Lavoro, stritolati nel silos di grano

Una morte orribile per due giovani operai, di 32 e 19 anni: Andrea Guaita e Riccardo Azzoni sono rimasti stritolati in un silos per l’essiccazione del grano, in un’azienda agricola di Pegognaga, in provincia di Mantova. Andrea e Riccardo lavoravano per «La Redenta», cooperativa che svolge lavori di coltivazione e trattamento dei prodotti per conto delle aziende del luogo: il settore agricolo e zootecnico, nella zona, è infatti molto sviluppato. Andrea, il più grande, pare fosse effettivamente dipendente della «Redenta», e si occupava normalmente della guida dei camion per il trasporto del grano. Dal campo fino ai grandi silos dove avviene l’essiccazione. Di Riccardo si sa poco: anche lui di Pegognaga come il collega, non è chiaro quale rapporto di lavoro avesse con la cooperativa.
Della dinamica dell’infortunio non si sa ancora molto, ovviamente si stanno svolgendo le indagini. Secondo le prime ricostruzioni, i due giovani sarebbero entrati all’interno dell’enorme silos, ormai vuoto, per pulire le pale della cocla, l’imbuto che convoglia il grano nelle tubazioni e da qui ai camion per il trasporto. Si sarebbero avvicinati, però, senza spegnere le pale e questo avrebbe provocato la disgrazia. E’ probabile che il primo operaio sia stato risucchiato dall’imbuto e sia perciò rimasto incastrato; a quel punto il collega avrebbe cercato di aiutarlo, rimanendo anche lui bloccato dalle pale che hanno continuato a girare, causando la tragedia.
Il sindaco di Pegognaga, Marco Carra, spiega che «già tre anni fa si era verificato un incidente analogo in un caseificio: anche in quel caso un giovane operaio è rimasto schiacciato da un macchinario». «Negli anni – aggiunge – le picoole aziende agricole sono state assorbite da quelle più grandi, e si è diffuso il lavoro per conto terzi: gli infortuni non sono continui, ma certo questi tre così gravi in pochi anni devono metterci in allarme». Riccardo Lomellini, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, spiega che l’economia del luogo «è praticamente basata tutta sui cereali e sul parmigiano»: «La Redenta – continua – svolgeva come tante altre cooperative lavoro per conto terzi, dalla semina all’aratura, fino all’essiccazione del grano». Al Comune spiegano che il ruolo di Andrea era quello di trasportatore del grano, dunque bisognerà capire se fosse regolare che lui, e il suo collega più giovane, si introducessero dentro il silos per lavori di pulizia o di regolazione dei macchinari.
La Flai Cgil, con il segretario provinciale Fabrizio Bruni, si dice «sconvolta» per quello che è accaduto: «E’ incredibile che due lavoratori così giovani perdano la vita in questo modo: e dire che l’anno scorso gli infortuni erano diminuiti rispetto al 2005, particolarmente grave per la nostra provincia». Mantova è la quarta provincia per produzione agricola in Italia, e produce un quarto del Pil agricolo lombardo. E’ anche una delle province più meccanizzate del nostro paese, perché è altissimo il numero di aziende contoterziste. Franco Chiriaco, segretario generale Flai Cgil, punta il dito contro le aziende, che «per abbassare il costo del lavoro obbligano i dipendenti a lavorare senza sicurezza».
Intanto soltanto ieri si è saputo della morte, in provincia di Brescia, di un operaio edile di 41 anni: era albanese, è morto tre giorni fa a Castelmella, dopo essere caduto da un’altezza di 10 metri.