LE FORZE VICINE ALLA RUSSIA HANNO LA POSSIBILITA’ DI AFFERMARSI IN UCRAINA

Da qualche tempo l’Ucraina, grande paese europeo di importanza strategica, in cui è in corso una dura lotta tra i settori legati strettamente agli interessi occidentali (americani in particolare) e quelli, anche interni ai gruppi dominanti, che auspicano una integrazione nei processi di unificazione dello spazio ex sovietico.
Benchè lo scontro, agli occhi dell’Occidente, appaia oggi nascosto dall’apparente unità tra Russia e Ucraina nell’ambito dell’“alleanza antiterrorista”, esso permane e attende di manifestarsi, con particolare vigore, nel corso dell’imminente campagna elettorale per la prossima consultazione politica, prevista per il primo scorcio della primavera 2002.
(il trad.)

L’ultimo giorno di marzo in Ucraina si svolgeranno le elezioni per la Rada Suprema. Il destino dei rapporti russo ucraini e dei processi di integrazione tra i due paesi dipenderà molto da come sarà composto il nuovo parlamento.

“Fare pronostici oggi è molto complicato”, – afferma il presidente della filiale ucraina dell’Istituto internazionale di ricerche umanitarie-politologiche, Vladimir Malinkovic. “I fondamentali blocchi di centro sono ancora in fase di formazione, e molto può ancora mutare”. Però alcune previsioni possono già essere azzardate.

Così, sostiene Malinkovic, i comunisti ucraini sicuramente riceveranno dal 22 al 25 per cento dei voti. A favore del partito comunista lavora la situazione internazionale: la guerra in Afghanistan, contro cui essi intervengono attivamente.

La quotazione personale dell’ex primo ministro dell’Ucraina, Viktor Iuschenko, raggiunge il 22%. Però i partiti, che hanno intenzione di confluire nel suo blocco elettorale “Nostra Ucraina” – il Congresso dei nazionalisti ucraini, le due componenti del Ruch popolare, “Riforme e ordine” – godono del sostegno di un numero di elettori due volte inferiore. Come afferma il politologo, “Nostra Ucraina” dovrebbe ottenere non più del 15%.

Il più noto “partito degli oligarchi” – il Partito socialdemocratico di Ucraina (unificato) di Viktor Medveciuk, senza dubbio, riuscirà ad entrare in parlamento. Sarà interessante vedere con quale risultato. A parere di Vladimir Malinkovic, se la campagna del partito sarà condotta nel modo abituale, il partito riceverà il 6-7%. Se da parte dei militanti verrà profuso il massimo degli sforzi, potrebbe aspirare ad ottenere la decima parte dei voti degli elettori.

Il blocco filopresidenziale, espressione della “nomenklatura”, “Per l’Ucraina unita”, che riunisce “Ucraina lavoratrice” di Serghej Tighipko, il Partito nazional-democratico di Valerij Pustovojtenko, il Partito delle regioni di Nikolaj Azarov e il Partito agrario di Ucraina di Michail Gladij, ad avviso di Malinkovic, potrebbe non ricevere più del 6-7%. In considerazione dell’utilizzo delle risorse amministrative e delle vittorie in alcuni collegi maggioritari, tale blocco, in cui “tutti non si sopportano reciprocamente”, dovrebbe aggiudicarsi un paio di punti percentuali, e, nel complesso, le sue prospettive non appaiono certo brillanti.

L’attuale premier Anatolij Kinach, sostiene il politologo di Kiev, potrebbe contare sul successo, che viene previsto, alle prossime elezioni, per il “partito del potere”. Se il presidente Kuchma non interverrà contro la costruzione della coalizione, il blocco di Kinach con “Mela” di Michail Brodskij potrebbe contare su una quota di voti che si avvicina al 7%.

Le prospettive di affermazione degli altri partiti sono sicuramente meno rosee. I “Verdi”, se riusciranno ad entrare nel nuovo parlamento, lo dovranno esclusivamente alla propria denominazione, sempre che sappiano utilizzare sapientemente la loro posizione contro la guerra e la globalizzazione, sottraendo così voti ai comunisti. La possibilità teorica di superare la barriera del quattro per cento hanno anche il Partito socialista di Aleksandr Moroz e il “Forum di salvezza nazionale” di Julia Timoshenko, i principali organizzatori dell’azione di protesta “Ucraina senza Kuchma !”, svoltasi nell’inverno scorso.

Il “Blocco russo”, diretto dal leader del “Movimento Russo di Ucraina”, Aleksandr Svistunov, e dal presidente dell’“Unione russo-ucraina”, Ivan Simonenko, secondo Vladimir Malinkovic, non otterrà neppure l’1% dei voti. La causa sta nel fatto che russi e ucraini non differiscono sostanzialmente negli orientamenti politici. La divisione in Ucraina avviene sulle linee “città-campagna”, “Ucraina orientale-Ucraina occidentale”, “lingua russa-lingua ucraina”. Le idee difese dal “Blocco russo”, relative alla valorizzazione della lingua russa, al mantenimento delle condizioni per lo sviluppo della cultura e dell’istruzione russa, all’attiva integrazione con la Russia, sono contenute anche nel programma dei comunisti. Per questa ragione, come ha dichiarato Aleksandr Svistunov, i risultati delle elezioni dipenderanno in misura significativa da quale posizione assumerà la Russia. “Se Mosca si asterrà dal partecipare alla creazione di una forza unica filorussa, i poteri locali saranno in grado di vanificare la nostra azione”,- ritiene Svistunov.

Secondo l’opinione comune, i partiti e le figure più orientate a favore della Russia si trovano nella parte sinistra dell’arco politico ucraino, ma non mancano nel blocco oligarchico di Azarov, Derkac, Pinciuk e Tighipko. Naturalmente i comunisti e il Partito delle regioni includono nei loro programmi il punto relativo alla necessità di considerare il russo come la seconda lingua nazionale.

Il potenziale delle forze filorusse è enorme in Ucraina. “La tragedia” – ritiene il collaboratore dell’Istituto dei paesi della CSI, Kirill Frolov – “sta nell’assenza di valori, che occorrerebbe valorizzare anche con l’appoggio informativo della Russia”.

La Russia non ha ancora formulato una posizione circa le proprie aspettative rispetto al nuovo parlamento ucraino. E’ chiaro che, per far questo, non occorre una dichiarazione ufficiale. Però, il “silenzio del Cremlino”, ancora una volta, sta creando smarrimento tra le forze filorusse in Ucraina, che devono nuovamente contare solo sulle proprie forze.

Traduzione dal russo
di Mauro Gemma