La guerra contro Cuba

Da l trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1959, circa 3.500 persone sono state assassinate in attacchi terroristici, esecuzioni e combattimenti patrocinati da una controrivoluzione sempre legata alle amministrazioni statunitensi. Ma la guerra si sviluppa anche nei campi commerciale, scientifico e culturale. Più di 93.000 milioni di dollari in perdite per il blocco economico, oltre agli impedimenti all’entrata di medicinali e attrezzature tecnologiche nell’isola.
 
Durante mezzo secolo, gli Stati Uniti hanno realizzato una guerra sporca contro Cuba che oltre al campo politico, militare ed economico, ha compreso l’educazione, la scienza e la cultura.

Dal 1959, il governo rivoluzionario ha preso misure di beneficio popolare, come la creazione di 10.000 nuove aule in zone rurali e 200 scuole, la costruzione di città scolari e la formazione di maestri volontari.
 
Il nuovo processo sociale ha anche ribassato di circa il 35% il prezzo dei libri, ha approvato la Riforma Integrale dell’Insegnamento e ha trasformato 66 caserme in scuole.
 
Inoltre ha dato inizio alla Campagna di Alfabetizzazione, alla realizzazione della Riforma Universitaria e alla creazione dell’Università di Oriente. Analogamente ha appoggiato lo sviluppo del balletto classico, il trasferimento del teatro e del cinema alle popolazioni rurali; ha inaugurato La Casa de las Américas e ha creato le condizioni per lo sviluppo della ricerca scientifica. Il fatto di portare l’insegnamento in forma gratuita dappertutto, di mettere la scienza in funzione degli interessi della società e di fomentare una cultura nazionale a portata di tutti fu mal visto dal governo statunitense e dalla borghesia creola appena spodestata. Si stava sviluppando una manifestazione di giustizia sociale che costituiva un precedente per le nazioni latino-americane e colpiva gli interessi egemonici di Washington.
 
Durante i primi mesi, stimolati dalla propaganda statunitense e da una politica di trattamento preferenziale, più della metà dei 6.000 medici su cui contava Cuba abbandonò il paese. In quel periodo emigrarono anche migliaia di ingegneri e di tecnici di differenti rami dell’industria. Il 17 marzo 1960, il presidente Dwight D. Eisenhower approvò un programma di azioni segrete che preparava le condizioni per scatenare un’invasione. Il 28 febbraio 1961, un ordigno esplosivo posizionato in un servizio sanitario della Scuola di Segretariato Commerciale Nobel Academy, di La Víbora, dall’organizzazione terroristica Legión Democrática Constitucional, esplose attorno alle quattro del pomeriggio, quando un gruppo di alunne si trovava al doposcuola. Una maestra e sette giovani risultarono ferite. Il bagno e due aule furono completamente distrutte.
 
Alcuni giorni dopo, nell’Accademia Newton, anch’essa del Segretariato Commerciale, ubicata in calle San Indalecio 417, nel quartiere di Santo Suárez, municipio 10 di Octubre, accadde un altro atto terroristico. All’alba del 15 di aprile, aerei B-26, provenienti dal Guatemala, con false insegne della Forza Aerea Rivoluzionaria, attaccarono di sorpresa l’aeroporto internazionale Antonio Maceo, di Santiago di Cuba, e gli aeroporti di San Antonio de los Baños e Ciudad Escolar Libertad, a La Habana. In quell’ultimo posto ci furono 7 morti e 53 feriti. I minori Miguel J Garay, Olivia González Chiaro, Miriam, Jorge e Roberto González furono feriti gravemente.
 
Attorno alle sei della mattina, in calle 80, di Marianao, la casa della famiglia González López, al numero 2306, fu distrutta da una bomba di 200 libbre lanciata dall’aviazione mercenaria. Georgina Garrido e i suoi due figli riportarono lesioni.L’invasione della Brigata Mercenaria di Assalto 2506 cominciò a scatenarsi attorno alle 12 della notte del 17 aprile, sulla costa meridionale della Palude di Zapata, municipio Aguada de Pasajeros, a Las Villas. Il capo della postazione delle Milizie di Playa Girón, accompagnato da un alfabetizzatore, scambiò i primi spari coi mercenari. Alcune ore dopo, il fuoco degli attaccanti causò la morte di varie persone, tra esse Dulce María Martín, di 14 anni, e Berto Córdoba Morales, di sei. Una maestra volontaria e cinque brigatisti alfabetizzatori furono fatti prigionieri dai mercenari, ma si mantennero fermi nelle loro convinzioni. La forza d’invasione era composta da circa 1.500 controrivoluzionari di origine cubana. Era stata concepita, organizzata, addestrata, equipaggiata e finanziata dal governo statunitense e dall’Agenzia Centrale di Intelligence (CIA). Fu accompagnata fino alle coste di Cuba da imbarcazioni delle forze navali degli Stati Uniti, e anche così risultò sconfitta in 66 ore.
 
