La crisi del Mercosud a S.Paolo

L’acutissimo conflitto sulle due papeleras fra Uruguay e Argentina, è stata solo la miccia di una crisi del Mercosud e più in generale dei progetti di integrazione del Cono sud dell’America latina. Dietro l’angolo, e neanche tanto, ci sono le pressioni e le lusinghe degli Stati uniti che, fallito forse per sempre il progetto Alca, stanno aggirandolo offrendo (o meglio imponendo) trattati di libero commercio sul piano bilaterale, prendendo paese per paese. Dopo il primo con il Cile, premiato per la sua fedelatà, altri premi analoghi e più recenti sono stati concessi al Perù di Toledo e alla Colombia di Uribe (due vassalli), mentre proposte di Tlc all’Ecuador e alla Bolivia stanno squassando quei due paesi e la possibilità che anche l’Uruguay, uno dei soci fondatori del Mercosud (con Brasile, Argentina e Paraguay), si appresti a firmarne uno, ha scatenato le polemiche a livello interno e latino-americano.
Le spinte disgregative del Mercosud sono molteplici e varie ma convergono nel delineare un passaggio critico, mentre il grande sogno di una Comunità sudamericana delle nazioni, tipo Unione europea, resta ancora – e prevedibilmente per lungo tempo – solo sulla carta.
L’egemonismo del Brasile sia commerciale sia politico; l’attivismo eclatante di Hugo Chavez, forte del suo petrolio e delle sue ambizioni «bolivariane»; una certa ambiguità dell’Argentina, impegnata a uscire dalla tragedia del 2001 e risentita con il Brasile dalle cui merci è invasa; la rabbia e le riserve dei soci più piccoli e/o più deboli del Mercosud, manifestatasi la settimana scorsa ad Asuncion con un vertice fra Uruguay, Paraguay (che per la prima volta minacciano di uscire) e Bolivia (ormai socio a pieno titolo come il Venezuela) su cui è piombato anche Chavez facendo balenare come sempre il gas e il petrolio; l’addio di Chavez alla Comunità andina delle nazioni (dopo che Perù e Colombia hanno firmato il Tlc con gli Usa)… Il Mercosud e l’integrazione latino-americana passano per una fase critica. Per questo ieri a San Paolo si sono riuniti d’urgenza Lula e Kirchner, ai quali oggi si aggiungerà Chavez, mentre Vazquez sta compiendo un viaggio – guardato con sospetto – a Washington, dove incontrerà Bush e Paul Wolfowitz, il neo-con riciclato ora alla Banca mondiale.
Fra qui e metà maggio, quando a Vienna è fissato il vertice Ue-Mercosud, e il prossimo luglio quando è in programma il summit del Mercosud, la partita è aperta e la strada in salita.