La visita di Putin in Cina conferma lo stato eccellente dei rapporti tra le due potenze

La scorsa settimana il primo ministro russo Vladimir Putin ha effettuato una visita di tre giorni nella Repubblica Popolare Cinese, nel corso della quale si è incontrato con le massime autorità del paese ed ha siglato una serie di importanti accordi economici, che, per le loro dimensioni, hanno ricevuto vasta eco nella stampa di tutto il mondo.

“Tale interesse da parte della comunità internazionale non è certamente dovuto al caso”, – ha fatto rilevare lo stesso Putin – “ma testimonia della rilevanza delle relazioni russo-cinesi a livello globale”.

Lo stato eccellente dei rapporti tra le due grandi potenze e il ruolo che, nella costruzione della partnership strategica tra i due giganti, ha svolto l’attuale premier russo è stato più volte ribadito anche dalla controparte cinese.

In tal senso, nel corso dei colloqui che hanno portato ad un accordo sulla collaborazione tra i gruppi parlamentari dei due paesi, è da interpretarsi la dichiarazione rilasciata dallo speaker del parlamento cinese, Wu Bangguo che ha avuto parole di elogio per Putin, in quanto convinto animatore della collaborazione tra Russia e Cina: “Siete una personalità popolare non solo nel vostro paese, ma anche in Cina, paese in cui godete di grande autorevolezza”.

Ma il significato della visita è testimoniato soprattutto dalla serie di accordi, di dimensioni colossali, siglati con il primo ministro cinese Wen Jiabao. L’importo complessivo dei contratti siglati – che prevedono il finanziamento di infrastrutture di vario tipo, strade, ferrovie e di intese sulla fornitura di energia – raggiunge la cifra rilevante di 3,5 miliardi di dollari.

In particolare, è prevista la fornitura alla Cina da parte della Russia di 70 milioni di metri cubi di gas naturale siberiano, sulla base di un accordo che coinvolge “Gazprom” e “China National Petroleum Corporation”, i due giganti dell’energia controllati dallo Stato.

Vladimir Putin ha concluso la sua visita, partecipando al vertice dei capi di stato dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, in cui sono stati definiti i caratteri di un “Forum per l’energia”, che dovrebbe coinvolgere i paesi appartenenti alla possente comunità eurasiatica.