Il 28 maggio, nel cinema Riesgo, a Pinar del Río, mentre si svolgeva il matiné infantile, un gruppo di controrivoluzionari scatenò un incendio: utilizzò “fosforo vivo”. Come conseguenza di questo sabotaggio, 26 bambini e 14 adulti riportarono ferite. I danni si calcolarono in circa 379.222 dollari. Tra 1960 e 1961, si riportarono 48 feriti in sabotaggi a sale cinematografiche della capitale, come Patria, Lido, Manzanares , 23 e 12, La Rampa, Rex, Cándido, Radiocentro, Mónaco, Payret e Negrete, e al Teatro América. Il 3 febbraio 1962, il presidente John . Kennedy firmò l’Ordine Esecutivo Presidenziale 3447, che stabilì il blocco totale sul commercio con Cuba. Il testo diede potestà al segretario del Tesoro di proibire l’importazione di qualunque prodotto cubano, e indicò al segretario di Commercio di proibire le esportazioni statunitensi verso l’isola. Il giorno dopo, nella Piazza della Rivoluzione, durante un’enorme concentrazione popolare, centinaia di migliaia di cubani approvarono la Seconda Dichiarazione di La Habana. Nel periodo 1960- 1965, tra i 196 civili che furono assassinati da bande di sovversivi fomentate, armate e finanziate dalla CIA, si trovano maestri volontari, brigatisti alfabetizzatori e 15 bambini. Il 25 agosto 1967, attorno all’una della mattina, la scuola primaria Vicente Díaz, ubicata nell’Asociación Campesina Blanquizal, a Las Pelonas, fattoria Adriana Nieves, a Guáimaro, Camagüey, fu distrutta da un incendio intenzionalmente provocato dai terroristi.
 
Fino a quella data, la controrivoluzione aveva commesso 152 atti terroristici contro scuole e 13 contro altri obiettivi legati all’educazione. Il 6 ottobre di 1976, fu abbattuto in pieno volo un aereo civile DC-8, della compagnia aerea Cubana de Aviación, partito dall’aeroporto Seawell, di Barbados.
 
Aveva a bordo 73 persone, compresa la squadra di scherma, di essi, 14 erano studenti universitari e due erano lavoratori. In quell’attentato terroristico con bombe perirono tutti i passeggeri tra cui anche una bambina di nove anni, i sei studenti di medicina guyanesi e cinque funzionari della cultura della Repubblica Democratica della Corea. Come conseguenza di questo fatto terroristico, ci vollero 15 anni perché Cuba tornasse a recuperare il livello competitivo raggiunto nella scherma.
 
A metà del 1981, fu introdotto a Cuba il virus del dengue emorragico tipo II, una malattia caratterizzata da sintomi acuti che infiammano il fegato e provocano la morte. L’attacco scatenò un’epidemia che colpì 344.203 cittadini e tolse la vita a 158 persone, di esse 101 bambini, 32 donne, 18 uomini in età lavorativa e sette anziani di 60 anni. 70 dei 101 bambini morti erano in età scolare.
 
Le spese totali del governo rivoluzionario per affrontare l’epidemia ammontarono a 103,2 milioni di dollari.Una rigorosa ricerca realizzata da scienziati cubani rivelò che l’epidemia era stata ottenuta in laboratorio e introdotta previamente nell’isola: “il ceppo del virus che colpì Cuba nel 1981 non circolava nel mondo nel momento in cui si produsse l’epidemia”.
 
Nel 1984, il terrorista di origine cubana Eduardo Arocena Pérez, capoccia del gruppo controrivoluzionario Omega 7, dichiarò davanti a un tribunale federale della città di New York, che lo giudicava per fatti terroristici commessi in territorio statunitense, che la missione del suo gruppo era ottenere certi germi per introdurli a Cuba. Questa dichiarazione fu respinta dalle autorità giudiziali degli Stati Uniti. Il 25 marzo 1984, durante l’attacco terroristico dell’Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola (UNITA) nella località angolana di Sumbe, morirono più di 100 persone tra civili e reclute di una scuola militare, quattro costruttori e tre maestri internazionalisti cubani: Héctor Alfredo Pineda Zaldívar, di 29 anni; Alfredo Guillot Pozo, di 27, e Lázaro A Molina López, di 28. Anche in quell’azione si riportarono sette maestri e 14 costruttori cubani feriti. Il 19 aprile 1984, un gruppo terroristico fece esplodere un’autobomba con una carica di grande potenza di fronte a un edificio di appartamenti, ubicato a Huambo, Angola, dove alloggiavano collaboratori civili cubani dei settori della costruzione, dell’educazione e della salute; 14 costruttori cubani e 10 angolani morirono, compresi donne e bambini, e ci furono più di 100 feriti di entrambe le nazionalità. Tra i 25 cubani feriti, ci furono vari costruttori e alcune maestre con lesioni di differente gravità.
 
Nonostante quelle azioni terroristiche, la Rivoluzione Cubana continuò a offrire il suo aiuto internazionalista ad altre nazioni sottosviluppate. Dopo la sparizione del campo socialista europeo nel 1989 e la disgregazione dell’Unione Sovietica nell’agosto del 1991, a Cuba cominciò il Periodo Speciale in Tempo di Pace. L’economia cubana fu colpita, poiché l’85% dello scambio commerciale era con l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Il prodotto interno lordo cadde del 35%. Nella pratica, costituì un secondo blocco. In queste difficili circostanze, i governi statunitensi misero in pratica altri meccanismi per acutizzare la critica situazione economica nella quale si dibatteva la Rivoluzione Cubana.
 
