Le mosse di Diliberto agitano l’Arcobaleno

Tanti applausi ma anche qualche malumore. La rinuncia al seggio in parlamento a favore dell’operaio ThyssenKrupp Ciro Argentino di Oliviero Diliberto è stata accolta dal «popolo» della sinistra con un entusiasmo d’altri tempi. L’unico brivido di passione, forse, in questo stentato avvio di campagna elettorale.
Scorrendo i commenti sul sito ufficiale, www.sinistrarcobaleno.it, gli elogi si sprecano: «Immenso», «grande», «un compagno vero», «il più degno erede di Berlinguer», «l’unico politico coerente della sinistra italiana». Pochissimi gli scettici. Due post in particolare si concentrano sulla candidatura di Roberto Soffritti (il tesoriere del Pdci e storico sindaco comunista a Ferrara) come capolista in Emilia Romagna alla camera: «Da Diliberto ottima mossa! – scrive per esempio Franco67 – ma piuttosto che rinunciare a una grande mente come la sua non si poteva mettere Argentino al posto di Soffritti o Cesini?».
In effetti, la conferma di Soffritti non ha convinto nessuno degli altri soci arcobaleno in Emilia. Tanto che il 5 marzo i segretari regionali di Prc, Sd e Verdi (Nando Mainardi, Massimo Mezzetti e Gabriella Meo) hanno spedito una lettera ufficiale ai leader nazionali: se lo ricandidate faremo una conferenza pubblica contro di lui e niente campagna elettorale. Le liste si chiudono stasera ma la conferma pare scontata.
Dubbi simili sulla scelta di Diliberto albergano anche in Sd e Prc. Non è certo sfuggito, a via del Policlinico, che il segretario dei comunisti italiani abbia insistito proprio con Liberazione sulla tesi della confederazione a sinistra. Il sospetto è che il passo indietro in parlamento preluda a uno scarto di lato dal processo unitario indicato da Bertinotti ancora ieri sul manifesto. Un «dentro-fuori» simile a quello scelto due anni fa nel governo Prodi, quando il Pdci – sempre in nome dell’innovazione – mandò a palazzo Chigi solo «indipendenti».
Il confronto sul futuro dell’arcobaleno è destinato ad accendersi. Soprattutto se si pensa che il Pdci ha già annunciato un suo quotidiano e acquistato una sede nazionale più ampia per il partito.