La Corte di Cassazione della Repubblica Ceka annulla la messa fuorilegge della gioventù comunista

Il 1 settembre, l’Unione della Gioventù Comunista (KSM) della Repubblica Ceca è andata in giudizio presso la Corte di Cassazione della Repubblica Ceca in relazione alla sua messa fuori legge. La Cassazione, basandosi sul ricorso della KSM, ha annullato la sentenza della Corte Municipale di Praga del 2008 che respingeva il ricorso presentato dalla KSM contro la decisione del Ministero dell’Interno di mettere fuori legge l’organizzazione giovanile. Il giudizio della Cassazione che ha restituito il caso alla Corte Municipale di Praga, non è appellabile.

Il motivo ufficiale della messa fuori legge della KSM da parte del Ministero degli Interni della Repubblica Ceca nel 2007 trovava motivazione nel dichiarato obiettivo programmatico dell’organizzazione giovanile di sostituire la proprietà privata dei mezzi di produzione con la proprietà collettiva, oltre al convincimento dei giovani circa la necessità di lottare per un’altra società non basata sui principi del capitalismo.

Questa decisione del Ministero degli Interni ha trovato l’opposizione sostanziale della maggioranza del popolo ceco. La petizione a sostegno della KSM è stata firmata da migliaia e migliaia di cittadini della Repubblica ceca. Contro la deliberazione del Ministero degli Interni hanno protestato, per esempio, anche le organizzazioni dei partigiani ed ex combattenti contro il fascismo. La petizione è una iniziativa di studenti attivisti che denunciano i passi del ministero degli Interni contro la KSM. Il supporto all’Unione della Gioventù Comunista è stata espressa anche da un certo numero di partiti politici cechi. Grazie all’iniziativa degli europarlamentari del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), l’Atto del Ministero degli Interni è stato oggetto di discussione alla Camera dei Deputati del Parlamento.

L’iniziativa del Ministero degli Interni ha avuto eco anche all’estero: centinaia di giovani, studenti e organizzazioni sindacali hanno espresso la loro protesta. Migliaia di persone, tra cui parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, professori universitari ed ex combattenti contro il fascismo, hanno rivolto la loro indignazione per la scelta del Ministero degli Interni presso le ambasciate della Repubblica Ceca all’estero. In diversi paesi sono state inscenate proteste davanti le ambasciate ceche.

La sentenza della Cassazione è un passo molto positivo nella lotta per la legalità della KSM, contro l’anticomunismo e nei confronti delle evoluzioni antidemocratiche nella Repubblica Ceca.

Milan Krajca,
Presidente dell’Unione della Gioventù Comunista (KSM)

da l’Unione della Gioventù Comunista (KSM) www.ksm.cz in solidnet.org
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org