L’Emendamento Torricelli (settembre 1992), la Legge Helms-Burton (marzo 1996), il Programma per la Transizione a Cuba (1997), l’Emendamento Graham (1998) e il Piano Bush (maggio 2004) portarono altre privazioni materiali e obbligarono il paese a ricorrere a nuovi sforzi. Il sistema educativo, scientifico e culturale cubano vide enormemente colpita la sua assicurazione tecnico-materiale in capitoli vitali, ma nessuna scuola fu chiusa, nessun maestro rimase disoccupato e nessuno studente vide interrotti i suoi studi. Nessun programma educativo, scientifico o culturale della Rivoluzione fu definitivamente interrotto. Durante il decennio del 1990, le scuole di borsisti e i centri speciali per bambini con limitazioni fisiche o mentali continuarono a ricevere i mezzi materiali. Neanche il sistema di recupero degli adulti si fermò. Nonostante questa guerra sporca, nel 2000 Cuba aveva elevato il numero di medici di 22 volte e disponeva di 66.505 laureati nelle sue facoltà di medicina. Contava su un medico per ogni 168 abitanti, il migliore indice del mondo. La rivoluzione educativa formò anche gli ingegneri, i tecnici e gli operai qualificati di cui il paese aveva bisogno.
 
La guerra sporca scatenata contro Cuba era costata la vita a 3.478 cubani e causato 2.099 handicappati; ha lasciato un’incalcolabile sequela di sofferenza e dolore in centinaia di vedove e migliaia di orfani, e ha provocato enormi perdite economiche e danni materiali. I sistemi educativo, scientifico e culturale agli inizi del primo decennio del XXI secolo hanno continuato a svilupparsi con le stesse limitazioni. La guerra economica del governo statunitense contro Cuba ha ostacolato l’accesso dei ricercatori cubani a centri di prestigio del primo mondo i cui governi in molte occasioni non hanno concesso borse di studio a professionisti residenti nell’isola per paura delle rappresaglie. È stata una costante anche la limitazione dell’accesso a fonti di finanziamento internazionale, a progetti di ricerca, sviluppo e formazione postlaurea, legati a tecnologie di punta. Le imprese statunitensi e le loro filiali producono attrezzature di alta tecnologia alle quali Cuba non ha accesso. L’acquisto di queste attrezzature, di reagenti e di componenti elettronici, rincara il loro prezzo, perché i funzionari cubani si vedono obbligati a comprarli attraverso terzi, e dopo la contrattazione, il ritardo nel trasferimento per via marittima si può prolungare per mesi. Il 5 giugno 2006, Giornata Mondiale dell’Ambiente, ha avuto luogo nel Palazzo delle Nazioni, della città di Algeri, la consegna dei premi ai vincitori del XV Concorso Internazionale Infantile sull’Ambiente, promosso dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (PNUMA). Oltre al presidente algerino, Abdelazid Bouteflika, e ai rappresentanti del PNUMA, hanno assistito all’evento anche rappresentanti della Bayer, della Fondazione per la Pace Globale del Giappone, copatrocinante del concorso, e della casa produttrice giapponese Nikon,compreso il presidente della compagnia. Ai ragazzi vincitori sono state consegnate le rispettive targhe di riconoscimento, una maglietta, materiali da disegno e una macchina fotografica digitale Nikon. A tutti, meno che a Raysel Sosa Rojas, un bambino cubano malato di emofilia, vincitore regionale per la zona dell’America Latina e i Caraibi, e che, sorpreso, osservava che era l’unico a cui non era stata consegnata la macchina fotografica. Quando Jorge González, altrettanto sorpreso, cominciò a indagare sul perché non c’era la macchina fotografica per Raysel, ha dovuto sentire dal rappresentante in Algeria della Nikon, Ideo Fujica, che, a causa del blocco degli Stati Uniti contro Cuba, non potevano consegnare la macchina fotografica al bambino, poiché questa aveva componenti statunitensi.
 
Raysel Sosa partì da Algeri per Cuba senza la sua macchina fotografica, ma si portò in patria la solidarietà degli altri bambini, dei loro accompagnatori e dei familiari, compresa la madre del bambino statunitense vincitore per la sua regione, tutti costernati per quanto accaduto. Sempre a causa del blocco, si ostacolano i visti affinché professori e scienziati di università statunitensi non viaggino a Cuba per partecipare a eventi organizzati nelle università cubane, in quanto facenti parte delle delegazioni come invitati o portando con sé nuove tecnologie e informazioni. Il governo statunitense ha continuato a prendere misure restrittive. In alcune occasioni stabilendo autorizzazioni specifiche per viaggiare a Cuba, in altre, regolando il conferimento di permessi o l’approvazione perché i cittadini statunitensi visitino l’isola. Se si violano queste regole, qualunque ente o individuo si espone a subire sanzioni in virtù della Legge Helms-Burton.
 
