La morte di Milosevic

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La notizia della morte di Milosevic ha scosso tutto il mondo.
Avendo negato all’ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic il diritto
di curarsi in Russia, i rappresentanti del tribunale dell’Aja gli hanno
di fatto “negato il diritto alla vita”, ritiene la prima vicepresidente
della Duma (la Camera dei Deputati) Ljubov’ Sliska, del Partito Russia
Unita. La morte di Milosevic resterà sulla coscienza di coloro che gli
hanno rifiutato le cure, ha sottolineato Ljubov’ Sliska.

La Sliska ritiene che la morte dell’ex presidente jugoslavo
abbia minato seriamente l’autorevolezza di questa suprema istanza
giudiziaria. “Coloro che hanno rifiutato le cure a Milosevic debbono
dare le dimissioni”, – ritiene la parlamentare russa. La Sliska ha anche
stigmatizzato che in questo caso in particolare non è tanto questione di
criminale negligenza, quanto di atteggiamento disumano nei confronti di
un imputato.

Una chiave di lettura simile è stata espressa dal capo del
gruppo parlamentare “Rodina” (“Patria”) Sergej Baburin. Egli ha definito
la morte di Milosevic un crimine ed un delitto contro i diritti
dell’uomo. Secondo il suo parere, i giudici del tribunale dell’Aja non
erano interessati a portare l’indagine giudiziaria nei confronti di
Milosevic fino al suo termine logico. Probabilmente, ha supposto
Baburin, anche il rifiuto del tribunale dell’Aja di recarsi a Mosca per
curarsi era legato a questo.

Secondo il leader del Partito Liberal-Democratico Vladimir
Žirinovskij, bisogna procedere contro i giudici del tribunale dell’Aja,
che hanno negato all’ex presidente jugoslavo le cure necessarie. Ha
intenzione di presentare una risoluzione conforme alla prossima riunione
plenaria della Duma, che si terrà il 15 marzo.

Ha anche sottolineato che i deputati esigeranno la liquidazione
del tribunale dell’Aja come tale, che non ha alcuno status giuridico “ed
è una farsa”. Secondo Žirinovskij i rappresentanti del tribunale
dell’Aja debbono rispondere del fatto che abbiano preso per sfinimento e
fino alla morte il proprio imputato.

Una valutazione più posata è stata quella del capo della
commissione parlamentare per gli affari esteri Konstantin Kosacëv.
Secondo la sua opinione, i frangenti della morte dell’ex presidente
jugoslavo Slobodan Milosevic nella prigione dell’Aja debbono essere
oggetto di una serissima indagine.

Milosevic, ha constatato il parlamentare, ha commesso molti
errori, e forse anche crimini, ma in ultima analisi “è rimasto ostaggio
di quegli errori e forse crimini che hanno commesso i Paesi occidentali
nel contesto della crisi jugoslava, che sono ancora di là da valutare”.

Nota. Il tribunale internazionale dell’Aja non prevede la pena di morte,
se quindi Milosevic fosse stato riconosciuto colpevole rischiava
l’ergastolo.

Le altre morti nel carcere dell’Aja

Giova ricordare che domenica scorsa in cella all’Aja nel carcere
Ševeningen si è suicidato l’ex presidente dell’autoproclamata repubblica Srpska Krajna in Croazia, il cinquantenne Milan Babic, che si era volontariamente consegnato al tribunale nel 2003. E’ stato riconosciuto colpevole di crimini di guerra contro la popolazione non serba e di crimini contro l’umanità, e condannato a 13 anni di galera.

Il suicidio di Milan Babic non è il primo caso in cui nel carcere dell’Aja gli imputati di crimini di guerra si sono suicidati. Sette anni fa si era suicidato Slavko Dokmanovic, ex sindaco di Vukovar.

Mark Bernardini