Le iene di Bruxelles e i “bloody liars”

La Commissione Europea, mentre migliaia di persone manifestavano nelle strade di Bruxelles contro i piani di “austerità”, ha approvato delle misure di sanzionamento contro i paesi europei alle prese con i problemi di deficit pubblico. In pratica i paesi che non riusciranno a riportare il rapporto deficit/Pil entro il 3% stabilito dal Patto di stabilità, subiranno durissime sanzioni economiche che graveranno ulteriormente sui bilanci pubblici dei vari paesi già sottoposti a cure “lacrime e sangue” che li stanno già devastando socialmente.

La Commissione Europea, punta a rendere esecutive entro la metà del prossimo anno le nuove norme che prevedono una sanzione pari allo 0,2% del PIL ai paesi che spendono troppo nel medio termine e una di pari importo per quelli il cui deficit supera il limite del 3% del Pil. Una multa pari allo 0,1% del Pil è stata invece proposta per quei paesi che non sono stati in grado di ovviare ai propri squilibri macroeconomici. Le nuove sanzioni colpiscono i membri dell’area euro ma non prevedono il congelamento dei fondi UE ai paesi che violano le regole, come invece proponeva la Germania.

Il Supergoverno europeo – che agisce concretamente ma di cui pochi si rendono conto – ha proposto che quei paesi con un debito superiore al 60% del Pil, come è il caso dell’Italia, debbano ridurre l’eccesso di un ventesimo ogni anno. In caso contrario, per quel paese verrà aperta la procedura per deficit eccessivo che implica, in un primo tempo, l’obbligo di effettuare un deposito senza interessi pari allo 0,2% del Pil.

Secondo la Banca d’Italia, al 31 luglio 2010 il debito pubblico italiano è salito a quota 1.838,296 miliardi di euro, mentre a giugno si era attestato a 1.822,050 miliardi. Poiche’ il Pil Italiano e’ stato nel 2009 di 1.520 miliardi di euro, il nostro paese dovra’ pagare 3.04 miliardi per debito eccessivo e altri 3.04 miliardi di euro per sforamento del deficit di bilancio del 3%. In totale: 6.08 miliardi di euro in multe che si andrebbero ad aggiungere agli 80 miliardi di interessi sul debito che ogni anno vengono ai possessori del debito pubblico (per l’86% banche e investitori stranieri). Rispetto al marzo 2009, il debito italiano e’ aumentato di varie decine miliardi in termini assoluti, cioe’ almeno 3 volte la “manovra straordinaria” da 25 miliardi voluta da Tremonti e approvata nel corso dell’estate ed i cui effetti su scuola, salari dei dipendenti pubblici, sanità e pensioni si sono già sentiti pesantemente.

In sostanza il Suopergoverno europeo di Bruxelles vuole il sangue e la carne delle società per poter garantire la stabilità delle banche e l’intoccabilità degli interessi privati sul debito pubblico degli stati. Il problema è che queste società – soprattutto tra i settori popolari e le classi subalterne – sono sottoposte ormai da anni ad uno stress sociale che ha visto crollare redditi, consumi, servizi, diritti.

E non sembrano ancora accontentarsi della devastazione sociale introdotta in questi anni. Al contrario. Tant’è che in questi giorni le agenzie di rating come Moody’s, Fitch, Standard e Poor’s continuano ad accanirsi contro paesi come Spagna, Irlanda, Portogallo e a minacciarne altri come l’Italia. In Grecia, dove sono già passati i dragoni di Bruxelles e Francoforte, il governo per intimidire le proteste ha varato una durissima legge antisciopero che prevede l’arresto dei lavoratori che lottano.

Nelle strade e nei palazzi di Bruxelles e Francoforte ormai circolano solo iene, ma a Roma o a Milano mandano in giro solo i loro sciacalli. Chi oggi in Italia o in Europa parla di patto sociale è solo un “bloody liars”, un sanguinario mentitore.

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