Lavoro e informazione televisiva, un matrimonio che s’ha da fare

Più o meno sullo stesso minutaggio di Forza Italia troviamo Ds e Margherita, almeno nelle reti Rai, che però soffrono il gap di non avere cariche istituzionali. Succede allora che, secondo la consolidata tecnica del panino, la maggioranza abbia comunque una leadership incontrastata anche in televisione.
Ma andiamo avanti e continuiamo a spulciare la ricerca dell’osservatorio di Padova, realizzata con i dati di Canale TRE – Agenzia AN. TEL. e presentata ieri da Antonello Falomi (Ds), Pietro Folena e Francesco Martone (Prc) in una conferenza stampa alla Camera intitolata “Lavoratori? I desaparecidos del video”. Passiamo quindi alla fascia pomeridiana dell’informazione televisiva, dove la mobilitazione di Fim, Fiom e Uilm ha occupato 22 minuti e 6 secondi dello spazio totale a disposizione. Qui la parte del leone la fa il Tg3, con ben 9 passaggi, di cui 4 volte nei titoli di testa. Segue il Tg5 che ne ha parlato 4 volte, il Tg1 con 3, La 7 e il Tg2 con 2, chiudono Tg4 e StudioAperto con un solo riferimento. La maggiore copertura è dovuta sicuramente alle manifestazioni che i metalmeccanici hanno organizzato in questi 7 mesi e che si sono svolte sempre di mattina. Eh sì, perché, sebbene non si direbbe a leggere questi dati, i sindacati hanno organizzato ben 3 scioperi generali, il 15 aprile, il 10 giugno e il 29 settembre. Il 2 dicembre è in programma un altro sciopero generale con una manifestazione nazionale a Roma e non sembra immotivata la richiesta del segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, di avere una copertura televisiva in diretta. Richiesta che “Uniti a sinistra”, l’associazione di Falomi, Folena e Martone, ha riproposto anche ieri con una lettera formale al presidente della commissione di vigilanza Rai, Paolo Gentiloni: «Il carattere grave e scandaloso di questi dati impone alla Rai un intervento deciso per correggere una grave sotto rappresentazione di una parte importante del nostro Paese. Credo – conclude la lettera firmata da Falomi – che la diretta televisiva della manifestazione del 2 dicembre sia il modo più concreto per recuperare ai temi del lavoro quella visibilità informativa che finora non ha avuto».

Per rafforzare l’evidenza della censura televisiva sui temi riguardanti le vertenze sindacali, i 3 parlamentari hanno anche illustrato un monitoraggio sulla copertura riservata dal servizio pubblico al rinnovo del contratto dei giornalisti nel mese di ottobre: 4 minuti e 47 secondi in tutto. In fin dei conti, purtroppo, sono i temi sindacali in generale a trovare poco spazio nell’etere televisivo. Secondo una ricerca della Geca Italia sulla comunicazione audiovisiva, dal 19 settembre 2004 al 4 giugno di quest’anno i sindacati non sono mai riusciti a ritagliarsi una posizione significativa: Guglielmo Epifani è apparso in televisione per poco più di 36 minuti, Savino Pezzotta per mezzora e Luigi Angeletti ha occupato il video per 23 minuti e mezzo. Cifre comunque invidiabili per i metalmeccanici, i veri desaparecidos dell’informazione pluralista.