Lettera a Massimo Gramellini, Vice Direttore del giornale La Stampa

Sig. Gramellini, seguo con interesse ciò che scrive ogni giorno sul giornale e anche quando si reca in trasmissione a Che tempo che fa. Lei sembra una persona giusta. Ed è il Vice Direttore, mi risulta.Allora perché permette che si facciano sempre due pesi e due misure? Voi siete molto ingiusti con La Federazione della Sinistra e con i comunisti in particolare. C’è un silenzio media assordante. C’è un silenzio stampa assordante. Sono una donna di 62 anni, leggo ogni giorno la Stampa, cerco sempre una benché minima notizia di noi. Dico noi perché milito nel Partito comunista da quando avevo 17 anni. Prima nel Pci,(dove sono stata anche funzionario politico durante la segreteria Fassino), poi nel Prc e infine nel PdCI. Noi militanti facciamo molta fatica a continuare le nostre lotte giornaliere per denunciare le ingiustizie, in un certo senso quello che fa anche lei, sig. Gramellini, e la nostra fatica è moltiplicata per mille, perché praticamente inutile. Qualsiasi cosa facciamo, qualsiasi iniziativa prendiamo, non viene segnalata, la Stampa tace. E’ vero che è caduto il muro di Berlino ma di comunisti è ancora pieno il mondo eppure voi non sentite mai il bisogno di comunicare ai vostri lettori che esistiamo anche in Italia, nonostante tutto. Mi rendo conto che preferireste che sparissimo dalla faccia della terra, ma non è così, chi è rimasto e vuole rimanere comunista esige rispetto e un giornale che si rispetti, deve dare le notizie, oppure siete pagati anche per tacere di noi? Perché accanirsi tanto contro le ingiustizie commesse dal governo e non vedere la trave nel proprio occhio?

Un esempio concreto, di ieri. La vicenda Thyssen che a Torino ha coinvolto nella tragedia decine di famiglie, è stata seguita sempre, fin dal primo minuto secondo, dalla nostra disinteressata attenzione, abbiamo anche un compagno, Ciro Argentino, che lavorava in questa fabbrica. Ebbene ieri eravamo lì al Tribunale a presidiare,come tante altre volte, come sempre quando si tratta di sicurezza sul lavoro, come abbiamo fatto anche al processo per le morti da amianto, eravamo lì dal mattino alle nove, facendo anche dei turni. Poi arriva Piero Fassino, che ovviamente mai si è fatto mai vedere prima, ma oggi è il candidato sindaco del centro sinistra e viene “a salutare i parenti delle vittime”. Fassino è torinese, questo bisogno lo aveva sentito altre volte? Non mi risulta, ma correggetemi se sbaglio. Ebbene, questa è la notizia e voi oggi la riportate sul giornale. Ma noi siamo lì, vicini ai lavoratori da sempre, e voi, come sempre, nemmeno una parola. Due pesi e due misure. Allora a che servono tutte le sue parole sulle ingiustizie sig. Gramellini? A nulla, sono il vuoto assoluto. Anche lei è come tutti gli altri. E continuerà a scrivere delle ingiustizie del mondo senza vedere la trave nel suo occhio. La saluto. Marica Guazzora

Torino 16 aprile 2011