«L’attacco israeliano non aiuta una pace molto fragile»

Come giudicate il raid israeliano sulla valle della Bekaa?
Non abbiamo informazioni indipendenti in merito oltre a quello che ci hanno detto i media. Se la notizia fosse confermata, questa potrebbe essere considerata una violazione del cessate il fuoco e spetterebbe al Consiglio di sicurezza reagire.

Il governo libanese ha chiesto all’Onu una risposta ed ha minacciato di fermare il dispiegamento delle proprie truppe.

Il dispiegamento dell’esercito libanese nel sud é un passo storico. In questo momento il processo di pace é ancora molto fragile ed entrambe le parti devono attenersi alla lettera ed allo spirito della risoluzione 1701. Sia Israele che il Libano devono esercitare un auto controllo perché soltanto così si potranno ottenere dei benefici per entrambi e la pace. Ciò non toglie che la situazione può andare fuori controllo molto rapidamente e l’attacco israeliano é uno sviluppo che non aiuta.

Israele ha detto che il suo attacco era volto a fermare un carico di armi proveniente dalla Siria accusando Hezbollah di aver violato per primo la tregua.

Ognuno porta avanti le proprie ragioni e qui si entra in un mondo di interpretazioni legali di come é formulata la risoluzione nel quale non mi voglio addentrare perché non sono un esperto. Il testo approvato chiede la cessazione delle ostilità offensive e gli israeliani potrebbero affermare che fermare un carico di armi potrebbe non esserlo. Ma ripeto, non abbiamo informazioni dirette in merito a quanto accaduto e io non sono un esperto legale.

Come valuta che ognuno, ed é successo spesso in questo mese di guerra, dia una propria interpretazione delle risoluzioni Onu?

Solo il Consiglio di sicurezza dovrebbe interpretare le proprie risoluzioni. Non é chiaramente la prima volta che ognuno legge i testi a modo suo e non sarà l’ultima. Ma il Consiglio di sicurezza resta l’unico artefice delle risoluzioni e spetterà ad esso prendere provvedimenti adeguati. Più di questo adesso non posso dire.