Lettere a Liberazione su USA e Chavez

Interferenze Usa
Assuefatti allo stato di cose
Caro direttore, che il nostro paese viva una situazione di pesante condizionamento esterno non risulta, certo, una novità, tuttavia alcuni recenti avvenimenti segnalano l’ulteriore degrado che l’Italia sta, impetuosamente, subendo. Mi riferisco alla notizia, pubblicata su “il manifesto” del 5 di agosto (pag. 3), relativa alla lettera compilata e firmata da ben una cinquantina di deputati statunitensi con la quale lor signori “invitano” il governo italiano a impedire che nel nostro paese si possa tenere una Conferenza internazionale in solidarietà con la Resistenza irachena. Il fatto già di per sé risulta incredibilmente provocatorio, ma l’elemento che più sconcerta non è tanto l’ennesima dimostrazione di rozza prepotenza prodotta dall’altra sponda dell’Atlantico (Usa), quanto la, pratica, assenza di reazione, di denuncia in Italia e più precisamente, almeno, da parte della “sinistra” nostrana. Voglio infatti sperare che non sia necessario aderire ad un’impostazione rigidamente “antimperialista” per cogliere la gravità di una così pesante interferenza politica negli affari interni della nostra Repubblica. L’assenza d’adeguata reazione tradisce l’assuefazione allo stato esistente delle cose, da parte, ormai, anche di quelle forze che quanto meno dovrebbero sentirsi dirette espressioni di valori come dignità, autonomia, sovranità popolare, rispetto delle regole, indipendenza, ecc… Già con il “caso Calipari” e con l’altro, scandaloso, caso dell’Imam di Milano, sequestrato, rapito e torturato da un nugolo (14!?!) di agenti Cia abbiamo dovuto registrare la sostanziale assenza di una proporzionata reazione, tanto più inquietante se si tiene presente la massiccia, sistematica campagna di mobilitazione ideologica scatenata dalle forze di destra attorno al tema della così detta “lotta al terrorismo”. Con questa, breve, lettera/nota voglio sollecitare anche il nostro giornale e con lui il nostro partito ad una, necessaria, salutare maggiore attenzione circa gli argomenti sopra ricordati nella consapevolezza che non ci potrà essere nessun altro mondo possibile senza un forte recupero di dignità, autonomia, indipendenza.
Alessandro Leoni – Comitato politico nazionale Prc

– Domande –
Ma come si spiega?
Cara “Liberazione”, qualche domanda, se mi è concesso un po’ di spazio: ci fanno sapere che la produzione è calata del 3 per cento, mentre la Borsa registra un rialzo dello 0,7 per centro. Come si spiega questa anomalia? Hanno, forse, quotato in borsa la sanità, la scuola, la previdenza e c’è stata una corsa all’acquisto delle relative azioni? Ci avvertono che i lavoratori di oggi riceveranno una pensione pari al 30 per cento del loro stipendio ultimo e che questi devono affrettarsi a stipulare una polizza di assicurazione. Forse, è per questo che salgono certi titoli? Ci sono state mostrate delle immagini di una violenta battaglia in Iraq sostenuta dalle nostre Forze Armate. Ma, non ci avevano ripetuto più volte che esse erano lì in missione di pace? Chiedo scusa per la banalità delle domande!
Nicola Galluccio – Scafati (Sa)

Polemiche Rapidi giudizi sul Terzo mondo
Cari compagni, sono sinceramente delusa dall’articolo del 9 agosto su Chavez e Venezuela; trovo l’analisi superficiale e, lasciatemelo dire, pervasa da quel pizzico di superiorità e tentazione di “sparare” rapidi giudizi che abbiamo “noi” nel trattare i problemi del “Terzo mondo”. Sono convinta che l’esperimento venezolano meriti un’attenzione molto maggiore e un atteggiamento più “partecipato” da un giornale comunista. Quanto pubblicato oggi non avrebbe stonato con la linea non dico de “La Repubblica”, ma neppure, credo, del “Corriere della Sera”, lo dico con molta amarezza.
Anna Dallocchio – via e-mail

Quell’articolo mi ha indignato
Caro Sansonetti, l’ultimo articolo della Nocioni su Chávez mi ha indignato. Vogliamo fare una gioco? Traduciamo quell’articolo in spagnolo e mandiamolo ai peggiori organi d’informazione dell’opposizione venezuelana o a qualche organo della mafia cubanoamericana di Miami. Vogliamo scommettere che lo pubblicheranno con grande rilievo? Tutti noi latinoamericanisti viaggiamo in Venezuela e cogliamo le contraddizioni ma anche gli splendori e i risultati concreti di quel processo rivoluzionario. E’ possibile che Angela Nocioni viaggi in Venezuela e neanche per sbaglio trovi qualcosa che le piace? Attaccare Chávez è una linea politica prestabilità – magari sull’altare della futura governabilità ulivista? – o è proprio lei che mandate in America con due paraocchi grossi così?
Gennaro Carotenuto via e-mail

In Venezuela è in corso un processo rivoluzionario straordinario, difficile e complesso. Raccontarne luci e ombre è il compito di chi fa informazione. Anche in un giornale comunista. Fare propaganda è più semplice e meno faticoso, ma è un altro mestiere. E serve a poco. Tacere le contraddizioni, i limiti e le difficoltà di quanto sta avvenendo a Caracas non è compito nostro, né credo servirebbe a difendere quel processo. Replicare al tono – che a me pare censorio e cupamente zdanoviano di alcuni commenti – imbarazza chi scrive, chi ritiene di dover offrire, anche ai lettori di un giornale comunista, una testimonianza non ipocrita, nutrita dall’osservazione diretta, e con spirito che si sforza di rimanere libero.
– Angela Nocioni