La cospirazione crescente contro la Siria

Un compagno siriano analizza le contraddizioni interne e le ingerenze esterne che spingono la Siria verso uno scontro feroce sia a livello interno che regionale. Il ruolo dei Sauditi e di Hariri. Wikileaks rivela dettagli non certo irrilevanti. Sono informazioni che non assolvono il regime dalle sue responsabilità ma svelano anche che gli interventi esterni ci sono e sono pesantissimi.

Per spiegare la dimensione della congiura ordita contro la Siria e che utilizza i movimenti popolari, bisogna partire dalle condizioni logistiche che si sono venute a determinare in alcune città a fronte in seguito all’adozione di nuove politiche economiche di stampo liberale. Rispetto a queste misure il nostro partito ha subito messo in guardia per i rischi che queste misure comportavano sulla situazione del paese, ma ci è stato risposto con arroganza che il nostro popolo è flessibile, ignorando che anche scientificamente c’è un limite alla flessibilità.

Questa situazione di difficoltà ha creato i presupposti per il lavoro della destabilizzazione. Questo è quello che è successo attraverso i circoli imperialisti e le stanze segrete dei circoli finanziari si è preparato il terreno per l’attacco alla Siria. I fatti dimostrano che l’Arabia Saudita ha deciso di stringere tempi al fine di alimentare il conflitto confessionale in Siria, così ha deciso di utilizzare gli strumenti dell’opposizione siriana contro il governo (e qui dobbiamo renderci conto che buona parte dell’opposizione non può muoversi senza un comando dell’Arabia Saudita).

Naturalmente, questo non significa affatto che tutti i movimenti di opposizione e di protesta in Siria si muovono per volere dell’ Arabia Saudita, ma ci sono elementi che lavorano per servire gli interessi del Regno saudita, il quale, non è un segreto, ha clienti e agenti in tutti i paesi arabi.
Gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e con loro un certo numero di Stati del Golfo hanno spinto per una politica dei bassi salari come è accaduto in Libano, ma hanno affrontato una battuta d’arresto con la perdita dei regimi fantoccio in Egitto e Tunisia, in definitiva volevano riformare il sistema di relazioni e imporre l’umiliazione e la vergogna di un nuovo ordine per raggiungere una serie di obiettivi che sono apparsi in alcuni giornali occidentali, e che riporto testualmente:
1) contenere e controllare i regimi arabi attraverso il nuovo accordo con le forze armate e dare avvio ai preparativi per il controllo dei risultati delle elezioni democratiche.
2) minare quei governi che non siano pienamente coerenti con l’interesse dell’Arabia Saudita, e che abbiano relazioni con l’ Iran (dopo il diktat degli Stati Uniti di far cessare la lotta contro Israele).
3) guerre segrete ai movimenti di resistenza contro Israele nella regione araba.
4) accelerare il ritmo di incitamento settario.
5) migliorare il rapporto con Israele a un livello strategico.
6) aumentare il ritmo del confronto con l’Iran, e questo è ciò che spiega, ad esempio il discorso di Saad Hariri contro l’Iran. L’Arabia Saudita vuole mantenere uno scontro ideologico e servire gli interessi di Israele, rifiutando qualsiasi sostegno alla questione palestinese e ammantando questa prassi come una prassi realista, e non in quanto interesse arabo.

In questi giorni, non è strano vedere sionisti, come Elliott Abrams, farsi avanti per sostenere l’immagine dell’Arabia Saudita e difendere i regimi del Golfo, trovare delle ragioni per le tirannie arabe del Golfo,(come ha fatto sul «Washington Post»lo scrittore , David Ignatius).

Essi ignorano la storia di brutalità in questi sistemi contro i propri cittadini. I recenti massacri del Qatar e Bahrain e del Sultanato di Oman, sono un’estensione di una storia piena di criminalità, come la guerra, contro il Fronte Popolare per la Liberazione di Oman, o la brutale repressione di scioperanti e manifestanti in Arabia Saudita negli anni Cinquanta e Sessanta e andando oltre, la storia della repressione in Bahrain contro i movimenti di sinistra e nazionaliste .

