006 sale dunque al 50%. E non è solo il numero dei delitti di estrema destra a crescere, ma anche l’aggressività e la violenza contro le persone. Nei primi otto mesi del 2006 la polizia ha segnalato 452 atti di violenza, 325 dei quali hanno portato al ferimento diretto di persone. L’anno prima c’erano stati 363 crimini con 302 feriti. Spostando l’attenzione sugli ultimi mesi la gravità della situazione è evidente: in agosto la polizia ha registrato 67 episodi di violenza, 27 in più del mese precedente. Durante i mondiali, tra giugno e luglio, sono stati commessi più di 1000 atti criminali.
Secondo il quotidiano Tageszeitung, i dati forniti dal ministero non rendono il quadro completo del fenomeno: capita non raramente che le forze dell’ordine comunichino con un certo ritardo gli atti delittuosi. La situazione sarebbe dunque ancora peggiore. Le cifre fornite dell’ufficio criminale federale sono parte della risposta del ministero degli interni a un’interrogazione del gruppo parlamentare della Linkspartei.
Proprio tra i politici della Linkspartei e della Spd si fa pressante la richiesta per la convocazione di un vertice straordinario sulla democrazia – sulla falsariga del vertice berlinese sull’integrazione dello scorso luglio – che veda confrontarsi partiti, comunità religiose, sindacati e associazioni culturali e sportive. «È necessario chiederci se siamo ancora una democrazia», ha detto Oskar Lafontaine. Per il capogruppo della Linkspartei al Bundestag «in parlamento si decide sempre contro la maggioranza della popolazione, che si tratti della pensione a 67 anni, dell’aumento dell’Iva o dell’invio di soldati in tutto il mondo».
Wolfgang Thierse, vicepresidente socialdemocratico del Bundestag, ha invitato la ministra per la famiglia von der Leyen a proseguire il sostegno dei programmi di educazione e sostegno alla vittime. La ministra cristianodemocratica vorrebbe scaricare tutto dalla prossima estate sulle casse dei comuni. Il problema è che ci sono «politici locali ciechi dall’occhio destro», ha dichiarato Thierse.
L’idea del vertice non piace invece alla Cdu, nel governo di grande coalizione con la Spd. Per il vicecapogruppo dell’Unione (Cdu, Csu) al Bundestag, Wolfgang Bosbach, sarebbe meglio intervenire con la punizione severa dei reati, una più forte politica educativa e aiuti per chi decide di uscire dai movimenti – capita non raramente che chi si allontana subisca minacce e violenze. Anche la presidentessa dei Verdi Claudia Roth chiede al governo progetti sociali invece di vertici. Peter Struck, capogruppo Spd, ha invece riproposto il bando per l’Npd e i partiti che si richiamano al neonazismo, già fallito nel 2003.
Secondo il presidente del sindacato di polizia, Konrad Freiberg, l’aumento dei delitti di estrema destra non è una sorpresa. «Certo che è compito della polizia combattere la criminalità di estrema destra – ha aggiunto – ma non possiamo colmare i vuoti lasciati dai taglia nelle politiche sociali a livello federale, regionale e comunale», che fanno largo alla cruda propaganda dei neonazisti. Freiberg è convinto che gli incontri di vertice servano poco a fermare la crescita dei partiti di destra.
I recenti dati elettorali lasciano intendere come le forze neonaziste abbiano un margine d’azione soprattutto a livello locale. Nelle elezioni regionali di metà settembre a Berlino e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore la Npd aveva ottenuto una crescita significativa. In particolare in Meclemburgo il partito neonazista è passato dallo 0,7% al 7,3%, entrando con 6 deputati nell’assise regionale. Così ora sono quattro i parlamenti regionali dove siedono estremisti di destra.
La presidentessa del consiglio centrale degli ebrei tedeschi, Charlotte Knobloch, ha rimproverato alla politica di «minimizzare» la gravità degli atti criminali. Solo la scorsa settimana in una scuola di Parey, in Sassonia-Anhalt, tre studenti tra i 15 e i 16 anni avevano obbligato un coetaneo ad andare in giro con appeso al collo un cartello con una scritta antisemita. Per la Knobloch i recenti atti di violenza sono così aggressivi da far tornare alla memoria gli anni ’30. Sempre più casi, ha poi aggiunto, «dimostrano come l’antisemitismo e l’estremismo di destra siano saldamente ancorati a certi strati sociali», quelli poveri. Cinque giorni fa, in occasione dell’anniversario del processo di Norimberga, i neonazisti avevano manifestato sia nella città bavarese che ad Amburgo. Per la Knobloch un chiaro segno che il problema non riguarda solo l’est del paese. Contro le manifestazioni degli estremisti di destra sono scesi in piazza migliaia di antifascisti.