L’incubo USA visto dalla Cina

L’Ufficio di Informazione del Consiglio di Stato della Cina Popolare ha pubblicato il 12 marzo 2010 un rapporto sulla situazione dei diritti umani nei “liberi e democratici” Stati Uniti, mostrando con dati (americani) alla mano una situazione molto diversa da quella di regola dipinta dai mass-media occidentali.

Sul fronte della “sicurezza” (si fa per dire…), lo stesso Dipartimento di Giustizia statunitense ha ammesso che durante il 2008 i cittadini americani hanno dovuto subire 4,9 milioni di crimini con l’utilizzo della violenza e 16,3 milioni di reati contro la proprietà: quasi due statunitensi su cento vengono ogni anno colpiti dal crimine all’interno del “sogno” americano, anche grazie alla presenza legale di ben 250 milioni di armi da fuoco su una popolazione (bambini inclusi) di 309 milioni di abitanti.
Passando al fronte giudiziario o carcerario nel corso del 2009 il Dipartimento di Giustizia ha rivelato che 3,1 maschi afroamericani su cento risultavano in galera, mentre la popolazione carceraria degli USA era molto superiore a quella della Cina, con ben quattro volte e meno abitanti del gigantesco paese asiatico.
Sommando i prigionieri e le persone sottoposte a vigilanza da parte della polizia, si arrivava nel 2008 alla cifra incredibile di 7,3 milioni di americani: ed anche secondo i mass-media borghesi (New York Times, del 4 giugno 2009) le carceri USA sono un vero e proprio inferno nel quale circa 60000 (sessantamila) prigionieri all’anno vengono stuprati spesso dalle stesse guardie carcerarie.
Sul piano economico-sociale le cose sono andate ancora peggio, durante il 2009 16 milioni di americani erano ufficialmente senza lavoro e la percentuale di disoccupazione saliva al 25% tra i giovani lavoratori; non è pertanto casuale che già alla fine del 2008 ben 39, milioni di statunitensi vivessero in condizioni di dura povertà, una massa pari al 13% della popolazione ed a più di un americano su otto, o che nella “ricca” California 90000 persone avessero subito il taglio di gas ed elettricità per morosità tra l’agosto 2008 e l’agosto 2009.
Ci sono persone affamate negli USA, come ad Haiti o in Kenia? Si. Il Dipartimento dell’Agricoltura ha ammesso (16 novembre 2009) che ben 49,1 milioni di americani ed il 14,6% della popolazione totale non avessero un accesso sicuro ad una “alimentazione adeguate”, e non a caso 36,5 milioni di statunitensi (uno su otto…) sono stati costretti nel 2009 a rivolgersi a i buoni federali per il cibo o alle mense di carità, ecc: ben 7,1 milioni in più che nel 2008 e con Bush figlio. Per quanto riguarda i “diritti” dei salariati americani sui luoghi di lavoro, il New York Times del 2 settembre ha ammesso che ben il 68% dei 4800 lavoratori da esso intervistati avevano subito riduzione nei salari; secondo le stesse statistiche ufficiali, ben il 26% e più di un quarto dei dipendenti USA venivano pagati meno del gia ridotto minimo salariale nazionale, mentre solo l’8% di coloro che subivano infortuni sui luoghi di lavoro ricevevano compensazioni e coperture assicurative.
Sanità? Peggio che andar di notte…
Secondo i dati forniti dall’US Center Bureau il 10 settembre 2009, a quella data erano 46,3 milioni  gli statunitensi privi di qualunque copertura sanitaria, pari al 15,4% del totale della popolazione; in Texas la percentuale saliva nel 2009 ad un quarto degli abitanti, a Houston al 40,1% dei residenti.
Visto il costo della sanità americana, non risulta certo strano che nel 2008 circa il 28% dei cittadini -più di un quarto del totale- non si rivolgessero al medico quando cadeva malato.
I senza tetto? Nel settembre del 2008 essi risultavano pari a 1,6 milioni di persone, uno su duecento americani.
Discriminazione razziale? Anche con Obama la popolazione afroamericana aveva nel 2008 un reddito medio inferiore del 60% rispetto a quella bianca, mentre invece “godeva” di una percentuale superiore di quasi tre volte nella quota sotto la soglia di povertà (8,6% nei bianchi, 24,7% negli afroamericani); il tasso di disoccupazione dei giovani afroamericani tra i 16 ed i 24 anni saliva alla percentuale astronomica del 34,5% nel corso del 2009, più di un terzo del totale.
Nelle più grandi città statunitensi, del più di un milione di persone fermate ed interrogate per le strade dalla polizia il 50% risultavano afroamericani, il 30% ispanici e solo il 10% bianchi…
Le donne? Secondo le statistiche fornite dall’Us Census Bureau (settembre 2009), il reddito medio delle lavoratrici statunitense risultava pari in quell’anno al 77% dei loro colleghi maschi, ancora meno del 78% del 2007; sempre le statistiche ufficiali mostrano che il tasso di stupri e violenze contro le donne americane nel 2008 era superiore di ben 13 (tredici) volte a quello esistente in Gran Bretagna nello stesso arco temporale.
I bambini statunitensi a loro volta soffrono spesso la dura e crudele…fame. Secondo il Waschington Post del 17 novembre 2009, ben 16,7 milioni (16700000…) di bambini americani nel 2008 non aveva sufficiente cibo per nutrirsi, una percentuale incredibile e pari ad un quarto del totale.
Tre milioni e mezzo di bambini statunitensi sotto i cinque anni, inoltre (quasi il 5% del totale), sempre secondo le statistiche ufficiali soffrivano nello stesso anno di fame e malnutrizione cronica.
Haiti non è lontana…
Il rapporto cinese sulla situazione economico-sociale e politico -giudiziaria degli USA è chiaro, ben documentato e basato sulle stesse statistiche ufficiali, costituendo una sorta di “Libro Nero” del capitalismo americano: viene da chiedersi perché esso non sia stato pubblicizzato nella sinistra antagonista occidentale, o perché quest’ultima almeno non riesca a produrlo (e propagandarlo) in proprio ed in modo autonomo.

Fonte: “Full Text of Human
Rights Record of the United States in 2009?, 12 marzo 2010,
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Pubblicato in Politica internazionale cinese