L’attacco al nostro futuro, il futuro del nostro presente

L’aggressione che il blocco di potere del Governo, di Confindustria e delle autorità economiche internazionali come la Bce stanno portando contro la classi popolari anche del nostro Paese è ormai del tutto esplicita anche nelle forme: mai come in questo caso è evidente la riproposizione del vecchio schema liberale di socializzazione delle perdite e privatizzazione degli utili.

L’intervento statale, per anni demonizzato, è stato rispolverato, ma unicamente in funzione di salvataggio per banche e grandi gruppi finanziari, in larga parte responsabili della crisi economica.

La ferocia autoritaria usata da FIAT e Marchionne nelle settimane recenti ne è uno dei segni rivelatori più lampanti, ma non certo l’unico.

La crisi economica di sistema che stiamo vivendo in parte agisce da comburente della trasformazione sociale, che a partire dal mondo del lavoro sta modificando nel profondo tutti gli aspetti della vita delle persone.

In particolare la nostra generazione sta incrociando una fase di trasformazione regressiva che, per la prima volta almeno dal secondo dopoguerra, rende le prospettive di benessere e di vita dei figli sicuramente inferiori a quelle dei genitori.

Il precariato dei contratti, che negli anni ormai è stato portato a norma, l’abbassamento sistematico dei salari, la contrazione dei diritti sul lavoro, il disinvestimento sul sistema dell’istruzione pubblica, la costruzione di una scuola di classe che divide tra predestinati per censo alla classe dirigente o alla produzione, la privatizzazione di università e ricerca rendono la nostra generazione strutturalmente precaria, senza certezze e prospettive: è evidente, inoltre, che queste due aree di reazione hanno bisogno per sostenersi di una torsione autoritaria della qualità democratica del paese.

Esiste dunque in Italia una gigantesca questione generazionale che va affrontata con serietà e concretezza, approntando gli strumenti necessari.

IL SOGGETTO POLITICO DELLA GENERAZIONE RIBELLE

Per questo la Fgci abbandona ogni indugio e comincia da subito un processo costitutivo del soggetto politico per la generazione ribelle, con tutti coloro che a sinistra in ambito giovanile, politico, culturale e associativo, condivideranno analisi e programma di massima, a partire dall’avvicinamento delle due organizzazioni giovanili comuniste, la nostra e i Giovani Comunisti, con i quali abbiamo già da tempo intrapreso un percorso di collaborazione nelle lotte.

Vogliamo che questo percorso proceda con importanti simmetrie rispetto a quello della Federazione della Sinistra, ma senza replicarne pigramente dinamiche, equilibri e dibattito interno.

Per la riuscita di questo progetto è imprescindibile che i tempi siano certi e rapidi, adeguati a quelli della società e della politica; non possiamo più permetterci false partenze e attendismi autoreferenziali.

Proponiamo quindi, per indagare le forme organizzative più opportune e per allargare il coinvolgimento dei territori e di altri soggetti, un gruppo operativo, snello, non pletorico e confusionario, con i compagni e le compagne dei Giovani Comunisti, che i due esecutivi si impegneranno a costituire in tempi certi, con l’incarico di completare entro dicembre 2010 il lavoro preparatorio per un’assemblea fondativa del nuovo soggetto politico.

Questione del lavoro, questione dei saperi e difesa della democrazia devono diventare i tre assi cardine lungo i quali sviluppare la nostra azione complessiva che ha l’intento di radicare e dare forza al nuovo conflitto sociale per trasformare il Paese.

Questione del lavoro per i giovani significa innanzi tutto lotta alla precarietà, questione salariale, diritto al lavoro. Abrogazione della Legge 30, salario minimo, piena e giusta occupazione devono essere le proposte centrali, sulle quali costruire campagne, mobilitazione e consenso.

Il mondo dei saperi è stato, negli ultimi anni, oggetto di fortissimi attacchi, con il chiaro scopo di dare all’istruzione italiana un’impostazione classista. Diritto allo studio, contrasto alla privatizzazione dell’università, investimenti e autonomia della ricerca devono diventare nostri campi di azione prioritari, in sinergia virtuosa con i soggetti, sindacali, associativi, locali e nazionali, che da sinistra sono impegnati da anni su questo terreno.

Il riscatto della nostra generazione non può non passare per una trasformazione radicale della qualità della democrazia in cui viviamo: battaglia contro il berlusconismo, inteso come prassi politica e sistema di valori, a partire dal devastante egoismo sociale affermatosi nel nostro Paese negli ultimi 20 anni, costruzione di un argine e di una nuova Resistenza contro il fascismo esplicito e mascherato, a partire dalla difesa della Costituzione attaccata ogni giorno di più, affermazione dei diritti delle persone GLBTQI e in ambito SOGI, questione femminile e specificità di genere, devono essere nostre priorità, sulle quali cercare il più ampio spettro di unità di azione.

Il primo appuntamento cruciale di questo autunno, funzionale proprio alla ripresa del conflitto, sarà la manifestazione nazionale del 16 ottobre indetta dalla FIOM contro le misure predatorie verso le classi popolari del governo e di Confindustria, che connette proprio lavoro e democrazia, nel quale assumiamo come nostro il compito di farvi irrompere i saperi.

LA FGCI A DISPOSIZIONE DELLA COSTRUZIONE DI UN UNICO PARTITO COMUNISTA

E’ evidente che nella sfida per la costruzione del soggetto politico della generazione ribelle le comuniste e i comunisti dovranno affinare i propri strumenti, di lotta e di analisi: rimane centrale, a maggior ragione, la costruzione di un’unica e seria forza politica comunista nel nostro Paese che possa essere perno della rinascita della sinistra e del conflitto.

La Fgci per questo non si scioglie, forte del patrimonio di preparazione e maturità che pur nella consapevolezza della nostra parzialità e inadeguatezza, abbiamo dimostrato di avere, e si mette a disposizione di tutti coloro che vorranno costruire assieme a noi una forza giovanile comunista, funzionale all’analogo progetto della costruzione di un unico partito comunista.

Tutto ciò a partire da un impegno politico e organizzativo concreto nei prossimi mesi che vede tra le varie iniziative due fronti di impegno principali:

a) La ripresa organica della formazione di quadri e militanti come base della strutturazione, con la realizzazione di due scuole quadri entro l’anno, una al centro-nord e una al centro-sud.

Unitamente a questo l’istituzione di specifici supporti web volti alla ricerca e alla documentazione individuale dei compagni, a cui alcuni nostri territori hanno già iniziato a lavorare.

b) Uno sforzo organizzativo per radicarci dove ancora non siamo presenti in maniera confacente all’importanza del contesto. Il nostro primo impegno sarà sulla zona di Milano per la sua rilevanza come centro produttivo, metropolitano e industriale.

Approvato all’unanimità dell’Esecutivo nazionale della FGCI, il 2 Settembre 2010