La crociata contro gli aborti dei politici con l’elmetto

Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in risposta alle domande del Corriere della Sera definisce “lodevole” la richiesta di moratoria per l’aborto e “auspica” che si possa avere una revisione della legge 194. Scrive il Corriere della Sera che il presidente dei vescovi non ama entrare in questioni politiche ma auspica con convinzione una piena applicazione delle misure di prevenzione dell’aborto contenute nella legge.
Misure di prevenzione? «Il profilattico non esclude la trasmissione dell’Aids; favorirne l’uso rischia di far abbassare la guardia contro la malattia; l’unica vera prevenzione è l’astinenza sessuale», scriveva l’Osservatore Romano il 4 aprile del 2000.
«Non bisogna avere alcuna esitazione nel dire chiaramente che il cancro può essere il risultato di comportamenti umani, compresi taluni comportamenti sessuali» è l’altrettanto assurda affermazione fatta da Giovanni Paolo II il 30 ottobre 1999 nel corso di un incontro con una delegazione di ginecologi.
Nel febbraio 2000 il segretario DS Veltroni, in visita a Soweto, di fronte al dramma dell’AIDS fece un appello alla Chiesa affinché cambiasse posizione sulla contraccezione: monsignor Elio Sgreccia, plenipotenziario vaticano sui temi etici e bioetici, la giudicò una «mancanza di rispetto verso il Papa». Ancor più recentemente, a Civitavecchia, il vescovo locale è intervenuto contro l’introduzione di due distributori automatici di preservativi con queste parole: «Sappiano le mamme che d’ora in poi anche i ragazzini potranno giocare con i preservativi. E’ orribile soltanto il pensarlo. Ma, in tal caso, non potrebbe esserci anche il reato di corruzione di minorenni? Che cosa dice la Magistratura? Che poi la Madonna sia venuta a piangere lacrime di sangue proprio a Civitavecchia è quanto mai sintomatico».
E allora tutte le chiacchiere che si stanno facendo sulla legge 194 hanno davvero a che vedere con la legge stessa? I dati ufficiali sono noti da tempo e facilmente reperibili. Non c’è legge dello Stato che sia stata più monitorata. In questi decenni gli aborti sono diminuiti drasticamente, in particolare è diminuita la piaga degli aborti clandestini anche se oggi, grazie al dato in crescita dell’obiezione di coscienza del personale medico, si rischia di vederli aumentare di nuovo.
Ci sembra insomma che non si stia parlando davvero di una legge dello Stato, ma piuttosto del potere politico della Chiesa Cattolica. E già la Regione Lombardia parte all’attacco; è pronta infatti l’adozione in tutti gli ospedali dei codici di autoregolamentazione scelti a Milano al San Paolo e alla clinica Mangiagalli, nei quali è previsto anche l’impiego di una vera e propria equipe di medici, al posto del solo ginecologo, che dovranno dare il via libera all’interruzione di gravidanza per motivi di salute della donna. Uno dei punti clou della nuova autoregolamentazione è l’anticipazione del tempo limite per l’interruzione terapeutica. E poi ci sono i manifesti affissi a Trento dal Movimento per la vita che ritraggono un feto e la scritta “mamma oggi compio tre mesi”.
Politici del centro destra, da Bondi alla Meloni e politici del centro sinistra come la Binetti, e qui un sic è inevitabile, si schierano con Giuliano Ferrara, con la Chiesa, con una nuova spallata allo stato laico. In tutto questo Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico, non si espone. Parla di cinema, di musei, di musica, ma non entra in questo dibattito. Del resto era già accaduto qualche settimana fa in Campidoglio sulla questione delle Unioni civili.
Insomma da destra a sinistra sono in tanti che sembrano preoccuparsi del diritto alla vita del feto. Ma non farebbero meglio a preoccuparsi del diritto alla vita dei tanti civili che pagano le conseguenze delle guerre che con bell’orgoglio patriottico i nostri politici definiscono missioni di pace?