La Spagna vuole lasciare Kabul

Via al ritiro parziale del contingente. Si pensa al rientro di tutti i soldati

E’ cominciato il ritiro dall’Afghanistan dei 500 soldati spagnoli impegnati nel mantenimento della sicurezza durante le elezioni parlamentari. Il rientro terminerà entro il 12 ottobre. Le operazioni militari all’estero restano un argomento delicato in Spagna dopo che l’ex primo ministro Aznar si era imbarcato nell’avventura irachena, sulla scia di Bush, senza consultare il Parlamento, contro il parere dell’Onu e del 90 per cento dell’opinione pubblica. Il premier Zapatero, il cui primo atto da vincitore è stato il ritiro dei soldati dall’Iraq, si è affrettato a dare l’annuncio del rientro al Congresso dei deputati anche se ha dovuto poi ricordare che sono 2.678 i militari spagnoli attualmente impegnati in operazioni di mantenimento della pace, sotto l’egida dell’Onu, in Afghanistan, Kosovo, Bosnia, Haiti. Nel Paese asiatico rimarranno oltre 500 soldati la cui permanenza Zapatero ha difeso «per le stesse ragioni per le quali avevamo deciso di ritirarci dall’Iraq: difendere la pace, le Nazioni Unite e la legalità internazionale».
Il capo del governo deve ripetere questi concetti perché l’opinione pubblica continua a non vedere di buon occhio le operazioni militari all’estero, che siano o no umanitarie. Proprio ieri un sondaggio pubblicato dal País , vicino al governo socialista, rivela che il 54,5% degli intervistati sono contrari alla permanenza dei militari in Afghanistan.
Ancor più preoccupante per Zapatero è che il 56,4% degli elettori del suo partito, il Psoe, vogliono il rientro di tutti i soldati. La maggioranza mostra indifferenza al fatto che sull’operazione vi è l’ombrello delle Nazioni Unite. Di grande interesse per Zapatero è anche la risposta alla domanda sulla nuova «legge di difesa nazionale» che il Congresso dei deputati ha appena approvato. In base a questa legge le missioni militari all’estero dovranno essere approvate dal Parlamento. Circa tre quarti degli spagnoli sono favorevoli e appena il 12,5% contrari. Una volta approvata dal Senato, il governo spagnolo non potrà inviare neppure un soldato, anche in missione umanitaria, senza l’autorizzazione preventiva delle Cortes. Ogni invio di militari dovrà inoltre contare sull’appoggio esplicito dell’Onu o dell’Unione Europea. L’unica eccezione è un attacco militare contro il territorio spagnolo che comprende anche le enclave di Ceuta e Melilla in Nordafrica, la cui sovranità è contesa dal Marocco.
Soltanto il partito popolare si è opposto a questa iniziativa. Il leader dell’opposizione Rajoy ha dichiarato in parlamento che Zapatero «inganna» gli spagnoli «occultando deliberatamente» che i soldati in Afghanistan corrono rischi e offrendo una «versione edulcorata della realtà». Nasconderebbe il fatto che i militari stanno «lottando contro il terrorismo». Presentando questa missione come umanitaria, Zapatero, secondo Rajoy, racconta «la favola di Cappuccetto Rosso senza il lupo».