La Conferenza di Teheran

fonte: http://www.lavanguardia.es/lv24h/20100422/53912347196.htm

Traduzione di l’Ernesto online

Che un paese nella situazione in cui si trova l’Iran organizzi una conferenza sul tema “Energia nucleare per tutti, armi nucleari per nessuno” e difenda la proposta di trasformare in zona non nucleare il Medio Oriente, dovrebbe essere motivo di attenzione in un mondo razionale. Ma non lo è, perché ciò che si fa passare per razionale, giusto e democratico è che una minoranza che si autodefinisce “comunità internazionale” possa minacciare con le sue sanzioni e armi di distruzione di massa, commettere crimini e invadere altri paesi per appropriarsi delle loro risorse, mentre gli altri sono costretti ad accettare ed anche applaudire come geniali piani di pace concetti che sono la consacrazione più grossolana della disuguaglianza, dell’imposizione e della doppia morale.

La settimana scorsa si è celebrata a Teheran (Iran) una conferenza sul disarmo nucleare. Vi hanno assistito rappresentanti, ministri e vice-ministri degli affari esteri di sessanta paesi, compresi Francia, Cina, Svizzera e Russia. Il tema generale della conferenza è stato “Energia nucleare per tutti, armi nucleari per nessuno” e la proposta concreta è stata quella di creare una zona libera dalle armi di distruzione di massa nel Medio Oriente e interrompere la proliferazione a livello globale, ma non ne siamo stati informati, perché i nostri mezzi di comunicazione, qui (in Spagna) e dappertutto, si sono limitati a menzionare questo evento, e se lo hanno fatto è stato per sminuirlo.

La realizzazione di questo vertice è risultata molto più razionale e comprensibile di quella del “vertice sulla sicurezza nucleare” che Obama ha organizzato a Washington il 12 aprile. Il vertice di Obama ha escluso qualsiasi discussione sul principale problema nucleare che affronta l’umanità, vale a dire l’esistenza di enormi arsenali, il 90% dei quali corrispondono a quelli di Stati Uniti e Russia, e il resto e in mano a tre potenze del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Inghilterra, Francia e Cina, e a tre altri paesi non firmatari dell’Accordo di Non Proliferazione, Israele, India e Pakistan. Tutti i principali problemi della proliferazione derivano da ciò, ma questo non è stato il tema. Il tema è stato il pericolo che queste armi cadano nelle mani di terroristi, qualcosa che potrebbe essere risolto annullandole, con un accordo universale e vincolante.

Senza armi nucleari, la supremazia militare degli Stati Uniti e i rapporti di forza globali non verrebbero alterati. Si ridurrebbero semplicemente i rischi: i vandali globali potrebbero continuare ad esserlo senza armi nucleari, ma il mondo sarebbe più sicuro.

Con la premessa del potenziale pericolo che le armi nucleari cadano nelle mani di terroristi, l’obiettivo di Obama è promuovere la campagna degli Stati Uniti contro ciò che questo paese presenta come (l’unico) problema nucleare del momento: Corea del Nord e Iran. Gli Stati Uniti accusano Corea del Nord, Iran e Siria, tre paesi avversari, di violare il trattato di non proliferazione. In realtà i tre sono firmatari del trattato, sebbene la Corea del Nord sia uscita da questo accordo alla vigilia del suo esperimento nucleare, il che è deplorevole ma completamente legale. L’accusa contro l’Iran di violare il Trattato di Non Proliferazione non è riconosciuta dall’autorità internazionale competente dell’ONU, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, IAEA. Washington non solleva alcuna obiezione nei confronti di tre paesi amici che hanno eluso in modo manifesto l’accordo: India, Pakistan e Israele.

L’India è stata premiata con un accordo di cooperazione nucleare nel 2005, Israele è principale fruitore dell’aiuto americano, compreso quello militare, e la Germania gli fornisce sottomarini capaci di portare missili nucleari. Quanto al Pakistan, è il paese che concentra il maggiore pericolo del tipo evocato da Obama: presenza di armi nucleari e instabilità interna, a cui contribuisce abbondantemente la guerra Afg-Pak… In ogni caso, il proposito dichiarato di Obama è quello di ottenere appoggi al progetto di imporre “sanzioni dure” all’Iran.

Sebbene non esistano prove che l’Iran voglia la bomba, un rapido sguardo alla carta geografica e un sommario ripasso della sua storia permettono di farsi un’idea dei motivi di questa possibile volontà. L’Iran è l’unico paese della principale zona energetica del mondo che è politicamente indipendente e autonomo dagli Stati Uniti. Nel passato ha avuto un governo , quello di Mohammad Mossadeq, che volle nazionalizzare il petrolio e fu rovesciato per questa ragione, nel 1953 da un colpo di stato organizzato dalla CIA. La dittatura dello Shah che ne seguì fu appoggiata dagli Stati Uniti e dall’Occidente, che favorirono la sua intenzione di riempire l’Iran di quelle centrali nucleari che ora sono un delitto.

