La Corea del Sud è il nuovo mastino degli USA nel Pacifico Settentrionale?

Traduzione di l’Ernesto online

Ancora negli ultimi giorni, abbiamo assistito alla ripetizione del copione proposto da Stati Uniti, Giappone ed Europa, secondo cui la Corea del Sud sarebbe vittima delle continue aggressioni del suo vicino settentrionale. Ma le cose stanno proprio così? Chi comanda oggi in Corea del Sud? Qual’è il vero ruolo di questo paese nella strategia dell’imperialismo? Un quadro efficace degli sviluppi della situazione nella penisola coreana si ricava dalla lettura di un recentissimo contributo del blog Atlas Alternatif.

Dopo Israele, Uganda, Colombia e Georgia, la Corea del Sud sta per entrare nel club degli alleati degli Stati Uniti più bellicisti del momento? Il giornalista statunitense Mathiew Reiss lo lascia intendere in un articolo pubblicato in “Le Monde Diplomatique” di ottobre 2010 dal titolo “Seul si trasforma in sceriffo regionale”

Già dal 1999 al 2006, le spese militari della Corea del Sud erano aumentate del 70%. E non è ancora finita. L’arrivo al potere del presidente Lee Myung-bak nel 2008 ha segnato una virata nella politica estera di questo paese. Appena eletto, egli ha denunciato gli impegni bilaterali del passato con la Corea del Nord e ha abrogato la riforma di liberalizzazione dei media iniziata dal suo predecessore. L’incidente del naufragio della corvetta Cheonan quest’estate, dalle cause peraltro non chiare, non ha fatto che legittimare ai suoi occhi il suo approccio bellicista.

La piccola isola sud coreana di Jejua a sud della penisola coreana, che è attualmente un modello per l’ecoturismo, potrebbe diventare presto una base militare di primaria importanza, a grande profitto del conglomerato militare-industriale formato da Hyundai e Lockheed, e malgrado l’opposizione della popolazione locale (come nelle Antille Olandesi, il punto di vista degli abitanti dell’isola non conta nulla).

Nel momento in cui il Giappone, sotto la guida del Partito Democratico del Giappone, appare più moderato (ha persino tentato di espellere la base statunitense di Okinawa), Jeju potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell’accerchiamento “a mezzaluna” della Cina, e nella neutralizzazione della sua dissuasione nucleare da parte dei missili anti-balistici statunitensi. In altre parole, grazie al dispositivo di accerchiamento attivato dagli Stati Uniti e di cui l’isola coreana di Jeju è un tassello importante, la forza nucleare di dissuasione cinese sarebbe neutralizzata e gli Stati Uniti potrebbero permettersi il lusso di un primo colpo nucleare senza subire conseguenze dannose (…)