Liberiamo Sofri

La notizia è che Adriano Sofri è ricoverato, in rianimazione, all’ospedale S. Chiara di Pisa per un’emorragia provocata da una lacerazione all’esofago. Il primo impulso di risposta alla notizia è: basta col carcere. Il primo arresto è del 28 luglio 1988, 17 anni fa. Poi ci sono sette anni di carcere continuo, più un altro periodo di arresti domiciliari. E tutto questo arricchito di sedici sentenze di vario grado delle quali due (credo due) di assoluzione.

Tanto basta perché anche un uomo semplice dica che questo di Sofri è un pasticcio crudele, nel quale è difficile distinguere la giustizia dalla vendetta o dalla volontà di esibire condanne esemplari.

Tutto questo per chi ha conosciuto la persona di Adriano Sofri (e ci ha anche litigato) è inaccettabile. La persona di Adriano è tutto il contrario del terrorista omicida. Ha certamente esagerato nella retorica rivoluzionaria, ma è assolutamente da escludere che abbia ordinato omicidi.

In ogni modo ha scontato più di sette anni di carcere e ora sta in un letto di ospedale, dal quale tutti speriamo che si rialzi, ma non per tornare in galera. Sette anni di prigione non sono pochi e non si può insistere per infliggerne altri 15: la condanna è a 22 anni e Adriano ha 62 anni. Lo vogliamo tenere in carcere fino ai suoi 77 anni? Adriano è persona di carattere e rifiuta di chiedere la grazia, perché non è nella sua natura e soprattutto perché rifiuta l’accusa di essere stato il mandante dell’assassinio del commissario Calabresi. Noi italiani, democratici e di sinistra non possiamo assistere inerti e magari, nel fondo delle nostre viltà, sperare che il male all’esofago se lo porti via e chiuda il problema. Penso che gli italiani democratici e di sinistra e anche i loro partiti debbano prendere l’iniziativa per sostenere il Presidente della Repubblica nel dare la grazia a Adriano Sofri.

Non possiamo più continuare a chiedere genericamente la grazia e polemizzare contro le resistenze del ministro Castelli.

Sette anni di prigione sono assurdi per tutti e ancora più assurdi per una persona come Sofri e nel caso di una condanna piuttosto incerta e, in ogni modo per una morte avvenuta in anni assai tempestosi e spesso di fuga dalla ragione.

Oggi, anche per il suo stato di salute, è indilazionabile una iniziativa delle forze democratiche per chiedere al Presidente della Repubblica la grazia per Sofri.

Il Presidente Ciampi ha detto che vuole chiudere il suo mandato con dignità, gli chiediamo nel modo più rispettoso e persuasivo di chiuderlo anche con la grazia a Adriano Sofri.