La Cosa rossa decide candidature e simbolo

La falce e martello sparisce per la prima volta da una competizione elettorale dei partiti più rappresentativi. Al termine di una riunione tra i segretari di Prc, Pdci.Verdi e Sinistra democratica si è deciso infatti che la «Sinistra-arcobaleno» si presenterà alle elezioni politiche di aprile con il simbolo già usato il 9 dicembre.Tra i nodi, da sciogliere in vista dell’imminente consultazione c’è, poi, quello delle candidature. E tra i nomi da inserire nella nuova lista della «Cosa rossa» spunta — addirittura per un ticket con il candidato premier Fausto Bertinotti – quello di Rita Borsellino. È lo stesso presidente della Camera a volerla come numero due, anche se, a margine della presentazione del film «Morire di lavoro» ammette che lei è «molto impegnata nella realtà siciliana». Da Bivona (Agrigento) la mafia conferma di non essere interessata alle vicende romane: «Il mio progetto è in Sicilia ed è qui che voglio restare. Non ho nessuna intenzione di andar via da questa regione». Sul simbolo è stata bocciata la proposta del segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, il quale chiedeva che fossero inseriti in piccolo i contrassegni dei quattro partiti. «Abbiamo scelto il simbolo ora è il,momento di accelerare i tempi. È stata una decisione unanime, anche se Diliberto ha ribadito le sue perplessità, ma abbiamo deciso di procedere unanimamente», afferma i segretario del Prc Franco Giordano. «La nostra contrarietà resta — ha detto Diliberto – ma ormai siamo in campagna elettorale. Ci batteremo perché il simbolo comune venga cambiato ma prendiamo atto che siamo i soli a chiederlo. Ora concentriamoci sulla campagna elettorale, non un solo voto venga sprecato». Nel corso della riunione si è anche iniziato a discutere delle liste: «Dovranno essere equilibrate – ha detto ancora Diliberto – è nell’interesse di tutti». Le vuole «davvero arcobaleno» Alfonso Pecoraro Scanio. Il tavolo che si occupa di candidature sarà riconvocato domani. Ma sembra già sfumare l’ipotesi di avere Bertinotti capolista in tutte le circoscrizioni, che renderebbe difficile ripartire le altre presenze, mentre prende piede l’ipotesi di un’alternanza in cima alla lista delle varie componenti.