La marcia Perugia-Assisi. Chi l’ha vista?

Bella era bella, a volte splendida, ma sempre ogni volta giovane rispetto a tante altre, proprio giovane e forte. Sì fortissima e suadente, capace di parlare a tutti, a tutti. Come non innamorarsi di lei?! Poi l’hanno sequestrata. Chi l’ha vista? Parliamo della marcia Perugia-Assisi che quest’anno, pare, non ci sarà proprio.
Per anni ci siamo consumati le scarpe scoprendo davanti a noi frati, preti e monache che manifestavano contro l’invasione americana del Vietnam, poi trafelati abbiamo partecipato alle giornate contro apartheid e colonialismo che restavano – e restano, con nomi e forme cosmeticamente camuffate – in Africa. Abbiamo sudato appresso ai mille rivoli della sinistra che si contendevano quella o quell’altra bandiera.
Qualcuno ha perfino copiato il proprio nome sui mattoni della pista della marcia della pace. Che non è solo un pezzo della storia del movimento in Italia e nel mondo. E’ una delle sue immagini, un codice che parla agli altri mondi. Se lo scatenamento della guerra in Iraq non è stato interpretato come guerra di religione è grazie anche al fatto che nei paesi islamici hanno sempre visto frammenti di migliaia di piedi «in marcia e contro» per le strade e i sentieri francescani.
Ventitre chilometri di pace, dagli anni Cinquanta fino all’Afghanistan e all’Iraq (esattamente dal 1961 al 2005), passando per i bombardamenti «umanitari» sulla ex Jugoslavia. Da Aldo Capitini che ebbe l’idea di convocarla, fino alle prime bandiere palestinesi, ai refusenik israeliani e alle ultime bandiere arcobaleno. E sempre contro la guerra, contro ogni guerra. Era così chiaro che nella stagione berlusconiana i vescovi tentarono di mettere sotto stretta sorveglianza i francescani che avevano osato schierarsi in cammino con i pacifisti. Ci fu perfino un tentativo di camuffamento bipartisan. Come a dire: facevano la guerra e ci marciavano.
Adesso, in epoca centrosinistrese, viene fuori che la marcia Perugia-Assisi prevista per domani, semplicemente non c’è più. Sostituita da un «meeting internazionale» in corso da ieri, che certo sappiamo bello e con interlocutori molto importanti. Ma non è la stessa cosa. Per favore. Chi l’ha vista? Chiamateci. Ridateci la marcia Perugia-Assisi.