Lo slalom della spesa per l’ex «ceto medio»

I dati numerici sono antipatici, freddi e utili solo agli addetti ai lavori. Richiedono competenza e astuzia (vedi sotto) per scoprire un segno meno là dove appare scritto un segno più. Meglio vedere come vivono concretamente le famiglie.
La signora G. è un’insegnante di Roma, il marito è impiegato. Secondo le classificazioni sociologiche fanno addirittura parte del «ceto medio», con un reddito netto mensile che raggiunge i 3.000 euro. Rispetto al salario medio degli italiani possono essere considerati addirittura dei privilegiati. Hanno però tre figli e stanno pagando un mutuo per la casa, cosa del resto assai comune (l’87% delle famiglie italiane – una percentuale unica al mondo – è proprietaria della casa di abitazione; ma la statistica non distingue tra chi ha un castello o un normale appartamento, né tra chi ha finito di pagare e chi lo sta ancora facendo). La «ricchezza» di questa famiglia, che il reddito nominale farebbe intuire, si stempera molto all’atto pratico.

Quali sono le vostre spese fisse?

Paghiamo quasi 750 euro al mese di mutuo. Poi ci sono, come per tutti, le bollette, assicurazione e bollo per una macchina e per lo scooter che usa mio marito per andare al lavoro.

E i tre figli?

Due vanno all’università, ora. Paghiamo un migliaio di euro l’anno di tasse, e poi ci sono i libri, le tessere dell’Atac (gli abbonamenti per autobus e metro, ndr). Il terzo è ancora alle medie, lì le spese sono un po’ minori.

Quanto resta dei due stipendi?

Meno di duemila euro al mese. Forse 1.800. Ma dipende molto dalle scadenze, cioè da quale mese stiamo parlando. E dalla frequenza delle multe.

E bastano?

Se si usano molti accorgimenti nel fare la spesa, sì. Ma non si riesce a risparmiare nulla.

Come fa la spesa?

Nella zona dove abitiamo, la Tiburtina, ho imparato i posti e i giorni in cui posso risparmiare. Mi devo muovere un po’ con la mappa e l’agenda in testa, ogni giorno.

Puoi fare qualche esempio?

Mah, il sabato c’è un mercatino con frutta e verdura, nella zona di Torraccia, dove si comprano cose di buona qualità a un prezzo accettabile. In alternativa c’è un negozio a Casalbruciato e un altro a San Basilio. Questi generi hanno prezzi inavvicinabili, nei supermercati. Per tutto il resto vado nei supermercati o negli iper.

E si equivalgono?

No. Ognuno fa una sua politica dei prezzi. Ti offre alcuni generi a prezzi bassi, in «offerta», e «ricarica» un po’ su altri, specie su frutta e verdura.

E quindi che fa?

Prendo alcune cose in uno e altre in un altro. In giorni diversi, è chiaro, sennò divento matta. A casa arrivano comunque i depliant con le offerte della settimana, e un po’ aiutano a capire cosa puoi trovare. Ma aiuta di più l’esperienza, il ricordare i prezzi di una cosa e saper fare i confronti. Ricordare in quel supermercato quali cose sono in genere a un prezzo inferiore. Non sempre mi riesce bene.

Va mai nei discount?

Cerco di evitare. Se non conosco le marche dei prodotti mi fido poco… Già con le etichette più note accade di prendere la fregatura… E poi cerco di mettere a tavola comunque cose di qualità almeno decente. Non è che si può esagerare col risparmio, se non ci sei costretto. Però li vedo sempre molto pieni.

Detta così, fare la spesa diventa un mestiere vero e proprio.

Sì, ma non è che ci sono molte alternative. Si consuma un sacco di tempo, che si aggiunge alla fatica del lavoro e del tenere la casa.

Per l’abbigliamento vostro o dei ragazzi come fate?

E’ un bel problema, specie per i ragazzi che pretendono di vestirsi come si usa nel loro giro di amici. Per i capi più importanti e costosi si cerca di sfruttare i compleanni, oppure Natale e Pasqua. Magari suggerendo alla nonna o agli zii cosa comprare. Per le cose meno importanti, o il supermercato o i mercatini settimanali.

Ma tu e tuo marito dove vi vestite?

Soprattutto ai mercatini, con roba venduta sulle bancarelle. Per fortuna sia io che lui non ci teniamo troppo «alla moda». E poi, se hai occhio, anche lì puoi trovare delle cose di buona qualità. Un po’ come a Porta Portese. Solo per le scarpe o qualche giaccone invernale si spende un po’ di più. Ma per quelli si sta attenti ai saldi.