Va notato che Elliott Abrams, è un sionista che si è formato negli Stati Uniti e ha scritto diversi articoli in modo esplicito contro la Siria, ad esempio diversi articoli in cui ha chiesto a Israele di sfruttare l’occasione (sul Weekly Standard dal 11 Aprile 2011 ), cercando di sollecitare il suo amico, e leader del Likud Benjamin Netanyahu ad approfittare delle tensioni in corso in Siria e in Medio Oriente in termini di creazione di Israele di realizzare quanto segue:

a) Pressione sul Quartetto del processo di pace in Medio Oriente al fine di ridurre il suo impegno nel processo di pace in Medio Oriente, l’accettazione dell’espansione degli insediamenti ebraici come un fatto compiuto, come per esempio hanno fatto gli USA.
b) Aumento delle pressioni israeliane, anche sugli Stati Uniti per indebolire la posizione palestinese in occasione della riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si svolgerà durante il mese di settembre 2011 dove è previsto mettere ai voti il pieno riconoscimento di uno stato palestinese.
c) Israele lavora alla realizzazione del “golpe” all’interno dell’Autorità Palestinese, puntando a fare “bruciare” Mahmoud Abbas e Salam Fayyad, e lavorare per sostituirli con un nuovo “equipaggio” palestinese collegato con i circoli sionisti americani, conseguente indebolimento della posizione di Hamas tra l’opinione pubblica palestinese e il mondo arabo.

d) Riorganizzare le alleanze israeliane nella regione attraverso l’uso dell’asse Amman-Washington per la costruzione dei rapporti con Cairo e Tunisi.
In aggiunta a quello richiesto Elliott Abrams bisogna sottolineare che il successo delle operazioni segrete, israelo-americano mira a dare continuità ai disordini in Siria, in modo da indebolire il paese e mettere Israele nelle condizioni di estorcere le migliori condizioni a Damasco, in qualsiasi futuro negoziato di pace .
Tutte le ambizioni delle grandi potenze oggi sono rivolte nella cospirazione contro Damasco. Il 23 marzo, il “Jewish Journal” parlando della “primavera araba” diceva che “un bel po’ dipende dalla Siria, dove la posta è più alta, ma i rischi e i benefici potenziali sono molto più elevati . Nella marcia verso la democrazia in tutto il mondo arabo, ora tutte le strade devono portare a Damasco”.
Ciò è evidenziato da Merwih Haytham Manna, uno degli eroi delle TV satellitari, rabbioso contro Damasco. Portavoce della Commissione Araba per i Diritti Umani,, in un’intervista sul canale televisivo libanese al-Manar ha dichiarato di essere stato nei primi giorni delle rivolte in Siria contattato da un uomo di affari siriano che si sarebbe poi presentato all’appuntamento con altri tre uomini, libanesi e sauditi. L’uomo d’affari siriano con doppia cittadinanza nel corso della riunione, si è dichiarato in grado di soddisfare le esigenze dei giovani a Daraa, e più in generale della Siria, e più in generale, di armare le forze di opposizione, offrendo tutto quello che potesse interessargli in quantità e qualità. Il Dottor Haytham Manna si è affrettato a dichiarare che lui non solo ha rifiutato, ma che ha informato le autorità sostenendo che si devono respingere offerte di armi a qualsiasi partito e che nessuno deve utilizzare le armi . Ma il Dottor Manna con la sua dichiarazione ha confermato la presenza di armi e di personaggi stranieri coinvolti .

Al momento ci sono due offerte di armi, l’altra viene dal partito libanese oggi in aperto contrasto con le autorità siriane “.
Le parti coinvolte nelle forniture e nella battaglia con il regime siriano sembrano essere :
A – Gli statunitensi e alcuni paesi della NATO.
B – I partiti libanesi che di recente hanno ricevuto duri colpi dagli alleati politici del regime siriano.
C – Alcuni che hanno accumulato fortune in Siria e che hanno relazioni estese con i paesi del Golfo e con la cospirazione reazionaria.

Secondo Wikileaks il presidente del Movimento del Futuro di Saad Hariri, avrebbe incontrato uno staff di alto livello del Comitato sulle Relazioni Estere del Senato USA e lo staff diplomatico politico dell’ambasciata USA a Beirut. Hariri, in questa riunione avrebbe dichiarato : “I regimi siriano e iraniano sono un grave ostacolo alla pace nella regione”.

