Libano, conferma Usa “Usate bombe illegali”

Gli Stati Uniti potrebbero smettere di fornire a Israele bombe a grappolo per qualche anno. Una commissione dell´amministrazione Bush informerà oggi il Congresso sui risultati di un´inchiesta per accertare se l´esercito israeliano ha sganciato bombe a grappolo contro obiettivi civili, durante la guerra contro gli Hezbollah libanesi della scorsa estate. Negli anni ‘70, Israele si impegnò con gli Stati Uniti a usare questo tipo di armi fornite da Washington solo ad alcune condizioni, gran parte delle quali sono segrete, ma è trapelato che una di queste è che non siano usate su aree popolate. Che Israele abbia sganciato le bombe a grappolo, che spargono mine antiuomo in un raggio di chilometri, è accertato e l´Onu ha affermato che dopo la fine delle operazioni in Libano sono morte almeno 30 persone e altre 180 sono rimaste ferite a causa di ordigni inesplosi.
La decisione di sottoporre l´operato di Israele al vaglio del Congresso americano potrebbe non portare ad alcuna azione, ma ha già infiammato la commissione e ci sono tutte le promesse perché susciti altrettanto dibattito al Congresso. Alla fine, le conseguenze per Israele potrebbero essere ininfluenti, gli Stati Uniti deciderebbero al massimo – come già fece l´amministrazione Reagan nel 1982 – di non fornire all´esercito del Tsahal bombe a grappolo per qualche anno. Una cosa che farebbe poco male a Israele, che fabbrica da sé questo tipo di arma. Il valore simbolico di un´eventuale sanzione sarebbe però enorme, poiché sarebbe di fatto l´ammissione che Israele ha colpito volutamente obiettivi civili, un´accusa che all´esercito del Tsahal ha già portato molte critiche.
Fonti dell´amministrazione Bush hanno riferito che Israele ha collaborato alla stesura del rapporto per il Congresso e si è difeso sostenendo che prima di sganciare le bombe ha lanciato sulle zone volantini, con i quali intimava alla popolazione civile di allontanarsi e che molti dei villaggi erano comunque deserti, perché la gente era scappata allo scoppio della guerra. Israele ha inoltre risposto alle accuse di colpire obiettivi civili riaffermando il suo diritto alla difesa e sottolineando che Hezbollah ha usato la popolazione come copertura per le basi da cui ha lanciato i razzi oltre confine.
Indiscrezioni trapelate dalla commissione rivelano che alcuni ufficiali americani hanno chiesto a Israele di provare che un uso improprio delle bombe a grappolo sarebbe da imputare solo a comandanti e membri dell´esercito e non sarebbe venuto da un ordine del governo. Altre voci parlano di un tentativo, sempre all´interno della commissione, di trovare un cavillo per non dover indicare l´operato di Israele come una violazione dei trattati del ´70. In ogni caso la discussione di oggi al Congresso sarà un altro banco di prova per il braccio di ferro tra l´assemblea e Bush. E´ al presidente che toccherà l´ultima parola su eventuali sanzioni a Israele, a meno che il Congresso decida di avviare un´azione legislativa. Difficile ipotizzare che la maggioranza democratica, che non riesce neanche a stabilire una linea precisa sulla guerra in Iraq, voglia impelagarsi in un cambio di rotta nella politica verso Israele.