Lettera a Veltroni: impedisci che Ottavia sia sfrattata

Caro Walter,
Ottavia è del 1927, Ottavia ha 78 anni. Ottavia è una nostra compagna, ha la tessera dal 1951. Ottavia è da diversi anni che vive con l’incubo di uno sfratto; adesso siamo arrivati al dunque; lo sfratto esecutivo è fissato per il 30 novembre. Cosa ha fatto? Non ha pagato? No, ha sempre pagato tutto; è lì, in via Ardeatina 226 ( a Roma) da quando è nata. C’è cresciuta, ci ha partorito due figli in quella casa; ci è invecchiata. E allora? Allora, per un paradosso di questi tempi moderni, Ottavia deve lasciare la sua casa (un appartamentino che tirò su suo nonno nel 1910, ai bordi dell’Ardeatina) perché un costruttore romano su indicazione del Comune, ha deciso di buttare giù le case. Ci spieghiamo meglio. Questo costruttore, che è proprietario di ampi terreni nell’area di Tor Marancia (e in questi terreni c’è anche la casa di Ottavia) ha ottenuto dal Comune una “compensazione”: cioè, visto che l’area di Tor Marancia è stata vincolata, e dunque non è più edificabile, lui otterrà un terreno in un’altra zona di Roma (edificabile) se in cambio cederà al Comune i terreni di Tor Marancia, liberi da qualsiasi edificio. Perciò: giù la casa di Ottavia. E su questa base ha ottenuto lo sfratto. Ora Ottavia sta per essere cacciata.

Tu sei il nostro sindaco, tu, in ultima analisi, hai la responsabilità di cosa combinano gli uffici del comune. Noi diciamo solo: lasciamo che Ottavia possa vivere fino alla fine dei suoi giorni in quel fazzoletto di terra che è stata tutta la sua vita (che altrimenti, temiamo, ne morirebbe). Ti pare sbagliato? Sovversivo? No? Bè, allora fa qualcosa. Noi siamo persone miti e socievoli, però siamo pronti tutti ad andare in galera tutti per difendere la vita e la dignità di Ottavia; siamo tutti pronti per il picchetto da Ottavia il 30 novembre mattina. E’ illegale? Noi crediamo che non c’è legalità senza giustizia.

* La lettera è firmata da 124 iscritti al circolo