L’ANPI di Roma sulle dichiarazioni di D’Alema sulla morte di Mussolini

A.N.P.I.(ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)

Sezioni: Barona – Giambellino – Lorenteggio – Porta Genova

Con riferimento alle dichiarazioni dell’On. Massimo D’Alema rilasciate per un libro di Bruno Vespa e anticipate da Panorama, secondo le quali l’uccisione di Mussolini, avvenuta il 28 aprile 1945 a Giulino Mezzegra ad opera di un comandante partigiano inviato dal Corpo Volontari della Libertà, rappresenterebbe “uno di quegli episodi che possono accadere nella ferocia della guerra civile, ma che non possiamo considerare accettabili” e che sarebbe stato meglio sottoporlo a un giudizio come quello di Norimberga, ove furono processati alcuni dei massimi esponenti nazisti, la Presidenza nazionale e la Segreteria nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.) esprimono un fermo e motivato dissenso.

L’esecuzione di Mussolini fu un atto di giustizia deliberato ed eseguito nel corso, se pure alla fine, della guerra di Liberazione nazionale dagli organi che erano, anche formalmente e istituzionalmente, i legittimi rappresentanti del Governo italiano nell’Italia occupata, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (C.L.N.A.I.) e il Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà (C.V.L.), organi dotati di tutti i poteri inerenti allo stato di guerra.

Quell’atto di giustizia era stato motivato per le gravissime responsabilità, dalla soppressione violenta di ogni libertà, agli eccidi e stragi di cittadini italiani che a Mussolini, più che a chiunque altro, erano riferibili come capo del primo fascismo e del secondo fascismo, quello particolarmente sanguinario di Salò.

L’esecuzione del capo del fascismo era reclamata da tutti gli Italiani in espiazione delle enormi sofferenze che le sue decisioni e la sua politica avevano causato al nostro popolo.

E anche di questo sentimento gli organismi responsabili della Resistenza si fecero interpreti.

Diversa la situazione della Germania, nella quale non vi fu una Resistenza armata e i capi del nazismo furono catturati dagli Alleati che organizzarono il processo di Norimberga.

L’osservazione dell’On. D’Alema in merito non tiene conto della realtà storica.

Roma, 4 novembre 2005