La modifica dell’art. 52 del C.P.: ossia la licenza di uccidere

In finale di legislatura, la maggioranza di centrodestra cerca di approvare le sue ultime leggi protraendo i lavori parlamentari oltre i tempi concordati per finalità meramente mediatiche legate alla ricerca disperata di consenso elettorale.Tra i provvedimenti di tipo “elettorale” adottato da questa maggioranza, rientra sicuramente quello recantemente approvato dal Parlamento in tema di legittima difesa. Ad evitare l’ennesima infelice modificaziione del sistema penale non è bastato il motivato dissenso di alcuni autorevoli professori di diritto penale e da esponenri di spicco della magistratura e dell’avvocatura.. L’art.52 del codice penale prevedeva che non era punibile chi commetteva un qualsiasi fatto costituente reato quando era costretto “dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui dal pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. Unico limite all’applicazione dell’esimente rimaneva la sproporzione evidente fra i beni contrapposti. Ad esempio non avrebbe potuto restare impunito chi avesse ferito il ragazziono sorpreso a rubare dei frutti in giardino, o chi avesse ucciso chi gli stava sottraendo in casa qualche gioiello cercando di non fare rumore.
Il Parlamento,ora, ha approvato l’inserimento nell’art.52 del c.p. dei
seguenti commi aggiuntivi: “Nei casi previsti dall’art.614 c.p. (violazione di domicilio), sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o di altro mezzo idoneo al fine di difendere:a) la propria incolumità; b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggessione.La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale,professionale o
imprenditoriale”. Con la normativa approvata si introduce nel nostro ordinamento penale una sorta di “presunzione di proporzione”.;qualunque sia il pericolo cagionato dall’aggressore,l’aggredito e’ ,dunque,legittimato a reagire con una difesa che viene per legge dichiarata proporzionata all’offesa. Tale modifica sottree, quindi, al giudice ordinari la possibilità di valutare discrezionalmente la proporzionalità tra offesa e difesa. Sotto il profilo politico,in nome di una tutela giuridica prioritaria dei beni materiali e della propieta’ privata ritenuta piu’ importante della vita di una persona,si introduce nel nostro ordinamento una sorta di licenza di uccidere in palese contrasto con la civiltà giuridica e la migliore elaboraziione dottrinale in materia penalistica. L’effetto di tale controriforma, sara’quello di indurre implicitamente i cittadini a dotarsi di armi”legittimamente possedute” per farsi giustizia da se’, come il modello americano di societa’ a cui ci si ispira, ormai autorizza.