Hariri, secondo i documenti ha poi continuato “il governo degli Stati Uniti ha bisogno di una politica chiara e di un nuovo isolamento della Siria”. Attraverso la Siria, il ponte principale dell’Iran, questi può svolgere un ruolo in Libano e in Palestina ».

E’ stato chiesto ad Hariri, chi potrebbe colmare il vuoto in caso di caduta del regime di Damasco. Hariri ha risposto parlando di dividere la democrazia in Siria secondo percentuali confessionali (come in Libano, NdR). Stabilire queste quote prima di proporre un «partenariato tra la Fratellanza Mussulmana siriana, e alcuni dei personaggi che facevano parte del sistema in passato, come ad esempio l’ex vice premier siriano Khaddam..

In attesa del benestare degli Stati Uniti, Hariri sostiene che il movimento dei Fratelli musulmani in Siria “ha caratteristiche simili agli islamisti moderati in Turchia. Accetterebbero un cristiano o una donna alla presidenza. Essi sono pronti ad accettare un governo civile. Come in Turchia anche in Siria”. Hariri ha detto che mantiene forti legami con tutti, da Khaddam alla Fratellanza musulmana il cui leader in esilio Ali Bayanouni, sta proponendo agli americani di avviare relazioni.

Hariri ripete agli statunitensi “parlate con Bayanouni: Guardate che non è come appare. Lo vedrete”

Questo processo di cospirazione vede coinvolti anche personaggi come Mamoun Homsi
con un passato nella presunta opposizione siriana o come Abdul Razzaq Eid , che a quanto descrive Hariri al giornale “Arabi Mahathir,” hanno partecipato ad una riunione in cui erano presenti agenti iraniani . Mamoun Homsi come portavoce della Commissione Araba per i diritti umani si è detto favorevole all’introduzione della divisione confessionale e si è concentrato sulla necessità di vendetta.
“Tutte queste informazioni provengono da Washington ed è stato divulgato attraverso ciò che è noto come Partito Riformista Siriano guidato da Farid Ghadry – che ha guidato la visita alla Knesset israeliana nel giugno 2007. Naturalmente, questa cospirazione non si ferma alle frontiere, soprattutto perché lo hanno dimostrato i fatti sul terreno le armi degli Stati Uniti e anche quelle dei paesi del Golfo che sono riuscite ad entrare in Siria diverse volte sfruttando la corruzione di alcuni funzionari .La TV ha riportato che domenica 17 aprile la polizia doganale siriana ha sequestrato una grande quantità di armi, bloccando il tentativo di contrabbando dall’Iraq alla Siria.
Secondo Mustafa Biqai direttore generale delle dogane siriane “Le armi includono 140 pistole e un certo numero di fucili da cecchino, mitragliatori vari e una serie di fucili per gas lacrimogeni, una serie di visori notturni e sofisticate pistole ” BKC ” oltre ad un gran numero di proiettili.

L’inchiesta è in corso per determinare le dimensioni di questo contrabbando. Da quanto si sa le armi provenivano dall’Iraq . Il mese scorso le forze di sicurezza siriane hanno sequestrato una grande partita di armi e di esplosivi, delle attrezzature per la visione notturna su un camion proveniente sempre dall’ Iraq.

Secondo l’agenzia di notizie siriana “SANA”, la spedizione intercettata era destinata ad essere utilizzata nei processi che incidono sulla sicurezza interna in Siria e alla diffusione del disordine e del caos. Da quanto riferito dal comandante di polizia, il trafficante di armi ha dichiarato di avere caricato le armi a Baghdad e di aver ricevuto cinquemila dollari per consegnarle in Siria.
Infine, va detto che oggi più che mai, a mantenere il paese libero e indipendente è la direzione collettiva, la patria prima di tutto. Le circostanze del movimento che passa attraverso la Siria sta dimostrando la proliferazione del complotto intorno ad essa.

Sì, la Siria era ed è il bersaglio degli aggressori imperialisti, dei sionisti e degli ambienti reazionari e regressivi, perché ha scelto la sua strada lontano dall’ agenda dell’imperialismo. Questo al tempo stesso è il segreto della sua gente, è il popolo siriano e la caratteristica nazionale e la prima e l’ultima scommessa è su questo nobile popolo.

* Da “La Voce del popolo” quotidiano del Partito Comunista Siriano