“Le indecenze di Berlusconi in Israele e il nostro Che Fare”

Giovedì mattina apro la posta e trovo una email, a scrivermi è una amica e compagna che da anni è impegnata sul fronte palestinese. Una delle tante attiviste che non si rassegnano e che lavorano, spesso nel più completo silenzio, per dare voce ad un popolo, quello di Palestina, che oggi si vede negato anche il diritto ad esistere. La compagna mi scrive:

“Ciao Maurizio, sono indignata, ma che dico, di più, non trovo le parole per esprimere la rabbia, lo sconforto, lo sdegno di fronte alle parole del nostro caro presidente: “Giusta” la guerra di Gaza e “non si è accorto” del muro!…. e Frattini che promette al ministro degli esteri egiziano un ragguardevole contributo per allungare il muro d’acciaio……Ma tutto questo NON IN MIO NOME!!! io mi vergogno di essere italiana!!!! Scusa Maurizio questo mio sfogo, ma cosa possiamo fare??? avevo pensato di scrivere una lettera al Presidente ma non voglio utilizzare il faxdell’ufficio???? hai qualche indirizzo mail utile x inviare le nostre proteste????? Prima mi sono fatta del male da sola xchè ho ascoltato su Sky la diretta dell’incontro…. era mieloso, nauseabondo, falso, ipocrita eccc. Scusami ancora x il disturbo….. Buona notte un abbraccio e Viva la Palestina libera”.

Poche righe che riassumono come meglio non sarei riuscito quello che avrei voluto scrivere in questo mio articolo sul recentissimo viaggio di Berlusconi in Israele. Poche righe che ci pongono almeno tre questioni.

La prima. Per l’ennesima volta il Presidente del Consiglio ha tagliato i fili che seppur tenui legavano la nostra politica estera ad una antica tradizione di “equivicinanza” (per dirla con le parole di Aldo Moro) che seppur fra mille contraddizioni e limiti ci consentiva di essere interlocutore sia di Tel Aviv che dei paesi arabi. Oggi, al contrario, l’Italia, come lo stesso Netanyahu ha tenuto a sottolineare, “è il miglior alleato di Israele” con tutto che ne consegue in termini di prestigio e sicurezza nazionale. Vergognosa poi l’affermazione di Frattini, corso in aiuto di un Mubarak in estrema difficoltà nel suo stesso paese per la decisione di strangolare ulteriormente Gaza con un muro che questa volta invece che in altezza si espanderà in profondità.

La seconda. Tutto questo avviene con una assoluta complicità dei mezzi di informazione che dopo aver negato la verità – vedi l’assedio che colpisce tutti i territori occupati o i bombardamenti di un anno fa nella Striscia di Gaza dove sono state usate armi proibite – ci propongono come oro colato le “battute” di Berlusconi. Non tutti sanno cosa è realmente il muro tirato su da Israele che spezza quotidianamente le vite dei palestinesi, e per molti quel muro da ieri sarà qualcosa di ancora più invisibile, appunto da passare inosservato se distratti.

La terza. Indubbiamente questa ultima considerazione riguarda noi tutti. Investe la nostra sensazione – diffusa – di impotenza, di fronte alle ingiustizie e allo strapotere dei forti. Una sensazione con la quale dobbiamo fare i conti. La domanda sul che fare? attraversa continuamente i nostri pensieri. Come essere incisivi? Come far sentire la nostra voce in anni in cui la sinistra, i comunisti, sono fuori dalle principali istituzioni? La risposta non è semplice. Ma sicuramente una strada possibile è quella del ripartire dal basso. Ripartire da quella pratica quotidiana di opposizione e di costruzione di una coscienza diffusa che per anni è stato il terreno dell’azione dei comunisti in Italia. Un importante elemento di confronto è oggi la campagna per il boicottaggio verso i prodotti israeliani, una campagna che è cresciuta e si è diffusa anche nel nostro Paese. Noi ne siamo stati protagonisti, occorre oggi rilanciarla con forza e praticarla con convinzione. Ogni prodotto in meno venduto da una economia che si poggia su uno stato, Israele, che non rispetta la legalità internazionale e i diritti umani sarà uno schiaffo anche al nostro presidente del Consiglio e servirà a fargli capire che le dichiarazioni di questi giorni non sono il pensiero della maggioranza degli italiani.

* Maurizio Musolino è del dip.to esteri del PdCi e presidente del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila

Da “Oltreconfine” di questa settimana