Il 30 giugno 2007, i funzionari del Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti che prestavano servizio alla frontiera Maine- Québec, avevano istruzioni di non lasciare passare niente con destinazione Cuba, con il premuroso pretesto che avrebbe potuto essere minacciata la sicurezza nazionale degli statunitensi. L’11 luglio, l’Ufficio di Controllo dei Fondi Stranieri (OFAC), una dipendenza del Dipartimento del Tesoro, informò che la compagnia statunitense Logica CMG, Inc, era stata multata di 220.000 dollari, perché l’azienda predecessore CMG Telecommunications, Inc, aveva procurato, assemblato ed esportato calcolatrici a Cuba e aveva offerto assistenza tecnica dopo l’esportazione. Il 24 ottobre, il presidente George W Bush ratificò la sua politica di blocco e annunciò “nuove iniziative”, e a questo ha unito un appello all’uso della forza per abbattere il governo cubano. Le azioni erano in sintonia con la strategia tracciata nel Piano per la Ricolonizzazione di Cuba (Piano Bush), approvato il 6 maggio 2004 ed elaborato da una commissione presidenziale. Il Piano Bush è stato aggiornato il 10 luglio 2006 e rafforzato il 24 ottobre 2007.
 
In quel processo si aggiunse in questo programma un capitolo classificato segreto, nel quale si aggiunsero azioni che non poterono diventare pubbliche per la loro natura di violazione del diritto internazionale. Questo capitolo non è stato declassificato. In una relazione elaborata dall’Ufficio di Auditing (Revisione Contabile) del Governo, pubblicato nel novembre 2007 su richiesta del rappresentante democratico per New York, Charles Rangel, presidente del Comitato di Mezzi e Arbitrati della Camera dei Rappresentanti, si riconobbe che il blocco contro Cuba costituiva l’insieme di sanzioni economiche più esteso imposto dagli Stati Uniti nella loro storia, considerando i 20 programmi di sanzioni applicati ad altri paesi. Il 18 dicembre 2007, il senatore democratico Bill Nelson (per la Florida) presentò il disegno di legge S.2503, “per proibire l’entrata negli Stati Uniti di stranieri che abbiano contribuito in maniera diretta o significativa alla capacità di Cuba di sviluppare le sue risorse petrolifere”.
 
Detto progetto propose abrogare l’Accordo di Frontiera Marittima e altre misure, adducendo la necessità di “affrontare il potenziale pericolo che affrontano gli ecosistemi in Florida”, come risultato del programma cubano di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nella sua zona economica esclusiva. Fino alla fine di dicembre 2007, il blocco aveva causato a Cuba perdite per un valore superiore ai 93.000 milioni di dollari. Il 22 febbraio 2008, furono multati il Bank Atlantic e la RMO, Inc. Nel primo caso si sostenne che nel luglio 2004 non si era bloccata una transazione finanziaria, nella quale si supponeva che il governo cubano avesse interessi. Nel secondo caso, si addusse il supposto inizio di un trasferimento di fondi relazionati con viaggi a Cuba.
 
In aprile, la Divisione Salute della General Electric ha comprato la compagnia britannica di forniture mediche Whatman, per un importo di 713,7 milioni di dollari. Dopo l’operazione, l’impresa commerciale Merck, SA, ha informato di aver “ricevuto una comunicazione dalla GE nella quale ci proibisce tassativamente di vendere prodotti di Whatman a Cuba”. Per un altro trapasso di proprietà verso la bandiera statunitense, la società svedese Pharmacia ha congelato la vendita a ospedali cubani dell’ormone della crescita GH, impiegato in endocrinologia pediatrica per curare bambini con problemi nella crescita.
 
Cuba non ha potuto comprare tre milioni di siringhe monouso per un valore di 256.000 dollari per la vaccinazione infantile, attraverso l’Alleanza Mondiale per Vaccini e Immunizzazione. Questi sono solo esempi del blocco. A Sandra Levison, direttrice del Centro di Studi Cubani, di New York, ritornando da un viaggio a La Habana furono trattenute in aeroporto varie opere d’arte cubane. Le perdite per le azioni di rafforzamento del blocco promosse dal Dipartimento del Tesoro su collezionisti e galleristi cubani, ammontarono quell’anno a 150.000 dollari.
 
Le gallerie cubane dovettero partecipare alle esposizioni convocate dall’Europa, ma con l’inconveniente di promuovere l’arte cubana a un costo addizionale, quello delle spese di trasporto e di noli. A causa di questo ostacolo sono stati spesi quasi 100.000 euro all’anno per accedere a mercati emergenti, di fronte all’impossibilità di collocare l’arte cubana nel suo mercato potenziale. L’8 ottobre 2008, a La Habana si fecero conoscere gli enormi o stacoli esistenti perché le autorità cubane dell’educazione potessero acquistare mezzi di diagnosi, didattici e informatici fabbricati negli Stati Uniti, il che continuava a colpire il sistema educativo, principalmente le scuole vocazionali e i centri speciali di educazione per handicappati. Queste proibizioni si estendevano ai pezzi di ricambio e ad altre attrezzature prodotti da filiali con sede in paesi terzi.
 
Una relazione di Cuba presentata all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) segnalava che, nel 2007, era stato colpito il funzionamento di 16 scuole speciali per bambini sordi e ipoudenti e vari circoli infantili che richiedevano attrezzature speciali per lo sviluppo della percezione uditiva. “L’intransigenza di Washington ha impedito nell’ultimo anno che la nazione caraibica potesse contare su ambulatori per l’udito e visualizzatori di linguaggio per il lavoro correttivo individuale la cui vendita è stata proibita come se si trattasse di armi molto letali”, ha indicato il testo.
 
