La disoccupazione torna a crescere

Cresce la disoccupazione Usa; 4,8%, a luglio, rispetto al 4,6% registrato nel mese di giugno. Il numero di occupati è cresciuto di 113 mila unità, ma resta comunque al di sotto delle previsioni degli analisti (circa 144mila). Questo aumento, pari allo 0,2%, non si registrava da febbraio e ha riguardato sopratuttoo gli afro-americani (calo dello 0,5%) e la popolazione adulta (0.2%). Contemporaneamente sono aumentate le richieste per i sussidi di disoccupazione: 315 mila, questa settimana, contro le 308 mila previste per il mese di luglio. I disoccupati di più lunga durata raggiungono ormai il 18,6%, il medesimo dato registrato nel maggio di quest’anno. Questi dati mettono in risalto un trend negativo dell’economia statunitense che, da vari mesi, non cresce più a ritmi sostenuti. Secondo la stessa Ocse, il superindice Usa è sceso dello 0,2% rispetto al mese di maggio, a conferma di un calo degli Stati uniti. Il prossimo 8 agosto la Federal Reserve (Fed) si riunirà per decidere se continuare il lungo aumento dei tassi di interesse, attualmente arrivati a quota 5,25%, oppure prendere la decisione di bloccarli. Dopo la pubblicazione di tutti questi dati, in molti scomettono che il presidente della Fed, Ben Bernanke, non continuerà ad alzare il costo del denaro, anche in considerazione della flessione dei consumi americani nell’ultimo periodo e la fine ormai evidente della bolla speculativa immobiliare.
L’aumento del costo del denaro potrebbe portare le famiglie americane a spendere di meno. Tenendo presente anche l’aumento inarrestabile del deficit statunitense, più che dell’inflazione Bernanke dovrebbe avere paura della stagnazione economica. Wall Street, infatti, aveva in un primo momento salutatopositicamente questi dati, seppur non trionfali, brindando allo stop imposto ai tassi. Ma, pensandoci meglio, ha deciso che il rallentamento dell’economia può mettere in crisi gli utili aziendali, e quindi anche i propri. Dow Jones e Nasdaq, a quel punto, sono passati in terreno negativo.