Le storie che il governo non racconta a Napoli

Ciro Sarrubbi è stato licenziato per aver fatto il suo lavoro: come Rls, delegato sindacale per la sicurezza aveva chiesto un controllo alla MwAgusta (ex Cagiva). Nella fabbrica di Varese c’era un hangar a rischio crollo e un reparto verniciatura probabilmente non a norma. Gli ispettori dell’Asl chiamati a controllare hanno rilevato l’inagibilità del capannone, mentre l’Arpa sta attualmente verificando il rispetto delle norme di sicurezza nel settore verniciatura. Durante il primo controllo, però, gli ispettori avevano iniziato multando gli operai trovati inadempienti. Il torto di Ciro Sarrubbi è stato di sottolineare – durante l’incontro tra Rls, Asl e azienda, previsto per protocollo dopo un’ispezione – il motivo della «chiamata». Ne è seguita una lettera di contestazione da parte dell’impresa di moto perché il delegato avrebbe leso il buon nome della società; dopo le giustificazioni del sindacalista è partito il licenziamento. «All’inizio di gennaio c’è stato uno sciopero – spiega Maurizio Campari, segretario Fiom di Varese – ora i nostri legali stanno chiedendo il suo reintegro, non solo perché Sarrubbi si è comportato correttamente, ma anche perché le violazioni sono state rilevate».
Questo è solo un esempio di quanto sia difficile per un Rls far valere i diritti dei lavoratori. «Questi delegati – spiega Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale Fiom – si trovano sempre tra l’incudine e il martello. Vengono perseguitati dalle aziende quando chiedono i controlli, mentre sono punibili per legge se non lo fanno in quanto complici delle inadempienze». La Fiom attualmente sta discutendo con Film e Uilm per una rivendicazione del loro ruolo da sottoporre al governo. «Se il ministero vuole realmente intervenire sulla sicurezza nei luoghi di lavoro – conclude Cremaschi – oltre a fare convegni come quello di domani (oggi, ndr) a Napoli deve ascoltare di più, potenziare i ruoli ispettivi pubblici, i funzionari sanitari e aiutare ad agire le figure sindacali già preposte».
A rincarare la dose sulle critiche al convegno di Bagnoli è Gianfranco Tosi, responsabile dell’Ufficio sicurezza della Fiom: «La Conferenza – ha detto – non prevede il pieno coinvolgimento degli Rls, al contrario di quanto avvenne a Genova nel 2000. Sono quindi esclusi proprio i protagonisti nella difesa della salute e della sicurezza nel concreto della vita delle imprese, coloro che devono subire spesso l’oppressione aziendale fino a casi di licenziamento come quelli recentemente verificatisi».
Ma gli Rls non ci stanno a fare gli «emarginati», nei giorni in cui si discute del loro difficile lavoro, di un impegno portato avanti, nella maggior parte dei casi con passione e spesso pagando in prima persona. Così un gruppo del Coordinamento nazionale ha scritto ad Antonio Montagnino, sottosegretario al Lavoro, chiedendo di essere ascoltato nell’ambito della due giorni partenopea. «Escluderci è un limite non di poco conto se non si vuole fare dell’appuntamento di Napoli una semplice passerella ma invece un momento di ascolto e di riflessione, partendo da chi sta in prima linea, cioè i lavoratori. Ascoltate la voce di almeno un Rls e dateci il modo di presentare le nostre proposte, sintetizzate nel “decalogo” della sicurezza». Ma con o senza un invito ufficiale: «Saremo comunque a Napoli – ha detto Dante De Angelis, macchinista di Trenitalia e Rls, licenziato e poi reintegrato – a ricordare che il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali viaggia di pari passo con la repressione che subiscono in particolare i delegati alla sicurezza». De Angelis ha infine concluso: «Siamo vicini a Ciro Sarrubbi e abbiamo il dovere di combattere una battaglia difficile affinché quanto accaduto non si ripeta. Noi siamo i “lebbrosi” del sindacato, nelle aziende ma anche tra i lavoratori».