“Ha provocato anche che 2.230 bambini con limitazioni fisiche motorie, che ricevono cure ambulatoriali offerte dallo Stato in questi casi, non possano contare su mezzi informatici il cui acquisto negli Stati Uniti permetterebbe risparmio e un rapido trasporto”, ha aggiunto. Raciel Proenza, direttore dell’America del Nord nel Ministero di Investimenti Stranieri e Collaborazione Economica, ha dichiarato che come conseguenza del blocco, Cuba non beneficia dei flussi di investimento straniero internazionale che, secondo i calcoli di quell’organismo, prendendo come riferimento paesi dell’Associazione Latinoamericana di Investimento, potrebbero arrivare a 232 milioni di dollari annuali, solo provenienti degli Stati Uniti.
 
Ha assicurato che per quelle restrizioni, Cuba non ha beneficiato dei crediti e dell’assistenza per lo sviluppo che concedono la Banca Mondiale e la Banca Interamericana di Sviluppo. Proenza ha spiegato che, allo stesso tempo, Washington destinava forti risorse materiali e finanziarie alla sovversione e ai gruppi controrivoluzionari che agivano a Cuba. Il 25 ottobre, Jorge Luis Fernández Chamero, direttore di Collaborazione Internazionale del Ministero della Scienza, Tecnologia e Ambiente (CITMA), ha detto che era stato impossibile comprare prodotti del fabbricante Amersham Biosciences, appartenente alla compagnia General Electric, perché questa società non ha autorizzato l’operazione scoprendo che la richiesta era per Cuba. Ha aggiunto che era risultato impossibile l’acquisto delle attrezzature adeguate per la certificazione di laboratori di sicurezza biologica e la loro calibrazione, così come apparati di protezione radiologica destinati ad affrontare emergenze.
 
Il funzionario cubano ha fatto un esempio: a istituzioni cubane è stato negato l’accesso a database come la SpringerLink, il provider di informazioni scientifiche, tecniche e mediche più completo del mondo, e alla Science Citation Index, il repertorio più importante che esiste per conoscere la produzione intellettuale di qualunque nazione. Secondo le valutazioni del CITMA, a partire da aprile 2008 i danni del blocco a Cuba hanno continuato a manifestarsi. Si sono avuti problemi nell’accesso all’informazione aggiornata su software e tecnologie, servizi che non sono disponibili per gli utenti cubani che si colleghino a internet.
 
Cuba ha continuato ad affrontare ostacoli per realizzare commerci con aziende straniere, a causa delle proibizioni esistenti, agli alti costi dei bonifici bancari, e alle commissioni che si richiedono nelle banche per eludere il blocco.
 
Ci sono state difficoltà nello scambio scientifico, nell’accesso limitato a istituzioni che producono conoscenza, come università e centri di ricerca, alle loro rispettive pubblicazioni, e a tecnologie di punta. Ci sono state limitazioni per realizzare scambi accademici, poiché gli statunitensi affrontavano enormi ostacoli per ottenere licenze che li autorizzassero a viaggiare a Cuba. Difficoltà per utilizzare i servizi di linee aeree statunitensi e per fare scali di transito in territorio statunitense, il che ha rincarato il costo dei viaggi in America Latina e in altre regioni.
 
Si è vista limitata la partecipazione statunitense a eventi internazionali organizzati dall’Istituto di Antropologia dell’Accademia delle Scienze di Cuba. L’Istituto di Informazione Scientifica e Tecnologica ha fatto conoscere che a Cuba è stato rifiutato l’accesso ai database Premier Academia e a libri elettronici dell’editoriale Taylor Francis, tra altre.
 
Il Centro di Informazione e Gestione Tecnologica di Holguín ha avuto problemi nei servizi di gestione di informazione per la riduzione nell’ottenere riviste come la Network in spagnolo e il Bollettino Ufficiale. Il Centro Meteorologico Provinciale di Holguín è stato colpito da proibizioni nello scaricamento di programmi gratuiti, di pacchetti di sicurezza e dal blocco all’informazione pubblica, l’aggiornamento dell’Antivirus Internazionale e installatori di MySQ.
 
La decisione del consorzio tecnologico Microsoft, di sospendere il suo servizio di conversazione On Line Messenger per Cuba, ha sollevato una polemica internazionale. Tra coloro che chiedono di emigrare, Washington seleziona chi entra nel suo territorio come parte di una politica di furto di cervelli che comprendequella di causare il maggiore danno alla società cubana. Al principio della Rivoluzione, hanno stimolato l’uscita in massa di medici, ingegneri e tecnici, e dopo hanno limitato l’entrata di artisti e scienziati invitati a partecipare a spettacoli e conferenze. Durante il 2008, l’Ufficio di Interessi degli Stati Uniti a La Habana ha approvato 360 uscite definitive di docenti, dotati di laurea in educazione. Le conseguenze di carattere sociale si sono tradotte in danni a centri scolastici del paese, dove questi professori impartivano lezioni a oltre a 7.000 bambini e giovani che hanno dovuto essere ridistribuiti in altre scuole con i problemi che questi processi provocano negli alunni. Per la formazione pedagogica di ognuno di questi professionisti emigrati, il governo cubano ha investito più di 41.000 dollari. Il totale di risorse finanziarie perse solamente in questo settore è stato calcolato in più di 14 milioni. Il 25 ottobre si è saputo che, alcuni mesi prima, la casa editrice dell’Educational Testing Service, di Austin, Texas, cercò di pubblicare il poema La Muraglia, del poeta nazionale Nicolás Guillén, ma quando iniziarono i le pratiche legali per l’acquisizione dei diritti d’autore, si scontrarono con l’OFAC.
 
