L’intervento di Giulietto Chiesa sulla guerra contro la Libia e la risposta di Losurdo

Giulietto Chiesa ha detto…

Caro Losurdo, molte grazie per il suo commento sulla guerra. Purtroppo, avrà notato, una discreta fetta della rimanente sinistra, oltre a Napolitano, si è schierata a favore della guerra. E anche il fronte ex pacifista si è sfilaccianto in molti rivoletti, spesso liquamosi, di sostenitori vari del diritto occidentale di portare la nostra democrazia ai popoli arretrati e tribali. Ho l’impressione che bisogni ricominciare a raccogliere le idee e le forze, prima che l’Impero morente ci collochi tutti nel cestino delle cose da gettare nel camino.
Cordiali saluti, Giulietto Chiesa

Caro Chiesa,
sono felice della nostra consonanza non solo sul carattere colonialista della guerra contro la Libia ma anche sullo stato confusionale della sinistra. Non c’è dubbio: «occorre ricominciare a raccogliere le idee e le forze»! In attesa di dare un contributo più articolato in questa direzione, mi limito a due osservazioni rapidissime:

1) Quella che un tempo era la sinistra, ha dimenticato persino la grammtica e la sintassi del discorso politico. Allorché siamo chiamati a rispondere ad una guerra come quella in corso, si tratta non di fare un confronto tra la Libia di Gheddafi e l’Occidente di Obama, Cameron e Sarkozy, bensì di analizzare la natura della contraddizione che ha condotto alla guerra. Questo ci insegna la storia del colonialismo. Ad esempio, quando si impegnava nella conquista dell’Algeria, la Francia della monarchia di luglio era probabilmente una società più «liberale» e più «moderna» del paese arabo. Resta il fatto che per assoggettare l’Algeria, un autore quale Tocqueville lanciava una terribile una parola d’ordine: «Distruggere tutto ciò che rassomiglia ad un’aggregazione permanente di popolazione o, in altre parole, ad una città. Credo sia della più alta importanza non lasciar sussistere o sorgere alcuna città nelle regioni controllate da Abd-el-Kader» (il leader della resistenza). E cioè, pur più «liberale» e più «moderna» delle sue vittime, la Francia esprimeva il colonialismo in tutta la sua barbarie bellicista e genocida.

2) Tutti ricordiamo che in Italia (e in Occidente) una certa sinistra radicale ha lanciato a suo tempo la parola d’ordine del «ritorno a Marx» (espungendo indirettamente Lenin e la sua analisi dell’imperialismo). Ormai è sempre più chiaro che il presunto «ritorno a Marx» è in realtà un approdo a (Leonida) Bissolati, il socialista «riformista» che un secolo fa prese posizione a favore della missione civilizzatrice dell’Italia in Libia! E dunque, persino sul piano geografico chiara è la linea di continuità che da Bissolati conduce a…
Ma, come ho già detto, si tratta di due riflessioni a caldo, sull’onda dell’indignazione non solo morale ma anche intellettuale per la miseria della sinistra. Resta il compito, difficile ma ineludibile, del «raccogliere le idee e le forze». Spero che questo nostro scambio di idee possa servire di stimolo.

Con un cordiale saluto, Domenico Losurdo