“La Maddalena è un caso nazionale”

Ho scritto a Prodi, non mi ha ancora risposto. Certo l´argomento è spinoso, ma si possono discutere tempi e modi
Facciamo parte di un Parco che presto sarà patrimonio della umanità, ma abbiamo i sommergibili nucleari

«Non sono pacifista, neppure antimilitarista e tanto meno antiamericano. Non ho alcun pregiudizio ideologico nei confronti degli Stati Uniti. Credo soltanto che la presenza dei sommergibili americani a La Maddalena oltre ad aver fatto il suo tempo, rappresenti un pericolo per la popolazione e una palla al piede per lo sviluppo dell´isola, della Gallura e dell´intera Sardegna». Angelo Comiti, 51 anni, sindaco di La Maddalena dal maggio scorso con una lista civica che ha sbaragliato centrosinistra e centrodestra, mette le mani avanti. La sua battaglia contro la base della marina statunitense, che si avvia a un «rafforzamento di lungo periodo» con l´acquisizione dell´ex Arsenale, la costruzione di altri 50 mila metri cubi e di alloggi per altri 350 militari americani, è solo ed esclusivamente in difesa degli interessi dei suoi concittadini. I suoi 25 anni di militanza nel Pci, oltre a una generica collocazione a sinistra, gli hanno lasciato al massimo una discreta dose di pragmatismo che ora utilizza per cercare di trovare dopo 33 anni una soluzione al «caso La Maddalena».
«Quest´isola – dice – è stata sempre giocata sui tavoli elettorali, ma passate le elezioni noi siamo rimasti sempre soli con i nostri problemi. Faccio il sindaco e mi occupo solo degli interessi dei miei cittadini. È giunto il tempo che la La Maddalena diventi un caso nazionale».
Dovrebbe essere soddisfatto, proprio in questi giorni sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari che riportano all´attenzione il «caso La Maddalena».
«Certo, sono soddisfatto quando si prende posizione su questo problema. Ma in questi 33 anni gli armadi si sono riempiti di interrogazioni parlamentari e non è cambiato nulla. Il toro va preso per le corna, il problema va affrontato seriamente un volta per tutte. Noi viviamo una condizione a dir poco peculiare: da una parte La Maddalena fa parte di un parco nazionale, che l´Unesco si appresta a dichiarare patrimonio dell´umanità, dall´altra dentro questo parco abbiamo i sommergibili nucleari. Curioso, no?».
Ma in Sardegna qualcosa si è mosso negli ultimi mesi.
«Sì, il presidente della Regione Renato Soru ha ridato dignità ai nostri problemi, ma la partita si risolve al governo centrale. Gli Stati Uniti sono a La Maddalena in base a un accordo segreto mai ratificato dal Parlamento».
Cosa si aspetta dal governo in carica?
«Non mi aspetto molto. Tutto quello che accade è ordito dal governo di centrodestra di Roma e da quelli che negli anni scorsi, in quello schieramento, hanno governato sia la Regione che il Comune. Ma a Roma ci sono stati anche governi di centrosinistra che non hanno mai fatto molto. Ma, comunque, c´è tempo per ricredersi».
Lei ha scritto una lettera a Prodi chiedendo che il “caso La Maddalena” venga inserito nel programma del centrosinistra. Che risposta ha ricevuto?
«Nessuna risposta, a parte qualche ingiuria da parte di chi, qui a La Maddalena, si è piccato perchè mi sono permesso di scrivere a Prodi. Niente di particolare, sono tutti amici».
Perchè Prodi non ha risposto?
«Perchè probabilmente capisce che è un argomento molto spinoso. Mi rendo conto che ci sono problemi di carattere generale. Io non credo che gli americani possano andar via domani mattina, però penso che si possa programmare l´espulsione in tempi concordati, che si possano stabilire le procedure del loro allontanamento. Noi chiediamo che se ne vadano, e siamo pronti a discutere i tempi e i modi. Qualcuno deve risponderci. Mi rendo conto che noi siamo ai confini dell´impero, ma qualcosa dovranno dircela. Le elezioni sono vicine, sono di sinistra e mi aspetto che si metta qualcosa nero su bianco».