Qualcosa di simile è successo con la casa Holt McDougal, una delle imprese di pubblicazioni di materiali di uso pedagogico che doveva pubblicare la poema Epistola, anch’esso di Guillén. Per le stesse ragioni, l’impresa Pearson Prentice Hall, specializzata nella pubblicazione di libri per l’insegnamento, non ha potuto includere poemi degli autori cubani José Lezama Lima, Roberto Fernández Retamar e Nancy Morejón e un racconto di Alejo Carpentier, nelle collezione Orme della letteratura latinoamericana. Allo stesso tempo, la Casa editrice dell’Università di San Diego, in California, ha dovuto cancellare un progetto relazionato con l’opera di Lezama.
 
L’Istituto Cubano dell’Arte e Industria Cinematografici non aveva potuto accedere all’American Film Market che si tiene ogni anno a Santa Monica, in California, né alle convencion dell’Associazione Nazionale dei Dirigenti di Programmi di Televisione, due avvenimenti importanti nel commercio audiovisivo.
 
Data l’impossibilità che Cuba potesse accedere a crediti in banche statunitensi, la base materiale di studi destinata agli studenti e le risorse materiali per garantire la riparazione e il mantenimento della rete scolastica si sono dovute comprare in Cina, il che ha portato come conseguenza il pagamento addizionale di elevate tariffe di noli e magazzino.
 
L’importo totale dei prodotti acquistati durante questo stesso anno ha raggiunto un valore di 40 milioni di dollari. Nel caso degli acquisti, l’8,7% di questa cifra è stata destinata al pagamento di noli. Se queste operazioni fossero state realizzate negli Stati Uniti, si la cifra sarebbe stata solo il 3.9%. Per queste cause, il Ministero dell’Educazione ha dovuto stabilire una riserva di mezzi immagazzinati che ha raggiunto il 60% dell’importo dell’importazione ascendente a 24 milioni di dollari per periodi di fino ad otto mesi. Questo ha originato spese addizionali di immagazzinamento per un valore stimato di 788.000 dollari. Senza contare che è stato necessario aumentare l’area dei magazzini a 11.594 metri quadrati, con il conseguente aumento di costo per un maggiore volume di perdite e deterioramenti causati dai lunghi periodi di permanenza di queste risorse nelle navi e per le numerosissime manipolazioni.
 
Le restrizioni dovute al blocco hanno limitato l’acquisto dei mezzi necessari per dotare 60 aule terapeutiche destinate a bambini con necessità educative speciali, per un costo stimato in Europa di 840.000 dollari. Se questi prodotti fossero stati acquistati in mercati statunitensi, le spese sarebbero scese alla metà. Le carenze di batterie per alimentare mezzi tecnici moderni, note come Wppisi, Wais e Grace Arthur, hanno colpito l’applicazione specializzata per la valutazione di bambini con limitazioni.
 
Queste tecnologie hanno un costo stimato in più di 15.000 dollari. Analizzando i danni del blocco nei diversi livelli del sistema educativo durante il 2008, le carenze che hanno maggiormente influito sul processo insegnamento- apprendimento si possono riassumere in deficit di libri e mezzi per l’insegnamento delle lingue straniere, ma anche nella carenza di carte geografiche, limitazioni nell’uso di internet per alunni e professori delle università pedagogiche, nell’acquisto di giocattoli didattici, mobili per la scuola, oggetti di toilette e igiene e vestiario, nella disponibilità di microscopi, atlanti geografici e storici, e nella capacità di acquisti di attrezzature, reagenti chimici, laminati ed elettrodi, destinati all’insegnamento tecnico e professionale.
 
All’inizio di novembre, l’OFAC ha rivelò che le imprese Myers Industries, Priceline, Trevolicity e Spirit Airlines, e un centro di ricerche culturali, erano stati multati per violazione delle leggi del blocco. Il Centro di Studi Interculturales, con sede ad Amherst, Massachusetts, ha dovuto pagare 15.000 dollari di multa.
 
Un po’ prima, nel 2007, la Trevolicity, un’altra agenzia di viaggi via internet, ha dovuto pagare 182.750 dollari, mentre, nel 2008, l’impresa Spirit Airlines ha dovuto pagare 100.000 dollari. La stessa fonte ha aggiunto che le multe dell’OFAC, per le trasgressioni delle leggi della guerra economica imposta dal governo degli Stati Uniti a Cuba da 50 anni, durante l’anno fiscale 2008 hanno superato i 2 milioni. L’11 novembre, lo scienziato statunitense Eli Sercarz, dottore in immunologia dell’Università di Harvard, direttore del Gruppo di Immunoregolazione dell’Istituto Torrey Pines per Studi Molecolari, in California, per una visita a La Habana, ha deplorato che le barriere imposte dal blocco non permettano maggiori scambi e affluenza di scienziati statunitensi nell’isola, con il conseguente beneficio di entrambe le parti. Durante il 2008, le spese per l’educazione hanno avuto un aggravio di 1,39 milioni di dollari per il pagamento di noli per il trasporto delle merci a La Habana da differenti mercati in Asia.
 
