La salva-premier è legge

Senza più suspense, perché non bloccherà più da un giorno all´altro i processi di Cesare Previti, la legge ormai ex Cirielli visto che il proponente originario, l´aennino Ednondo Cirielli, l´ha ripudiata, è stata definitivamente approvata al Senato. La legge che riduce drasticamente i tempi di prescrizione dei processi e che, una volta in vigore, si applicherà solo ai procedimenti che non sono ancora approdati al dibattimento, è stata votata dai 145 parlamentari della Cdl, i 104 del centrosinistra sono stati tutti contrari. Una sola astensione, quella del giornalista Lino Jannuzzi che ha confessato: «All´amico Previti ho detto: finché serviva per te potevo pure votarla, ma adesso che ne sei fuori, non posso essere a favore di una legge che è contro me stesso».
Jannuzzi è un recidivo per via dei suoi processi per diffamazione a mezzo stampa e la Cirielli colpisce duro proprio i recidivi, non solo perché allunga la prescrizione rispetto a oggi, ma perché taglia via tutti i benefici carcerari. È quello che fa dire all´Anm di Ciro Riviezzo: «È l´ennesima brutta legge che introdurrà rilevanti disparità di trattamento tra indagati e provocherà problemi di ingestibilità per i processi». È quello che fa indignare Franco Ippolito e Juanito Patrone, presidente e segretario di Magistratura democratica: «Una legge classista che contiene due anime, una arcigna per inasprire le pene per i recidivi, una furbesca e ammiccante che estingue i reati per gli imputati “perbene”». Tutti contro, anche le Camere penali di Ettore Randazzo: «Ricorreremo subito alla Consulta contro la Cirielli, una brutta legge in rotta di collisione con i principi costituzionali di uguaglianza e della funzione rieducativa della pena». È la «strutturale amnistia di classe» contro cui si scaglia il leader radicale Marco Pannella che rilancia all´opposto «l´amnistia di Natale». La stessa cui lavorano don Ciotti e Sergio Segio, un provvedimento che porti fuori dal carcere chi ha commesso reati fino a cinque anni. La raccolta delle firme sulla proposta di legge è già cominciata, fioccano le adesioni.
Ma al Senato l´accalorata protesta del centrosinistra serve a poco. L´aveva detto il sottosegretario alla Giustizia Luigi Vitali, «l´approveremo oggi, sarà legge alle 18». Appena un´incertezza quando, di mattina, è mancato per sei volte il numero legale, colpa del martedì quando di solito non ci sono votazioni impegnative. Ce l´hanno fatta prima, il tabellone elettronico s´è acceso con i bottoni rossi e verdi alle 17 e 40. Inutilmente, di buon´ora il presidente diessino Massimo D´Alema s´era chiesto perché volessero approvare la Cirielli «a tutti i costi, visto che era stata pensata con uno scopo e ora non ha più nemmeno quello». Liberava Previti dai processi, dalla sentenza d´appello sulla Sme che si preannuncia ad horas, ma oggi la nuova legge gli passa sulla testa. È stato questo il cavallo di battaglia della Cdl, affidato agli ex magistrati, il presidente azzurro dell´Antimafia Roberto Centaro e l´aennino Luigi Bobbio. «È la prova che stiamo facendo sul serio la lotta alla mafia, a Napoli e in Calabria chi è stato arrestato ed è recidivo non sarà più rimesso in libertà dopo 24 ore» dice il primo; il secondo polemizza duramente con «il ciarpame vetero comunista» che sponsorizza la totale discrezionalità delle toghe e con la Cassazione “rea” di aver svelato che sarebbero saltato il 49% dei processi. L´Unione, con il diessino Massimo Brutti, promette: «È una delle leggi vergogna che abrogheremo tra pochi mesi».