L’Iran è un paese di 80 milioni di abitanti con una grande tradizione politica e civile. Non è un paese con la vocazione del servo, ma un grande paese che esige certe forme. Sebbene venga presentato come il grande pericolo mondiale e la maggiore delle dittature, la semplice realtà è che non ha mai invaso nessun paese nella sua storia recente, e che l’unica guerra che ha conosciuto, otto anni contro Saddam Hussein, che usò armi chimiche e uccise un milione di persone senza che nessuno fiatasse, fu provocata dai protettori occidentali di costui. Rispetto al suo regime teocratico detestabile, va detto che è molto meno dittatoriale di quelli degli amici sauditi o egiziani. La maggioranza dei vicini diretti dell’Iran non considerano un pericolo questo paese. Il vero pericolo rappresentato dall’Iran è che non è un servo dell’Occidente ed è collocato in una zona energetica chiave. Per questo è circondato militarmente.

Da un lato c’è l’Iraq occupato, dall’altro l’Afghanistan invaso, a nord l’Asia Centrale con basi degli Stati Uniti, a sud l’armata degli Stati Uniti nel mare e tutto un corollario di basi in tutto il Golfo Persico. Inoltre l’Iran ha nella sua regione, a est e a ovest, due vicini con armi nucleari, Pakistan e Israele, quest’ultimo temuto da tutti i suoi vicini di cui occupa territori e che ha invaso il Libano cinque volte in trent’anni. E, come se non bastasse, la dottrina militare degli Stati Uniti, con Bush e con Obama, considera l’Iran paese suscettibile di essere attaccato con armi nucleari. Così, l’ambizione nucleare dell’Iran, se esiste, è puro senso comune.

Tutto ciò lo capisce chiunque. Ma grazie allo sforzo di migliaia di funzionari, di specialisti di “centri di studi strategici”, di mezzi di comunicazione e giornalisti senza vergogna, ciò che si impone è l’irrazionale e l’assurdo. E’ così che si presenta come naturale una situazione, in cui l’unico paese che ha usato l’arma nucleare contro un nemico in coppia con Israele, che rifiuta di riconoscere il proprio arsenale nucleare di 200 bombe, indirizza le accuse contro l’incipiente programma iraniano, spiega Linda Heard.

Se Israele cessasse l’occupazione di territori esterni e li restituisse, se cessasse la sua crudeltà disumana contro i palestinesi e si sottomettesse alle risoluzioni internazionali che stabiliscono la creazione di uno Stato palestinese e se operasse per rendere zona libera dalle armi nucleari il Medio Oriente, la pace e la distensione progredirebbero molto in Medio Oriente. Israele, che nella situazione attuale rappresenta un fattore di violenza e di instabilità globale (ora lo ha riconosciuto di fronte al Senato degli USA persino il Generale David Petraeus, capo delle truppe americane in Medio Oriente), si trasformerebbe in uno stato affidabile e con un futuro, poiché l’immensa maggioranza dell’opinione pubblica e dei paesi l’appoggerebbero. L’indebolimento del terrorismo e delle ricette e risposte disperate e suicide in questa regione, sarebbero la conseguenza. Vista la latitanza e la totale assenza di volontà dei politici europei e americani, la campagna civile di boicottaggio e disinvestimento contro Israele (http://bdsmovement.net/) è la cosa più azzeccata e realista per ottenere risultati. In ultima istanza, rappresenta il miglior aiuto a Israele, un paese perso nella sua folle corsa, come segnalano anche rappresentanti dello stesso pacifismo israeliano.

Che un paese nella situazione in cui si trova l’Iran organizzi una conferenza sul tema “Energia nucleare per tutti, armi nucleari per nessuno” e difenda la proposta di trasformare in zona non nucleare il Medio Oriente, dovrebbe essere motivo di attenzione in un mondo razionale. Ma non lo è, perché ciò che si fa passare per razionale, giusto e democratico è che una minoranza che si autodefinisce “comunità internazionale” possa minacciare con le sue sanzioni e armi di distruzione di massa, commettere crimini e invadere altri paesi per appropriarsi delle loro risorse, mentre gli altri sono costretti ad accettare ed anche applaudire come geniali piani di pace concetti che sono la consacrazione più grossolana della disuguaglianza, dell’imposizione e della doppia morale.

Nel novembre 1943, Stalin, Churchill e Roosevelt celebrarono la loro “Conferenza di Teheran”. A quel tempo, il Grande Occidente rappresentato da quella triade possedeva il 90% delle azioni del pianeta. Il resto, i cinesi, gli indiani, i persiani, i brasiliani e i venezuelani, costituiva il paesaggio. Oggi, l’Occidente non possiede più del 60% delle azioni del mondo, ma pretende di continuare a comportarsi come se ci trovassimo alla Conferenza di Teheran del 1943. Questa miope inerzia è molto pericolosa nel XXI secolo.