La ex Timavo autogestita fa oggi il salto di qualità

* Assessore al lavoro della Provincia di Milano

Ci sono ancora tutti. Chi sono? Sono gli 80 operai e operaie che, da un anno esatto, gestiscono direttamente, senza più padroni, la tintoria Syntess ex Timavo. Non si trova, la Syntess, in Argentina, alle cui autogestioni molti giustamente guardano, ma a Bollate, a due passi da Milano e ci guardano in pochi. Eppure (questa) è una bella storia, cominciata appunto un anno fa quando la proprietà della Timavo un mattino se ne andò da Bollate stracciando letteralmente l’accordo che aveva sottoscritto la notte stessa, con cui si impegnava a restare. Che fare ? Ci si guardava sgomenti quel mattino: operai e operaie, il Sindacato dei tessili, la Provincia di Milano e il Sindaco di Bollate. Presto detto: “la fabbrica la facciamo funzionare noi!”. Una sfida al limite dell’azzardo. I lavoratori ci hanno messo il TFR e tanta ma tanta passione. Uno di loro, un operaio, si è trovato direttore generale e si è rivelato un grande dirigente riconosciuto. La Provincia ci ha messo gli stessi soldi (pochi) che avrebbe destinato per il famoso “outsourcing” a fabbrica chiusa, solo che questa volta ce li ha messi per tenerla aperta la fabbrica. E si è trovato un bravissimo Amministratore Delegato, giù il cappello caro Vai, individuato in una delle agenzie della Provincia stessa. E il lavoro è ripartito e si sono riconquistati i clienti che Timavo nel frattempo aveva perso. Vi assicuro che non è stato semplice. Però la Syntess, fabbrica autogestita (non è una cooperativa, è altro) oggi resiste. Resiste, pur accerchiata dai vecchi padroni che mantengono la proprietà dell’area e dei macchinari. Per davvero, per tutti quelli che da industriali diventano immobiliaristi, ci vorrebbe una legge che dica loro: “Te ne vuoi andare? Bene, l’area però la lasci qui e non ci speculi!” . Ma oggi c’è il colpo di scena che cambia il quadro. Qualche giorno fa infatti, la Te.S.I. società per i servizi energetici, è entrata, con 1 milione di euro, e subito nel 2007, nel capitale sociale della Syntess S.r.l., con un piano di ricapitalizzazione successivo. Lo scenario che adesso si apre è entusiasmante: associare il lavoro del tessile (che oggi usa il calore di una centrale elettrica di produzione) a quello della distribuzione di energia nei quartieri della città con processi di cogenerazione che utilizzino il calore, usato finora dalla sola fabbrica. Te.S.I., nel suo piano industriale, si propone anche di sostituirla quella vecchia centrale e vendere così al Comune energia e acqua calda. E il Comune è d’accordo. L’operazione, coraggiosa e brillante, se riesce, consentirà alla nuova Syntess di riscattare tutta l’area immobiliare della ex Timavo. E non è finita perché nel nostro progetto c’è anche un secondo passaggio: quello delle sostituzioni dei coloranti, oggi utilizzati nella tintoria, con prodotti ecocompatibili sui quali si sta studiando. Siamo pertanto dentro un progetto di “tintoria degli operai”che si danno obiettivi che i vecchi padroni, abbarbicati al solo profitto, non si sarebbero mai posti. Un progetto in cui si saldano, come soggetti promotori, lavoratori e lavoratrici con il Sindacato (e i lavoratori oggi vogliono trasformare in quota significativa l’attuale loro partecipazione), la Provincia di Milano e il Comune di Bollate e, ancora oggi, appare il valore aggiunto dato da questa bella società consortile che, come partner industriale, ci farà fare il salto di qualità.