La nuova concezione strategica della NATO

“Avante” è il settimanale del Partito Comunista Portoghese

traduzione a cura della redazione di http://www.lernesto.it

L’Alleanza Atlantica ha modificato la propria concezione strategica. L’obiettivo è dare copertura all’estensione delle aggressioni oltre le frontiere dei paesi membri del blocco.

I cambiamenti introdotti nella carta della NATO, approvata nel 1999, sono stati preparati da molto tempo. In pratica il blocco politico-militare creato nel 1949 per minacciare il campo socialista dell’Europa dell’Est opera già fuori dai territori dei suoi aderenti. I casi dell’Afghanistan e dell’Iraq, e di altri conflitti di minore intensità – in Africa, per esempio – lo confermano.
La novità non sta solo nell’estensione geostrategica della concezione che sta alla base della creazione della NATO, ma anche nel tipo di “confronti” e “minacce” in cui l’asse militare imperialista euro-nordamericano pretende di operare in assenza di un mandato internazionale, vale a dire, senza la necessità dell’autorizzazione delle Nazioni Unite.

Fenomeni come il cosiddetto “terrorismo internazionale” e la pirateria, i conflitti per l’accesso alle risorse naturali, la guerra cibernetica o le conseguenze del riscaldamento globale si trovano ad essere coperti dalla nuova concezione strategica, ha affermato il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, nel corso del forum mondiale sulla sicurezza, realizzato nella prima settimana di febbraio, a Monaco, in Germania.
Nella 46° Conferenza sulla Sicurezza, Rasmussen ha descritto i tre orientamenti fondamentali di questa nuova strategia: l’azione su scala globale fuori dalle frontiere dei paesi membri; la promozione della “buona cooperazione” come garanzia del successo della missione di “preservazione della sicurezza”; la trasformazione della NATO in un forum di consultazione sulle questioni della sicurezza su scala mondiale.
“Trasformare la NATO in un’istituzione che guarda al mondo non è una questione di scelte, ma una necessità. La mondializzazione è un fatto irreversibile”, ha dichiarato il responsabile della NATO recentemente eletto, non lasciando margine a dubbi sugli obiettivi della nuova concezione strategica.

Lisbona accoglie il vertice

E’ certo anche il calendario per l’approvazione della rinnovata carta. Il vertice dell’Alleanza Atlantica, in agenda per novembre, a Lisbona, sarà la sede della sottoscrizione formale del documento, che dà sostanza alla scalata aggressiva. Ciò è stato confermato dal ministro Augusto Santos Silva.
Il titolare della Difesa del Portogallo ha spiegato che il lavoro esplorativo è stato affidato a una dozzina di “specialisti”. La commissione, guidata dall’ex segretaria di Stato nordamericana, Madeleine Albright – membro del tenebroso club di Bilderberg, del Council on Foreign Relations e della Commissione Trilaterale, e una delle principali responsabili dello smembramento della Jugoslavia e del ritorno della guerra in Europa, e di altri suoi “servizi” al capitale, come il contributo all’acutizzarsi della crisi israelo-palestinese – è integrata anche dall’ex presidente della Shell, Jeroen van der Veer, dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito, Giancarlo Aragona, dall’ambasciatrice canadese in Austria, Marie Gervais-Vidricaire, e dall’ex segretario di Stato del Dipartimento dei Trasporti britannico, Hon Geoff Hoon, dall’ambasciatore turco Ümit Pamir, dall’ambasciatore spagnolo Fernando Perpiñá-Robert Peyra, dall’ambasciatore tedesco Hans-Friedrich von Ploetz, dal presidente della Biblioteca Nazionale di Francia, Bruno Racine, dall’ambasciatore lettone e direttore del forum finanziario Lettonia-USA, Aivis Ronis, dal polacco Daniel Rotfeld, dell’Istituto degli Affari Internazionali della Polonia, e dall’ambasciatore greco Yannis-Alexis Zepos.
Nel mese di marzo il gruppo di specialisti si riunirà con i responsabili degli Affari Esteri e della Difesa del governo portoghese, ha detto Santos Silva. In giugno, mese della prossima riunione informale della NATO, si procederà al primo confronto collettivo sui risultati dell’incontro che si è realizzato a Istanbul, prima della conferenza di Monaco, ha aggiunto il ministro a margine della riunione con gli omologhi della NATO.

Il denaro non è un problema

Nella maggiore città turca è emerso anche con evidenza che, persino in un contesto di crisi del sistema e dell’aggravamento dello sfruttamento dei lavoratori e dei popoli, il denaro non rappresenterà un ostacolo all’applicazione della nuova concezione strategica.
Uno dei punti fondamentali all’attenzione dell’incontro è stato il finanziamento delle operazioni della NATO “più care che mai ”, ha ammesso Anders Fogh Rasmussen. Tutti i partecipanti si sono impegnati a contribuire per coprire il deficit dell’organizzazione, calcolato in circa 450 milioni di euro, e hanno sottoscritto la riforma dei conti dell’istituzione, con particolare riguardo al pagamento delle missioni in Afghanistan e del sistema dei missili che verranno installati in Europa.

L’UE come forza bellicista

Punto nodale nella strategia imperialista è, ancora, la trasformazione dell’UE in un blocco politico-militare dotato di un proprio esercito. A Monaco, il capo della diplomazia tedesca non ha lasciato dubbi e ha affermato che “la creazione di un esercito europeo sotto controllo parlamentare” è un “obiettivo a lungo termine”.
“L’Unione Europea deve assumere il proprio ruolo politico in qualità di attore mondiale e reagire in forma flessibile e rapida alle crisi internazionali”, ha sottolineato Guido Westerwelle.
Il Trattato di Lisbona prevede una politica di sicurezza e di difesa comune e il governo federale tedesco vuole proseguire su questa strada, ha aggiunto Westerwelle, alludendo al fatto che il documento permette l’esistenza di strutture permanenti di cooperazione militare tra vari paesi-membri dell’UE, senza che sia necessaria l’approvazione delle stesse da parte di tutti i 27.

Il Cremlino vara una nuova dottrina

In risposta alla modifica della concezione strategica della NATO, la Russia ha approvato una nuova dottrina che colloca in prima linea i pericoli militari esterni risultanti dall’allargamento della NATO fino alle frontiere russe e dall’espansione delle funzioni dell’Alleanza Atlantica, le quali, si pensa, violano le norme del diritto internazionale.
A Monaco, il presidente della commissione degli affari esteri del parlamento russo, Konstantin Kosatschew, si è fatto interprete di ciò facendo notare che sempre, nel caso la Nato operi oltre le sue frontiere, la questione cesserà di essere “di competenza interna all’alleanza”.
In concreto, la Russia afferma che risponderà militarmente a qualsiasi atto di aggressione contro uno dei membri dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, che comprende la Bielorussia, l’Armenia, il Kazakhstan, il Kirghizistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan, e considera legittimo l’uso delle forze armate fuori dalle sue frontiere per difendere gli interessi della Russia e dei cittadini russi, sebbene, si sottolinea, nel rispetto delle norme di quel diritto internazionale che la NATO invece pretende di affossare.

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fonte: http://www.avante.pt/noticia.asp?id=32560&area=11