Libero vicepremier di Hamas. Nuovo raid a Gaza

Carri armati che distruggono terra coltivata, alberi e abitazioni in cerca di tunnel sotterranei. Aerei che lanciano missili e uccidono una ragazzina di 14 anni, ferendo altre 10 persone, donne e bambini. Immagini di repertorio recenti, replicate nella mattinata di ieri a Gaza nel corso di due incursioni dell’esercito israeliano (Idf). L’attacco che ha provocato la morte della ragazzina è stato sferrato ieri mattina in seguito al lancio di un razzo qassam da Gaza verso Sderot (Israele) che ha ferito una soldatessa dell’Idf. Il raid aveva come obiettivo la casa di Sammy al-Shaer, trafficante d’armi, considerata, secondo fonti israeliane, una copertura per scavare tunnel sotterranei. Secondo la testimonianza di medici palestinesi, il secondo raid scattato dopo la distruzione dell’edificio, ha causato la vittima ed i numerosi feriti.

Secondo le dichiarazioni del coordinatore dei rapporti con i madia dei servizi di sicurezza palestinesi, Adnan Barbakh, quindici tank seguiti da bulldozer sono entrati a Sofia, est di Khan Younis. Durante l’operazione alcune case sono state occupate dai soldati e trenta palestinesi sono stati arrestati. Un’operazione analoga ha interessato le zone di Bureij e Maghazi.

«La risposta di Israele è insufficiente, dobbiamo prendere misure più dure», ha dichiarato il ministro israelianodella sicurezza interna Avi Dichter, in relazione al lancio di razzi Qassam da Gaza. Il ministro del Commercio Eli Yishaim, ha proposto invece di «radere al suolo» le località palestinesi da dove parte il lancio dei razzi. Va però sottolineato che fino ad oggi le distruzioni hanno colpito principalmente zone agricole e abitazioni che ospitavano, oltre che miliziani, asopratutto civili. In un rapporto ripreso dalla stampa israeliana, l’organizzazione per i diritti umani B’Tselem ha accusato il governo di crimini di guerra per il bombardamento della principale centrale elettrica della Striscia, avvenuto a giugno, durante la fase iniziale di “piogge d’estate”.

Secondo il rapporto, la maggior parte degli abitanti di Gaza continua a subire le conseguenze della mancanza di elettricità, che provoca anche carenza idrica. Inoltre interruzioni di corrente elettrica hanno causato gravi danni alle piccole attività, in un contesto economico già disastrato. B’Tselem ha chiesto al governo israeliano l’apertura di un’inchiesta ed il finanziamento della ricostruzione della centrale.

Ieri è stata giornata di accuse anche da parte del governo israeliano. Il capo dello Shin Bet (servizi segreti interni) Yuval Diskin ha dichiarato ieri alla Knesset che nell’ultimo anno diciannove tonnellate di esplosivo sono state trafugate dal Sinai egiziano verso la striscia di Gaza. «Gli egiziani», ha affermato Diskin, «conoscono i contrabbandieri, ma li lasciano agire. Noi stessi abbiamo fornito loro informazioni di intelligence, ma invano». Oltre agli esplosivi, nelle ultime settimane sarebbero entrati a Gaza centinaia di fucili e decine di migliaia di proiettili. Per il quotidiano israeliano Yediot Ahronot Hamas sarebbe impegnata a Gaza in una «corsa agli armamenti», con la assistenza di Hezbollah. Il movimento islamico palestinese, starebbe inoltre, secondo lo stesso quotidiano, cercando di dotarsi di razzi anticarro e terra-aria. Yediot Ahronot sostiene inoltre che “l’esercito dell’Islam”, legato ai comitati di resistenza popolare e guidato da Muntaz Daghmush (responsabile del rapimento di due giornalisti della Fox News), costituirebbe una variante di al-Qaeda. Israele avrebbe intenzione di rivedere i termini dell’accordo relativo al confine tra Gaza e l’Egitto. Una questione che il premier israeliano Olmert avrebbe in agenda per la prossima visita in medioriente del segretario di Stato americano Rice. Gli osservatori dell’Ue impegnati a monitorare il confine hanno criticato l’autorità palestinese per il traffico di danaro attraverso il valico e minacciato il blocco dell’attività.

In questo contesto è giunta la notizia della scarcerazione del vicepremier palestinese Nasser Shaer (Hamas), per ordine di una corte militare israeliana. Shaer era stato arrestato dall’esercito israeliano (come altre decine di dirigenti di Hamas, fra cui ministri e deputati) il 19 agosto scorso, in conseguenza del rapimento il 25 giugno del caporale israeliano Shalit. La liberazione del soldato sarebbe intanto una questione di ore. La scarcerazione dell’esponente del governo Hamas potrebbe rappresentare un ulteriore segnale in tal senso.