L’assemblea dei ferrovieri decide lo sciopero

Sala strapiena, ieri mattina, nei pressi della stazione Termini. Oltre duecento delegati provenienti da tutta Italia sino ritrovati per l’assemblea nazionale che doveva decidere le iniziative per «convincere» l’azienda a revocare il licenziamento di Dante De Angelis, il macchinista e delegato alla sicurezza (Rls) che si era rifiutato di guidare un Eurostar a bordo del quale era stato installato il Vacma, il cosiddetto pedale dell’«uomo morto» che ben quattro Asl hanno definito dannoso per la salute e la concentrazione del macchinista e, quindi, pericoloso per la sicurezza di equipaggio e viaggiatori. C’è tensione e consapevolezza della durezza della partita: se passa il licenziamento di un delegato «nell’esercizio delle sue funzioni» allora nessun altro lavoratore potrà più far valere, in Fs, un suo diritto. Lo spiega con parole chiarissime Luigi Ferraioli, giurista di grande cultura e sensibilità istituzionale: «illegittimo, senza giusta causa, dal sapore di rappresaglia, in violazione dell’art. 9 dello Statuto dei lavoratori». Ma il «consiglio pratico» che al termine del suo intervento ammannisce alla platea di ferrovieri è giustamente poco giuridico: «il rifiuto di usare il Vacma da parte di tutti voi è un atto di solidarietà con cui si riafferma il proprio diritto e la propria dignità». Come dire: la norma potrà esser fatta valere solo dagli uomini che ne sono toccati.

E’ lo stesso ragionamento che Dante svolge, con grande equilibrio e senza retorica: «se nessuno pedala il pedale è morto, ma se tutti pedalano allora il Vacma diventa `giusto’». Su questo meccanismo infernale, che Fs si ostina a considerare un «sistema di sicurezza», i macchinisti della rivista «In marcia» (animata dal pensionato, ma inossidabile, Ezio Gallori) hanno ripubblicato il manuale di «istruzione sugli apparecchi di sicurezza `uomo morto’» edito nel 1939 (la data è quella giusta!) dal ministero delle comunicazioni fascista. E’ bene leggerlo: «tali apparecchi richiedono al guidatore la ripetizione continua della manovra di una pedana e garantiscono quindi la presenza attiva e cosciente del guidatore». Insomma, questo aggeggio ormai settantenne, anche per i fascisti, garantiva la «sicurezza» solo nel caso di morte effettiva del guidatore (in quel caso il treno frena automaticamente). Per il resto, non serve a niente. Anzi…

Il tema della sicurezza è pesantemente sottovalutato dal gruppo Fs. La scorsa settimana un capotreno ha avuto entrambe le gambe tranciate a Piacenza. Stava risalendo sul convoglio, dopo aver dato il via, quando la porta si è improvvisamente chiusa, trattenendolo per un braccio. «Succede spesso – dicono in sala – Trenitalia fa manutenzione solo on condition, cioè quando qualcosa si rompe. Hanno calcolato che gli costa meno risarcire un paio di gambe ogni tanto che non fare la manutenzione di routine su tutto il materiale rotabile». E sempre ieri un altro ferroviere è morto a Foggia, mentre con una macchina, di notte, risistemava un binario; è sceso dal lato sbagliato ed è stato travolto da un intercity.

Anche i partiti del centrosinistra cominciano a capire che qualcosa, in Fs, non va. Paolo Cento, dei Verdi, è intervenuto in assemblea, come già altre volte aveva fatto. Paolo Brutti (Ds) e Luigi Zanda (Dl) hanno chiesto spiegazioni a Elio Catania (a.d. di Fs) sul licenziamento di Dante. Ma all’assemblea dei delegati (Rsu e Rls) era chiaro che solo una «iniziativa forte» può impedire che la vicenda – di Dante come dei 4 licenziati a Genova per aver collaborato con la trasmissione Report di RaiTre – si trascini a lungo. «Ci vorrebbero prendere per fame, ossia portarci al punto di cercarci un altro lavoro e dargliela vinta». Per questo l’assemblea si è chiusa dando mandato al «comitato di sostegno» (la rsu di Roma più un delegato per regione) di avviare le procedure per la proclamazione di uno sciopero generale in una data da fissarsi tra il 31 marzo e il 5 aprile. «Questa azione di lotta – annuncia il comunicato – sarà sospesa solo in presenza di una definitiva soluzione della vertenza Vacma e se come primo atto concreto verrà ritirato il provvedimento» a carico di Dante De Angelis. Improbabile che l’azienda, che ha scelto proprio un delegato per mettere in atto la sua provocazione, rinunci alla prova di forza. Probabilissimo, dunque, che lo sciopero si tenga. E con la partecipazione di tutti i sindacati.