La solidarietà dei comunisti algerini con la lotta del popolo tunisino per la democrazia

Traduzione di l’Ernesto online

I comunisti algerini salutano la vittoria dell’Intifada del popolo tunisino. La dittatura della cricca di Ben Ali è finita. Le manifestazioni dei giovani e dei lavoratori hanno avuto ragione della tirannia malgrado la feroce repressione.

L’Intifada ha accentuato le contraddizioni apparse in seno alla borghesia nazionale tunisina in merito al modo di governare per preservare i propri interessi di classe, di fronte alla propensione di alcuni dei suoi clan più corrotti a monopolizzare il potere, e di fronte anche alle ripercussioni della grave crisi internazionale del capitalismo.

Il popolo tunisino, i lavoratori e tutte le categorie sociali sfruttate e marginalizzate da un capitalismo dipendente dall’imperialismo sono ora chiamate a sviluppare ancora di più la mobilitazione per impedire che la fuga di Ben Ali non si trasformi in una semplice rivoluzione di palazzo e non venga strumentalizzata dalla borghesia e dai suoi elementi più reazionari e astuti, sotto qualsiasi bandiera politica o ideologica ciò avvenga. Si deve contrastare i calcoli delle diverse frazioni delle borghesie maghrebine, che dietro la spinta popolare, intendono sbarazzarsi dei loro uomini divenuti impopolari per salvare il loro sistema di sfruttamento e di dominio. Esse sono consigliate, incoraggiate e spinte in tal senso dalle potenze imperialiste che desiderano salvare prima di tutto i loro interessi nella regione.

In Tunisia, come in Algeria, come in Marocco, come in tutti gli altri paesi i popoli subiscono con la forza le conseguenze della crisi mondiale del capitalismo e gli effetti delle politiche messe in pratica dalle oligarchie finanziarie per far pagare il prezzo del salvataggio dei grandi banchieri ai lavoratori e a tutte le categorie sociali sfruttate.

Non ci sarà mai autentica democrazia, a vantaggio dei lavoratori e degli strati popolari, senza una lotta conseguente contro il capitalismo, le feudalità e le monarchie, contro tutte le dittature che si camuffano sotto insegne repubblicane per servire i ceti abbienti e le multinazionali.

La lotta del popolo tunisino è stata seguita assiduamente e con speranza dai lavoratori e dal popolo algerino che per parte loro conducono da 20 anni la lotta per uscire dalla democrazia di facciata e instaurare uno Stato di democrazia popolare di progresso. Ciò stimolerà le loro lotte.

Viva la solidarietà dei lavoratori del Maghreb nella lotta contro il dispotismo, l’arbitrarietà e lo sfruttamento.

Rafforziamo la solidarietà dei proletari e dei popoli dominati dall’imperialismo che stanno conducendo una lotta conseguente nei loro paesi contro gli sfruttatori e gli oppressori!

Il Partito Algerino per la Democrazia e il Socialismo

15 gennaio 2011