I dollari che lo Stato cubano spende ogni anno a causa delle leggi statunitensi che impediscono di accedere al mercato degli Stati Uniti, o a filiali in paesi terzi, permetterebbero di comprare strumenti di geometria, scrittura e accessori, carta braille, strumenti di registrazione e di riproduzione di rilievo, per scuole di bambini ciechi, o l’acquisto di maggiori quantità di prodotti. Mentre l’opera di Cuba in materia educativa era riconosciuta a livello delle Nazioni Unite, un semplice libro bilingue di 32 pagine, che faceva parte di una serie di testi sulla vita dei bambini in 24 paesi, intitolato Andiamo a Cuba, scritto e disegnato soprattutto per i bambini dal prescolare fino a secondo grado, e concepito come “lettura extra- programma”, in determinati circoli estremisti della città di Miami ha provocato un’intensa onda d’isteria.
 
La Giunta Scolare della contea di Miami-Dade ha tolto dalla circolazione del sistema di biblioteche nelle scuole pubbliche il libro Andiamo a Cuba, scritto dalla tedesca Alta Schreier ed edito in dicembre di 2000 dall’editore Heinemann/Raintree. Agli inizi di 2009, dopo un esteso processo legale che ha compreso una forte polemica a livello della Giunta Scolare di Miami-Dade e di due comitati accademici assessori, il Tribunale di Appello del 11 Circuito di Atlanta ha concluso chela suddetta Giunta non aveva violato il Primo Emendamento quando aveva deciso di rimuovere il libro dalle biblioteche, perché questo materiale “presentava una visione distorta della vita nell’isola” ed “era inesatto e offensivo per tutta una comunità”.
 
La vera causa di tanto contrasto era che il testo esprimeva una realtà indiscutibile: l’infanzia cubana vive molto felice nella sua patria. Alla fine della contesa, la controversia giuridica era costata al contribuente statunitense più di 250.000 dollari. Le infondate preoccupazioni hanno privato i bambini di quella comunità, situata nel sud della Florida, del suo diritto di conoscere come vivevano e studiavano altri bambini che abitavano in un paese vicino. Il 16 gennaio, l’OFAC ha decretato “chiarimenti legali” che hanno imposto regole ancora più rigorose sui viaggi a Cuba e che hanno colpito le imprese statunitensi di voli charters, le agenzie di viaggio e gli invii di denaro che inviano gli emigrati cubani ai loro parenti nell’isola.
 
Queste misure, annunciate quattro giorni prima dell’insediamento di Barack Obama, sono state interpretate come un risultato della resistenza di funzionari “bushisti” recalcitranti che non erano d’accordo con l’arrivo di una nuova amministrazione. Anche quando è stato possibile che Galería Habana partecipasse a due fiere d’arte convocate in territorio statunitense, Pinta New York (novembre 2008) e Pulse New York (marzo 2009), le autorità statunitensi hanno continuato a praticare azioni di blocco per ostacolare la promozione dell’arte cubana.
 
Alla decima edizione della Biennale di La Habana, sono riusciti a partecipare solo 250 statunitensi, sotto il ridicolo e discutibile pretesto di renderlo possibile solo con licenze religiose. Alla Fondazione Amicizia è stato negato il visto e un gruppo di 48 viaggiatori (Maricarmen Arte e Cultura) che viaggiavano a Cuba via il Messico, e non avevano ancora richiesto l’autorizzazione, sono stati minacciati con sanzioni. Secondo studi dell’Impresa di Gallerie d’Arte (Génesis), il migliore mercato potenziale per le arti plastiche si trova negli Stati Uniti, per la vicinanza geografica con Cuba, che tende a ribassare passaggi e noli. Si stima che le esportazioni cubane sarebbero potute crescere il doppio se non fossero colpite da fattori come la diminuzione del turismo statunitense con indicatori da un 80% ad un 90%, la diminuzione nella stessa proporzione di visite di artisti, agenti, galleristi e collezionisti che viaggiavano a Cuba tra sei otto volte all’anno. Crea danni anche la diminuzione dell’assistenza a eventi culturali che contavano su una grande presenza e rappresentavano entrate per le gallerie cubane e l’impossibilità di realizzare le transa zioni commerciali in dollari statunitensi, il che implica perdite nel mercato dei cambia per i clienti di Cuba.
 
Cuba non ha accesso alla rete di pubblicità di media specializzati in arte che funzionano dagli Stati Uniti. Neanche accede alle industrie di stampe d’arte. Quella restrizione implica di dovere incaricare gli stampatori d’arte in Europa con un incremento dei costi di 100.000 euro all’anno. Si devono anche pagare costi addizionali di trasporto, nolo e bonifici monetari per potere collocare l’arte cubana negli Stati Uniti. Queste barriere economiche limitano le vendite di un volume vicino al milione di dollari, che rappresenta il 50% del valore totale delle esportazioni che il sistema di cultura cubano ha prodotto l’anno scorso, nel quale più del 60% è stato realizzato nel mercato europeo, considerato di più difficile penetrazione. Durante il 2010, anche quando l’arte latinoamericana ha segnato il boom del mercato e vari autori come Manuel Mendive, Manuel Mendive, Roberto Fabelo, Alexis Leyva Machado (Kcho), Roberto Diago, Carlos Quintana, il gruppo Los Carpinteros e Roberto González hanno raggiunto buone quotazioni in aste internazionali, è stata inaccessibile la presenza di rappresentanti cubani alle edizioni dei principali eventi d’arte, come alle aste Christie’s e Sotheby’s, o alle fiere Art América o Art Chicago, alle quali si era riusciti a partecipare precedentemente.
 
