«Liberi e consapevoli»

«Dio perdoni don Gelmini», c’è scritto sullo striscione che la Comunità di San Benedetto al Porto di Genova porterà oggi in apertura della street parade di Roma, subito dopo lo spezzone «no oil», con giocolieri, bande, biciclette e ciclofficine. La giornata di mobilitazione di oggi, indetta per chiedere l’abrogazione della legge Fini-Giovanardi, il superamento della Jervolino-Vassalli e il rilancio dei servizi, si apre però prima con un forum organizzato dal cartello Confinizero, uno spazio di discussione tra consumatori e operatori dei Sert e delle comunità private, i partiti del centrosinistra e i sindacati, medici, legali, giuristi, psicologi e società civile. L’obiettivo è inchiodare l’Unione a tenere fede alla promessa fatta nel programma di governo di abrogare le nuove norme proibizioniste sulle droghe. Una legge che fa perno sulla demonizzazione della cannabis, ignorando ogni evidenza scientifica e puntando alla criminalizzazione di comportamenti ormai radicati e diffusi nella società. Con l’equiparazione e l’innalzamento delle pene detentive (da 6 a 20 anni per il possesso di qualsiasi sostanza, al di sopra di una soglia quantitativa che sarà definita in via amministrativa), e considerando l’inapplicabilità della custodia carceraria (20 mila persone ogni anno sono segnalate ai prefetti per possesso di quantità «superiori» di sostanze stupefacenti), la nuova legge punta in realtà ad aprire il varco all’esecuzione penale affidata ai privati. Non a caso si è estesa alle comunità terapeutiche private la possibilità di rilasciare certificazioni di tossicodipendenza a quelle stesse persone che saranno poi costrette a farsi da loro «curare», come pena alternativa al carcere. Ma non basta. Il forum lavorerà per riscrivere «dal basso» la legge sulle droghe 309/90, per dare più coinvolgimento ai territori, per rilanciare le pratiche dirette dei movimenti.

«Dio perdoni don Gelmini», aveva invocato don Andrea Gallo in favore del proibizionista fondatore della comunità Incontro lasciatosi andare, in occasione del varo della legge Fini-Giovanardi, in benedizioni e intonazioni dell’«Alleluja». Insieme a don Luigi Ciotti del Gruppo Abele e al capodipartimento dei Sert di Napoli Stefano Vecchio, ci sarà anche lui, il 78enne fondatore della comunità genovese, sacerdote dal ’59, che ieri è stato oggetto di un esposto in procura da parte del consigliere regionale ligure di An Gianni Plinio per aver fumato uno spinello come gesto provocatorio contro la legge sulle droghe. Per lui e per Domenico «Megu» Chionetti, del centro sociale Terra di nessuno, è stato chiesto un intervento disciplinare. «Un atto di sconcertante gravità», secondo Plinio, quello di don Gallo, soprattutto perché consumato nella sede del comune di Genova, Palazzo Turzi, in occasione della presentazione del suo ultimo libro «Il cantico dei drogati». «Coraggioso e responsabile, come al solito, al contrario di tanti parlamentari proibizionisti che invece sniffano cocaina di nascosto», è il commento di Alessandro «Mefisto» Buccolieri, di Mdma che ha organizzato il corteo.

«Si stanno muovendo da tutta Italia: da ogni capoluogo, da ogni provincia sono stati organizzati pullman – racconta Mefisto – da Perugia per esempio ne arrivano quattro, da Bari cinque, un intero treno da Palermo: non era mai successo. Ci saranno circa 30 carri sound system e il csoa Livello 57 di Bologna porterà un furgone drop in, un servizio di strada di primo soccorso, in caso di abusi inconsapevoli di sostanze. Poi ci saranno le cooperative di riduzione del danno che vigileranno lungo tutto il corteo. Verranno distribuiti anche flyers di informazione vera su ogni droga. Vogliamo ribadire la voglia di vivere e la creatività del consumatore consapevole e smentire l’immagine dell’individuo patogeno, malato, criminale».

Intanto ieri mattina un centinaio di studenti antiproibizionisti della Sapienza ha occupato per un paio d’ore la sede dell’Istituto superiore di sanità a Roma per chiedere al direttore di farmacologia Piergiorgio Zuccaro, che fa parte della commissione nominata da Storace per definire le tabelle quantitative della legge Fini, di ritirarsi e di non «coprire l’incompetenza» degli altri membri. Hanno protestato per la composizione della commissione che ieri si è riunita per la terza volta senza risultati, come aveva già fatto nei giorni scorsi il Ds Leopoldo Di Girolamo con un’interrogazione al senato. Per il momento Zuccaro si è reso disponibile ad un incontro con gli studenti di medicina. Per il resto, con le dimissioni di Storace, è tutto da vedere.