La Rete verso l’area congressuale “La Cgil che vogliamo”

Il 6 luglio si costituirà l’area programmatica della mozione “La Cgil che vogliamo”. La Rete28Aprile, che ha partecipato sin dall’inizio alla costituzione e alla battaglia politica della mozione del congresso, considera questo passaggio anche un risultato del proprio impegno. Per queste ragioni la riunione del 18 giugno del gruppo nazionale di continuità ha, pur con diverse riserve, condiviso la scelta di partecipare alla costituzione della nuova area programmatica. In ogni caso tutti i componenti del gruppo nazionale di continuità verranno in questi giorni consultati per assumere la decisione finale.

Le ragioni di questa scelta sono sostanzialmente: (…)

1. L’accelerazione del conflitto sociale e della svolta autoritaria e moderata sul piano delle relazioni sociali e su quello politico istituzionale. La vicenda di Pomigliano è costituente di una regressione autoritaria senza precedente nelle relazioni sindacali. Il cedimento di Cisl e Uil di fronte all’attacco ai diritti costituzionali dei lavoratori e la complicità e la passività di parte rilevante dell’opposizione e della grande stampa con le posizioni della Fiat, dimostrano che la regressione della democrazia nel nostro paese è a un punto drammatico. La crisi economica invece che rappresentare un punto di critica del liberismo ne ha accentuato, in Italia come in Europa, le caratteristiche brutali e autoritarie. In questo contesto le incertezze, la confusione, le posizioni ondeggianti della Cgil rappresentano un ulteriore elemento di crisi e difficoltà. Su Pomigliano la Fiom difende diritti che fino a poco tempo fa sarebbero stati intoccabili per tutti. Da tutto questo nasce la necessità di organizzare dentro la Cgil una risposta di massa e organizzata, anche in alternativa alle incertezze e agli errori del gruppo dirigente.

2. La battaglia congressuale, al di là di tensioni e incertezze, ha rivelato l’esistenza di una grande potenzialità per costruire “La Cgil che vogliamo”. I 310.000 voti ottenuti dalla mozione sono tutti di persone in carne ed ossa che non si rassegnano al declino della Cgil e del sindacato confederale. Questa forza chiede di essere organizzata e deve essere organizzata. Per questo la costruzione dell’area programmatica è uno strumento indispensabile.

3. Bisogna definire un’area democratica, in cui determinante sia il ruolo dei delegati e delle lavoratrici e dei lavoratori, che abbia come priorità l’iniziativa sindacale e sociale rispetto al confronto sui e nei gruppi dirigenti. Un’area di massa che opera nelle categorie e nei territori e che in questo modo non viene posta all’opposizione dalla maggioranza, ma sceglie consapevolmente di trasformare il suo dissenso in opposizione reale là ove è necessario.
D’altra parte la spinta autoritaria in atto nella Cgil, di cui un passo è stata l’approvazione a maggioranza delle modifiche allo Statuto, la gestione maggioritaria dell’organizzazione, in gran parte delle strutture, rendono indispensabile la costituzione dell’area.

4. La Rete28Aprile ha condotto una battaglia coerente per cambiare la linea e la pratica della Cgil e, pur in condizioni di assoluta minoranza, spesso è riuscita a far emergere le proprie idee e le proprie scelte. Ora, anche da un punto di vista statutario, bisogna scegliere. La continuità della Rete, significherebbe immediatamente la rottura dello schieramento della mozione e questo porterebbe solo risultati negativi. E’ quindi giusto e utile operare all’interno della nuova area programmatica, cercando di portarla a tutti i livelli a sostenere le posizioni più aperte, democratiche, conflittuali. L’impegno è quindi all’interno della nuova area, così come è stato nella mozione.

La scelta di partecipare alla costruzione della nuova area programmatica implicherà comunque una battaglia politica. Si tratta di superare incertezze e burocratismo, di fare in modo che a tutti i livelli l’area esista davvero e non sia invece solo una dichiarazione di appartenenza di questo o quel gruppo dirigente. Per questo è decisivo l’impegno di tutte le compagne e i compagni della Rete, che possono essere, assieme ad altri, la forza che spinge per qualificare l’area come una sinistra sindacale di massa e organizzata dentro la Cgil.
Per mantenere comunque legami di solidarietà politica tra le compagne e compagni che hanno condotto in questi anni l’esperienza della Rete, verranno definite sedi e strumenti, a partire dal mantenimento in piena attività del sito internet.
Su queste basi e con queste valutazioni la scelta di sciogliersi come area programmatica Rete28Aprile e di partecipare alla costituente dell’area “La Cgil che vogliamo”, viene assunta dalla riunione del 18 giugno e portata alla consultazione di tutto il gruppo di continuità.

Rete28Aprile