Nei ultimi tre anni, nelle audizioni di Arte Latinoamericana a New York si sono venduti più di 30 milioni di dollari in arte cubana, compresi artisti che risiedono a Cuba che sono presentati ad aste da enti o privati forestieri, di fronte all’impossibilità di farlo dall’isola, per il rischio della confisca dei fondi. Questo processo ostacola una fonte di entrate senza colpire il patrimonio dell’isola e cospira contro la promozione degli artisti cubani. In agosto del 2009 si fatto sapere che l’OFAC aveva appena imposto una multa di 10.341 dollari alla MGE UPS Systems, Inc (poi conosciuta come American Power Conversión Corporation) – una compagnia con sede in California – per aver venduto “regolatori elettronici la cui destinazione finale era Cuba”. Secondo questo ufficio, “il direttore regionale delle vendite avrebbe dovuto accertare che il carico in questione avrebbe potuto essere diretto verso Cuba e avrebbe dovuto prendere misure per bloccare la transazione”. Dall’arrivo al potere dell’amministrazione di Obama, l’OFAC ha applicato nuove sanzioni per supposte violazioni del blocco a Cuba, che ammontano a oltre 365.000 dollari, un terzo di tutto il denaro riscosso da quell’ente quest’anno a titolo di infrazioni commerciali.
 
In ottobre, il governo statunitense ha negato il visto al dottor Luis Raúl Paz, specialista dell’Istituto di Meteorologia di Cuba, per un viaggio alla sede del Fondo per l’Ambiente Mondiale, situato a Washington, che aveva intenzione di partecipare a una riunione legata alla Convención Marco de Naciones Unidas sobre el Cambio Climático. Inoltre non è stato concesso il permesso affinché un gruppo di scienziati statunitensi assistesse a un congresso internazionale che si sarebbe tenuto a La Habana dal 26 al 30 ottobre. Il 28 ottobre si sono registrati 187 voti a favore della risoluzione contro il blocco, presentata dalla delegazione cubana, tre contro (Stati Uniti, Israele e le Isole Palau) e due astensioni (Micronesia e le Isole Marshall). Questa è stata la diciottesima occasione in cui la sessione plenaria di quel forum mondiale ha ripudiato l’assedio economico instaurato da Washington contro Cuba. Il 5 novembre si chiuse nella capitale cubana il Congresso Biotecnologia Habana 2009 che riuniva circa 500 esperti di più di 30 nazioni. La scarsa presenza di scienziati statunitensi contrastava con quella di altri paesi. Durante l’evento, l’alto livello scientifico raggiunto nell’isola è stato riconosciuto dai premi Nobel tedeschi Robert Hubert (Chimica 1988) e Harald zur Hausen (Fisiologia e Medicina 2008). In uno dei suoi interventi, il vicepresidente del consiglio dei Ministri di Cuba, José Ramón Fernández, ha segnalato che gli ostacoli allo scambio scientifico tra Cuba e Stati Uniti erano una dimostrazione dell’anacronismo del blocco di Washington contro l’isola. Alla fine del 2009, a Cuba si continuava a negare l’accesso ai mercati di programmi informatici specializzati, tastiere intelligenti, schermi tattili, interruttori e opzioni innovative per bambini ciechi e sordomuti che sono stati create dalla scienza con la finalità di superare le limitazioni che provocano questi handicap.
 
Durante i 50 anni di Rivoluzione trascorsi, attraverso questo ferreo blocco, i governi degli Stati Uniti, con l’eccezione dell’amministrazione di Carter che aveva cercato di renderlo flessibile, hanno tentato di frustrare i programmi di sviluppo di Cuba in materia educativa, scientifica e culturale. Per questo, la principale potenza imperialista ha violato la Dichiarazione Universale dei diritti umani, del 10 di dicembre 1948; la Dichiarazione dei Diritti del Bambino, del 20 novembre 1959; il Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali, del 16 dicembre 1966; la Risoluzione 32-130 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, del 1977; e la Convenzione dell’ONU su Diritti del Bambino, del 20 novembre 1989.
 
In 50 anni, 16 cubani hanno offerto le loro vite nel nobile impegno di esercitare la docenza, alfabetizzare, collaborare, o incoraggiare la rivoluzione tecnica e sette professori internazionalisti cubani sono stati assassinati. In quello stesso lasso di tempo, 39 cubani legati all’educazione o alla cultura sono morti a causa del terrorismo e due maestri, quattro figli di maestri, quattro alfabetizzatori, 11 alunni e 12 bambini hanno riportato lesioni. Sette professori internazionalisti sono rimasti feriti in una sola azione terroristica in Angola; 40 cubani legati a questi settori sono stati feriti o lesi in atti terroristici; 152 atti terroristici sono stati perpetrati contro scuole e 13 contro altri obiettivi legati all’educazione. Inoltre, cinque “eroi” di Cuba si trovano imprigionati negli Stati Uniti da 11 anni: Antonio Guerrero, Ramón Labañino, Fernando González, René González y Gerardo Hernández.