L’impegno degli ex detenuti nelle periferie e la demagogia di certi assessori

Quella che segue è la lettera aperta che Papillon Rebibbia ha distribuito sabato 25 febbraio durante il convegno “Periferie in movimento”, al quale hanno partecipato il Sindaco di Roma e vari esponenti delle istituzioni locali, tra cui l’Assessore Luigi Nieri, oggetto delle critiche avanzate dall’associazione. Abbiamo pensato in tal modo di dare spazio ad una significativa presa di posizione di un soggetto conosciuto e riconosciuto.

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A TUTTI I CITTADINI DEL MUNICIPIO VIII
Al Sindaco di Roma, ai Presidenti e agli Assessori e Consiglieri della Regione Lazio, della Provincia , del Comune di Roma e del Municipio VIII

L’IMPEGNO DEGLI EX DETENUTI NELLE PERIFERIE E LA DEMAGOGIA DI CERTI ASSESSORI!

Gentili Signori,
perdonateci se interveniamo in questa giornata anche senza essere stati invitati.
La nostra è una semplice associazione di circa settemila iscritti che hanno tutti la caratteristica di essere detenuti ed ex detenuti, la stragrande maggioranza dei quali provengono proprio da quelle grandi periferie urbane dove si concentrano in un mix micidiale la precarietà, l’emarginazione, la tossicodipendenza, l’illegalità e l’incultura.
Ma oggi non siamo qui per parlarvi dei Governi degli ultimi 16 anni, sempre servili verso i potenti e cinici e arroganti verso gli “ultimi tra gli ultimi”. Governi che hanno sempre utilizzato demagogicamente il sacrosanto diritto alla sicurezza quotidiana dei Cittadini per evitare di mettere mano a quei provvedimenti di urgenza come l’amnistia e l’indulto che dovrebbero essere il presupposto di una serie di riforme che portino finalmente l’Italia a rispettare il dettato costituzionale che vuole la pena finalizzata alla rieducazione e alla risocializzazione.
Da ormai dieci anni la Papillon promuove pacifiche mobilitazioni per denunciare la drammatica realtà delle carceri e presto torneremo a parlare con la protesta organizzata, dentro e fuori dalle galere, insieme ai tanti Cittadini laici e credenti che ci sono stati vicini in questi anni.

Ciò di cui vogliamo invece parlarvi brevemente oggi sono la bella Biblioteca ed il Centro di iniziative socio/culturali che stiamo costruendo proprio al confine tra la parte vecchia e la parte nuova del quartiere Ponte di Nona (in via Raoul Chiodelli 103-105) una zona del Municipio VIII dove è particolarmente avvertita l’esigenza di sicurezza dei Cittadini. Uno spazio che è stato possibile individuare con l’aiuto di alcune ragazze e ragazzi di Torbellamonaca e che ci è stato assegnato grazie alla sensibilità e all’impegno dell’Assessore al Patrimonio del Comune di Roma Claudio Minelli e del suo staff.
Questa nostra iniziativa è la dimostrazione pratica che l’impegno dei detenuti nelle attività culturali e formative non deve servire per misurare e vantare il loro grado di “addomesticamento”, bensì per creare un ponte verso i Cittadini, ed in particolare verso quelli che oltre ai tanti problemi quotidiani del lavoro, della casa, della pensione, ecc., vivono anche la quotidiana paura di essere vittima di un reato.
La biblioteca che stiamo costruendo non sarà una biblioteca “sul carcere”, bensì una normalissima Biblioteca, gestita anche da detenuti ed ex detenuti che hanno acquisito le competenze professionali necessarie, e la cui particolarità sarà soltanto il fatto di essere davvero ricca di iniziative culturali in ogni campo (dai libri, ovviamente, alla musica per i bambini e gli adolescenti, al cinema, al ballo per gli anziani, ecc.) diventando pian piano un vero e proprio Centro di iniziative socio/culturali che sia un punto di riferimento per i giovani e i meno giovani di quel quartiere. Per completezza di informazione, occorre soltanto aggiungere che il Polo Bibliotecario dell’Università La Sapienza di Roma, su nostra richiesta, ha inserito la Biblioteca Casale Ponte di Nona tra le sue biblioteche.
Questo è quanto stiamo costruendo ed è facile capire che in questa nostra iniziativa ci sono un insieme di fattori positivi che vanno dall’impegno culturale, formativo e lavorativo degli ex detenuti (condizioni indispensabili per il loro reinserimento sociale) fino alla creazione di spazi socio/culturali che permettano una reale partecipazione dei Cittadini di ogni età alla vita dei loro quartieri.
Epperò, sembra che non tutti gli Assessori competenti riescano a comprendere bene la portata di questa esperienza, o addirittura sembrano provare fastidio per il fatto che un’Associazione di “ultimi tra gli ultimi” abbia saputo crearla dal niente e con l’aiuto di tanti Cittadini.
Fatto sta che, ad esempio, l’Assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, dopo aver più volte garantito (anche pubblicamente) il suo sostegno a questa esperienza, sta assumendo ormai un atteggiamento che somiglia molto a quello del ricco negoziante che porge l’elemosina ai mendicanti, con l’obiettivo di farli spostare dalla vetrina del suo negozio e magari mandarli a mendicare davanti a quella di un suo concorrente.
Noi non sappiamo qual è la vera ragione di un atteggiamento così stupido.
Forse sarà che ormai questo Assessore è abituato ad essere circondato da “professionisti del disagio sociale” che sono tanto abili nel fare i servili portaborse e nel costruirsi le loro carriere personali, per quanto sono incapaci di creare qualcosa che abbia una reale, concreta, utilità sociale per i Cittadini, ed in particolare per i più svantaggiati. O forse con gli anni e con la carriera si è talmente “intorbidito” da aver paura che il nostro diventi un precedente per moltiplicare esperienze simili di detenuti ed ex detenuti in ogni estrema periferia, senza dover passare sotto la gogna delle “tutele” di questo o quel partito. O più semplicemente ritiene che le varie tabelle del Bilancio vadano usate come “semina elettorale” e nient’altro lo interessa.
Complimenti, Signor Assessore Luigi Nieri, davvero complimenti! Chissà cosa ne pensano quelle tante donne e quei tanti uomini del suo stesso partito che ogni giorno si battono a difesa dei Diritti e della Dignità della povera gente?!

Ad ogni modo, con questa lettera aperta noi poniamo a tutte le Istituzioni locali un semplice problema: questo nostro esperimento, che non ha precedenti in alcun paese europeo, deve morire o può sperare di vivere e continuare a svilupparsi grazie anche al vostro impegno?

La nostra Associazione è abituata ad affrontare ostacoli di tutti i tipi e a ricevere umiliazioni e mortificazioni. Nessuno deve però illudersi che assisteremo in silenzio al tentativo di uccidere un’esperienza così bella ed utile come quella della Biblioteca e del Centro di iniziative socio /culturali del “Casale Ponte di Nona”.

Roma lì, 25/02/2006

PAPILLON