La cooperazione tra Russia e India stimola la modernizzazione

Traduzione di l’Ernesto online

Sicuramente ciò che ricorderanno di più gli indiani dell’ultima visita del presidente russo, Dmitri Medvedev, è la sua parte finale, vale a dire l’incontro con gli studenti nella città di Bombay, a cui hanno assistito numerosi giornalisti.

Sembra che si stia creando una sorta di tradizione: ogni capo di Stato che visita l’India cerca di visitare un college o qualche università, perché la nuova generazione del paese asiatico lo veda in faccia. Sicuramente perché per il resto del mondo l’India sarà in futuro un paese importante ed ogni politico previdente deve tener conto di questa circostanza.

In India esiste ogni tipo di college e università e il presidente russo ha scelto di visitare gli studenti e i professori dell’Università Tecnologica dell’India, e non per puro caso, ma per confermare il carattere strategico della sua visita.

Le parole chiave “cooperazione per la modernizzazione” sono state pronunciate da Medvedev anche prima della visita all’Università, durante una conferenza stampa svoltasi il 28 dicembre. “Riponiamo molte speranze nella componente della modernizzazione della nostra cooperazione, e per questa ragione teniamo sempre in primo piano tale tema. L’interscambio commerciale tra la Russia e gli altri paesi ha una propria composizione e devo riconoscere che non sempre tale composizione ci soddisfa, perché frequentemente questo interscambio si basa in gran misura sui prodotti energetici”, ha dichiarato il presidente della Russia.

Questa situazione è caratteristica per “diversi paesi”; ma con l’India è avvenuto un piccolo miracolo: più del 50% del volume dell’interscambio commerciale russo-indiano è rappresentato da prodotti innovativi, macchinari e attrezzature.

E’ ciò che la Russia non è riuscita ad ottenere nelle sue relazioni con la Cina e con altri paesi, compresi i paesi membri dell’Unione Europea (UE).

Alte tecnologie come alternativa al commercio tradizionale

Questo carattere “modernizzatore” della cooperazione russo-indiana è emerso senza alcun intervento, in maniera del tutto naturale. A riguardo, vale la pena ricordare la storica visita in India dell’allora presidente della Russia, Vladimir Putin, realizzata nel 2000, quando Mosca e Delhi avevano una nozione confusa delle possibili basi della nuova tappa della loro cooperazione.

Lo schema precedente di “petrolio e armi in cambio di caffè e tè” era superato e il futuro si profilava abbastanza incerto. Il piano “Putin-Vajpayee” (primo ministro indiano in quel momento) sancì lo sviluppo simultaneo di tutti gli aspetti della cooperazione, il che si concretizzò in una prima fase unicamente nella fornitura all’India di armi russe. Per questa ragione, le relazioni russo-indiane vennero definite “zoppe”.

Ora a Delhi si è parlato di numerosi temi e si sono firmati importanti documenti, come ad esempio il nuovo Programma a lungo termine di cooperazione governativa nei settori della scienza, della tecnologia e dell’innovazione, la bozza del documento per l’istituzione di un Centro tecnologico russo-indiano, il memorandum di intesa tra la Corporazione Statale Russa “Rosatom” e il dipartimento per l’energia atomica del Governo indiano per l’ampliamento della cooperazione scientifico-tecnica nella sfera dell’uso pacifico dell’energia atomica.

Non vanno dimenticati i memoranda sulla cooperazione nel settore delle tecnologie dell’informazione e sulla cooperazione nelle sfere farmaceutica e delle biotecnologie. E’ di queste dimensioni anche il contratto per il disegno tecnico di un progetto di caccia multifunzionale.

Inoltre, si è deciso di avviare il progetto russo-indiano per l’uso congiunto del sistema di navigazione satellitare GLONASS, creato dalla Russia. Nell’ambito dell’esplorazione congiunta della Luna si sta fabbricando il satellite artificiale “Chandrayan-2” e si è deciso di incorporare nella stazione un mini-veicolo lunare di fabbricazione indiana.

La visita è stata dedicata quasi esclusivamente alla cooperazione con obiettivi di modernizzazione. E’ quasi scomparsa la notizia che l’interscambio commerciale tra i due paesi ha raggiunto nel 2010 la cifra di 10.000 milioni di dollari.

Occidente o Oriente?

Lo sviluppo orientato alla modernizzazione sembra essersi trasformato nell’obiettivo strategico del mandato di Medvedev, e nel settore della politica estera il suo governo è conosciuto al momento unicamente per l’idea di “alleanza per la modernizzazione” tra la Russia e i paesi dell’Occidente, cioè, l’Unione Europea e gli Stati Uniti.

Naturalmente, molti vorrebbero dare una matrice ideologica a tale concetto. Queste persone danno per acquisito il fatto che le tecnologie innovative di cui tanto ha bisogno la Russia siano esclusivamente a disposizione degli europei e dei nordamericani e che, pertanto, Mosca dovrebbe orientarsi verso Occidente nella politica, nell’ideologia e in altri aspetti.

Ma questa alleanza potrebbe definirsi in un altro modo: Mosca propone all’Europa e agli Stati Uniti di cooperare nel campo della modernizzazione dell’economia russa, dal momento che ciò rappresenterebbe un mutuo vantaggio per le due parti e una fuoruscita accettabile dal precedente stallo politico. Al momento, però, gli Stati Uniti hanno reagito alla proposta formulata in forma puramente declamatoria e gli europei si sono accontentati di “aver migliorato” la società e il sistema politico russi.

Il documento inviato a Mosca dai funzionari europei è stato restituito con la cortese spiegazione che non era questa la cooperazione che voleva la Russia.

L’allineamento con i paesi occidentali non è certo l’unica via percorribile dalla Russia: l’alleanza con l’India esiste e si rafforza già da anni.

D’altra parte, le innovazioni non sono uno scrigno magico che nasconde un tesoro nascosto bene in Occidente oppure in Oriente: le nuove tecnologie sono molteplici e svariate e qualsiasi paese potrebbe tanto condividere qualcosa con la Russia quanto acquisire qualcosa da essa.

Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno segnalato come l’epicentro industriale e innovatore dello sviluppo dell’economia mondiale si stia spostando da Occidente verso Oriente: compresa l’India, che scommette sulla modernizzazione e coopera in questo campo con molti paesi e non solo con la Russia.

Tale spostamento si sta verificando a causa, tra gli altri fattori, della presenza in India di numerose imprese e laboratori stranieri. Lo stesso principio è applicabile anche alla politica. La visita di Medvedev, che non è stata affatto percepita dagli indiani come un evento isolato, è vista come parte di tutta una serie di recenti visite di capi di Stato: il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il primo ministro britannico, David Cameron, il presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, il primo ministro della Cina, Wen Jiabao.

Attualmente la Cina è, di fatto, il partner più importante dell’India con circa 100.000 milioni di dollari di interscambio commerciale e non 10.000 milioni come nel caso della Russia. In un modo che, senza ombra di dubbio, rende impressionante “l’alleanza per la modernizzazione” dell’India.