L’Arcobaleno non si vede ancora

Quel 5,8 per cento che il sondaggio Eurisko pubblicato ieri su Repubblica attribuisce alla Sinistra arcobaleno è il sintorno esplicito del forte disagio che monta nel nuovo soggetto politico. A fronte di un Pd che amplia i propri spazi di riferimento sia alla propria sinistra che al centro, l’Arcobaleno vede assottigliarsi sempre più il proprio elettorato di riferimento. Il bot ton del leader del Pd, infatti, non gli impedisce di marcare fortemente le distanze dalla Sinistra, presentendo al contempo proposte programmatiche in grado di far breccia in quegli stessi ambienti.
Le prove si sono avute nello scorso fine settimana, che ha sancito il Ravvicinamento tra il Pd e la Cgil. Il pericolo è chiaro a Fausto Bertinotti: «Quando nasce il Pd, che ha una vocazione avvolgente, pone al sindacato un problema consistente: quello di non essere reclutato nelle sue fila». E Franco Giordano ieri chiedeva esplicitamente a Epifani: «Ma loro fino a ieri non erano la controparte?».
Era la controparte, tanto per fare un esempio, quel Pietro Ichino che oggi trova posto nelle liste del Pd. Le sue proposte sono ritenute «una dichiarazione di guerra nei confronti dei lavoratori» da Pino Sgobio e vengono portate a dimostrazione del fatto che «il programma del Pd è speculare a quello del Pdl» (Bonelli). Quando Gennaro Migliore elenca però le priorità programmatiche della Sinistra («aumento del potere d’acquisto dei salari, lotta al caro prezzi, sconfitta del precariato»), è facile accorgersi che si tratta dei medesimi impegni presi da Veltroni. Altro che programma di destra. «L’intervento sui salari per riprendere la domanda interna è la priorità assoluta», ha affermato il leader del Pd, che poi nella tappa di ieri del suo tour è andato a spiegare agli operai della Sgl Carbon, azienda in dismissione di Ascoli Piceno: «Il tema del lavoro è per noi centrale. Noi vogliamo essere il partito che aiuta il paese a crescere velocemente, a liberarlo da impedimenti ma con lo sguardo rivolto a chi ha di meno. La parola crescita io la sottolineo tre volte perché senza crescita, senza ricchezza non c’è uguaglianza sociale».
Il problema della competition col Pd, insomma, la Sinistra ce l’ha eccome. Penalizzata per di più dal fatto che Veltroni corre per la guida del governo, mentre Bertinotti no. La tentazione al “voto utile”, definito «un imbroglio» dal presidente della camera, può incidere nella scelta di molti elettori. Indirizzati in questa direzione, lamentano a Sinistra, dal «duopolio Pd-Pdl» che si riflette anche sui media, oscurando le altre forze.
L’immagine che l’Arcobaleno dà di sé, peraltro, non garantisce un grosso appeal. A partire dal candidato leader, che somma al dato anagrafico anche l’esplicita dichiarazione di un proprio ultimo sforzo in questa campagna elettorale, prima di passare il testimone, fino alle liste. Mentre Veltroni (e ieri anche Berlusconi) annuncia giorno dopo giorno nomi in grado di attirare l’attenzione degli elettori, la Sinistra incontra difficoltà a mettere uno dietro l’altro candidati che sappiano rappresentare gli equilibri interni e, contemporaneamente, riescano a dare un’immagine di rinnovamento della rappresentanza parlamentare. Anche perché i posti “utili” per essere eletti sono veramente pochi e di persone disposte a fare un passo indietro da queste parti non se ne vedono.