L’altra faccia della ex Cirielli

Tutti in galera. Che si tratti di piccoli disperati con precedenti o tossicodipendenti non fa differenza. È l’altra faccia della Cirielli, la norma che allungherà i processi da una parte e dall’altra farà crescere il numero dei detenuti. Non importa poi se gli spazi nel-
le carceri sono sempre gli stessi e anche i soldi per far funzionare le strutture con la nuova finanziaria subiranno un taglio, con l’approvazione della salva-Previti i detenuti d’Italia passeranno da sessantamila a ottantamila. Ventimila in più da distribuire tra le prigioni super affollate d’Italia. A lanciare l’allarme, evidenziando «risorse ridotte all’osso e una vagonata di problemi per detenuti e addetti ai lavori», sono i rappresentanti della Funzione pubblica della Cgil nazionale.
Fabrizio Rossetti, autore del nuovo dossier del sindacato sui problemi carcerari non ha dubbi. «La Cirielli porterà dietro le sbarre altre ventimila persone – denuncia – un elemento che farà collassare, se non crollare l’intero sistema penitenziario nazionale». Il motivo è presto spiegato. «La nuova finanziaria prevede, sulle risorse destinate ai servizi penitenziari del 10% – chiarisce il sindacalista – una mazzata su un sistema disastrato dove non si riescono a trovare neppure i soldi della benzina per trasportare i detenuti in tribunale o in ospedale». Problemi che cresceranno in maniera esponenziale nel caso di un eventuale nuovo sovraffollamento delle prigioni. «Se adesso si sta in queste condizioni, e lo stato spende per ciascun detenuto appena 17 euro – continua Rossetti – figuriamoci cosa succederà quando la popolazione carceraria aumenterà in maniera esponenziale. Sarà il tracollo». Non nasconde le perplessità e soprattutto i dubbi sull’eventuale applicazione della nuova norma neppure Patrizio Gonnella, presidente di Antigone l’associazione che ha promosso lo studio sugli effetti che l’applicazione dell’ex Cirielli avrebbe sulle carceri.
«Con l’entrata in vigore di questa legge, che libera i colletti bianchi con la prescrizione ma manda dentro i disperati recidivi, – spiega Patrizio Gonnella – la popolazione carceraria crescerà a dismisura e in maniera esponenziale di almeno ventimila unità». L’associazione Antigone ha elaborato dopo un’attenta analisi del sistema carcerario nazionale: «Dietro le sbarre ci sono sessantamila detenuti – spiega Gonnella – il 30% di questi è dentro per reati legati al mondo degli stupefacenti, il 32% per reati contro il patrimonio e un altro 33% per altri reati, molti legati al mondo dell’immigrazione. Ebbene i quattro quinti circa sono recidivi». Senza dimenticare poi che a scontare le cosiddette pene alternative ci sono circa 50mila persone e altre 70mila sono in sospensione della pena in attesa della decisione della magistratura di sorveglianza. «Unendo questi dati e facendo le proiezioni si ottiene ben presto il dato che abbiano indicato». E non finisce qui. «Questa legge non ha uno studio di impatti penitenziario – aggiunge ancora – cioè nessuno finora ha mai pensato di calcolare quale sarà l’effetto di una eventuale applicazione della norma».
Non nasconde le perplessità neppure Riccardo Arena, conduttore di Radio Carcere su radio radicale. «Non è pensabile che gli unici ad aver fatto uno studio siano i volontari – dice Arena, avvocato penalista – sarebbe curioso sapere dove metteranno tutti i detenuti che entreranno in carcere, perché gli spazi sono sempre più ridotti».
A contestare la Cirielli non sono soltanto i rappresentanti del centro sinistra o le associazioni che si occupano di assistenza ai detenuti. A manifestare qualche perplessità sull’eventuale applicazione della salva-Previti è anche Luigi Vitali, sottosegretario alla Giustizia. È stato proprio lui infatti a dire: «Se i problemi di superaffollamento vi saranno, saranno affrontati nei modi e nei tempi che la situazione richiederà, ma non si può assolutamente rinunciare nel dovere di dare giustizia ai cittadini». Piccola premessa, pronunciata già in febbraio e subito dopo l’incontro con i rappresentanti di Antigone che continua in questo modo. «Ci voleva Antigone per capire qual è il vero problema della cosiddetta Cirielli. Mantenere in carcere i pluripregiudicati e recidivi che sono quelli che commettono l’ 80% dei reati. Ma non deve essere questo lo scopo che deve raggiungere uno stato democratico e di diritto ogni qual volta verifichi che non vi sia stata rieducazione e resipiscenza in coloro che delinquono?».
E mentre la Cdl propone di aumentare di un anno i tempi della prescrizione non si fa attendere la presa di posizione di Giuliano Pisapia. «Non credo che le modifiche proposte dalla Cdl possano avere un significato rilevante perché nulla cambierebbe, sia rispetto alla parte detta “Cirielli”. sia alla parte detta “salva processi” (quelli di Previti o di altri imputati eccellenti)».