La lotta dei lavoratori greci è anche la nostra lotta

fonte: http://www.cpusa.org

Traduzione a cura di l’Ernesto online

Le scene drammatiche nelle strade di Atene e delle altre città greche hanno suscitato l’ira della destra e del capitale monopolistico internazionale. Nella stampa controllata dalle corporazioni negli Stati Uniti e altrove, il popolo greco viene quotidianamente calunniato. Ci è stato detto che la crisi in Grecia è dovuta alla pigrizia e alle pretese dei lavoratori, che hanno ottenuto troppo per troppo tempo. Ci si dice che i lavoratori greci devono rassegnarsi a stringere la cinghia e prepararsi a lavorare più ore al giorno per più anni, a vedere tagliati drasticamente i propri salari, pensioni, e servizi sociali. Il FMI, le strutture governative dell’Unione Europea, e le figure politiche dei paesi più ricchi come il cancelliere della Germania Angela Merkel, il cui atteggiamento negativo nei confronti della Grecia ha fortemente contribuito all’attuale crisi, hanno ottenuto un successo spingendo il governo centrista del PASOK ad assecondare queste richieste anti-operaie.

Noi non siamo d’accordo. La crisi in Grecia non è stata provocata dai lavoratori, ma dal capitale monopolistico internazionale e dalla classe dominante greca. Costoro ora cercano di scaricare la colpa per i risultati esplosivi della propria avidità e irresponsabilità sulle spalle della gente comune che non ha alcun ruolo nella creazione della crisi. Così, pur considerando la morte accidentale di tre lavoratori bancari in una delle dimostrazioni un evento tragico che ci addolora, pensiamo che i lavoratori greci stiano facendo la cosa giusta nel condurre le lotte più incisive possibili.

Essi stanno lottando per noi. Se i capitalisti greci riuscissero a costringere i lavoratori ad accettare sia la responsabilità della crisi che il fardello della “resa incondizionata”, nessun lavoratore in tutta l’Europa potrebbe considerarsi fuori pericolo. In primo luogo, si cercherà di imporre le stesse condizioni a tutti gli altri paesi più poveri dell’Unione Europea che stanno fronteggiando problemi simili: Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda. Ma non ci si fermerà qui. L’offensiva del capitale è in corso anche nel nostro paese e la lotta dei nostri lavoratori contro i licenziamenti, la chiusura delle aziende, i tagli nei servizi sociali e nei programmi governativi e la riduzione dei diritti democratici è esattamente la stessa dei lavoratori greci. Noi dobbiamo assicurare loro tutto il sostegno possibile.

Ci preme in particolare salutare il Partito Comunista di Grecia (KKE), il suo sindacato PAME e le forze di sinistra e popolari alleate per il loro ruolo eroico nella resistenza all’offensiva reazionaria capitalista. Essi stanno combattendo la stessa nostra lotta, e meritano il nostro sostegno e la nostra gratitudine.